Gli universitari italiani sono i più infelici al mondo

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Gli studenti italiani universitari detengono un primato, in realtà poco lusinghiero: quello di essere i più insoddisfatti al mondo del proprio percorso universitario. Lo rivela un sondaggio condotto da Sodexo, società che si occupa di migliorare i servizi all'interno dei campus universitari intervistando oltre 4mila studenti provenienti da Italia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito e India, relativamente allo stile di vita universitario. Scopo della rilevazione era quello, tra gli altri, di valutare il grado di soddisfazione degli studenti universitari. L'Italia è il fanalino di coda per quanto riguarda la felicità dei propri allievi.

Universitari infelici

Il 38% dei nostri ragazzi non è soddisfatto della propria vita; il 46% boccia il proprio percorso accademico. Nessuno fa peggio di noi. Ed è un record al contrario che ci saremmo risparmiati. Le percentuali sono ancora più impietose se raffrontate a livello internazionale: gli studenti di India (82%), Cina (76%), Regno Unito (75%), Stati Uniti (73%) e Spagna (70%) risultano essere decisamente più felici dalla propria vita studentesca in ambito accademico. Non è finita: ben il 36% degli italiani ha pensato almeno una volta di abbandonare l’università, contro il 5% dei cinesi e il 20% degli indiani. Questi dati sembrano essere una diretta conseguenza di quanto accade già nel corso del ciclo scolastico. L'ultimo rapporto AlmaDiploma rivela che degli oltre 45.000 diplomati sentiti il 54% ripeterebbe la scelta fatta, ma il 46% sceglierebbe una scuola diversa: in particolare il 26% cambierebbe sia la scuola che l'indirizzo di studi; il 12% cambierebbe la scuola ma non l'indirizzo di studi; l'8% sceglierebbe un indirizzo diverso ma della stessa scuola.

I motivi degli studenti infelici

Perché gli studenti universitari italiani sono infelici? Al primo posto nella top 10 si piazza l’eccessivo carico di lavoro che devono sopportare (51%), al secondo posto, troviamo il 44% di chi lamenta la mancanza di equilibrio tra il tempo da dedicare allo studio, alla socializzazione e al lavoro, mentre il terzo posto spetta alle scarse possibilità di trovare un’occupazione dopo la laurea (43%). Tra i giovani italiani che hanno pensato di abbandonare l’università, il 57% l’ha fatto per problemi legati allo studio, il 28% per problemi economici, il 22% per problemi familiari, il 21% per l’insoddisfazione legata alla qualità dei servizi in relazione al rapporto qualità/prezzo, il 16% per problemi di salute e il 12% per problematiche legate alla vita sociale. Gli studenti italiani sono anche tra i più pessimisti nel ritenere che l'università possa aiutarli a risolvere i loro problemi, come quelli legati all'alloggio (53%), alla salute (47%), alla vita sociale (46%) e alle finanze (44%), valori sopra la media.

Soluzioni

"Per attrarre le menti più brillanti e continuare a stimolarle, le università non devono solo fornire istruzione, ma devono anche rivolgere la loro attenzione alla qualità della vita degli studenti e di tutti coloro che lavorano all'interno dei campus - spiega Franco Bruschi, Head of Schools & Universities Segment Med Region di Sodexo - Ad esempio, la sicurezza e il comfort dell'ambiente in cui gli studenti vivono e studiano sono fattori che influenzano qualità della vita e capacità di apprendimento".
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12 dicembre 2018 ore 16:30

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