A Milano i coinquilini degli universitari sono...gli anziani

Marcello G.
Di Marcello G.

Studenti universitari e anziani: due mondi apparentemente lontani che, a pensarci bene, potrebbero essersi utili reciprocamente. Un alloggio tranquillo, a costo quasi zero, in cambio di un po’ di compagnia e di collaborazione. È la geniale trovata dell’organizzazione no profit ‘Meglio Milano’ per far incontrare ragazzi in cerca di una sistemazione con persone che hanno bisogno di qualcuno che non li faccia sentire esclusi dalla società. Nasce così il progetto “Prendi in casa uno studente”, come riportato dal World Economic Forum, un’iniziativa che dal 2004 (anno del lancio) ha visto l’interesse di oltre 6500 ragazzi e 1300 anziani; riuscendo ad attivare circa 600 convivenze (30 solo nel 2017), che durano in media tra gli otto e i dieci mesi.

Il costo dell’affitto? Solo un po’ di compagnia

Il meccanismo è semplice: gli over 65 mettono a disposizione parte della propria casa, diventata troppo grande e di difficile gestione, a uno studente fuori sede; gli universitari, come moneta di scambio, offrono (oltre alle piccole spese quotidiane) una mano nelle faccende domestiche ma soprattutto un po’ di ascolto. Risolvendo i rispettivi problemi: gli studenti che frequentano un corso di laurea lontani dalla propria terra d’origine possono risparmiare sull’affitto (specialmente a Milano le cifre richieste agli studenti sono da capogiro); gli anziani possono combattere il loro nemico numero uno, la solitudine.

Gli studenti risparmiano, gli anziani non si sentono soli

S’innesca così un circolo virtuoso – come amano definirlo gli organizzatori di ‘Meglio Milano’ - che ha dei benefici per entrambi i soggetti coinvolti. Per i ragazzi significa dire addio ad appartamenti affollati, coinquilini insopportabili, incomprensioni su regole comuni, divieti incrociati, turni per il bagno, per le pulizie, scomparti del frigorifero separati e quant’altro; avendo a disposizione, in più, un ambiente di studio tranquillo. Per gli ‘over’, invece, vuol dire avere a portata di mano una sorta di nipote acquisito a cui chiedere di dedicargli un po’ di tempo e a cui trasferire un po’ della propria esperienza. Per loro può equivalere a una vera e propria medicina naturale.


Milano laboratorio ideale: 3 universitari su 10 sono fuori sede

E quale luogo migliore, se non Milano, per sperimentare un sistema del genere. Nei vari atenei del capoluogo lombardo sono iscritti circa 180mila studenti, il 72% dei quali è fuori sede. Allo stesso tempo, ci sono circa 320mila persone di età superiore ai 65 anni, molte delle quali vivono in una sorta di isolamento dal resto della gente. Iniziative come “Prendi in casa uno studente”, però, in futuro potrebbero imitate in molti altri contesti. Esempi concreti si possono già trovare in molte nazioni d’Europa, nelle grandi metropoli degli Stati Uniti, in Australia. Tra l’altro, il World Economic Forum stima che entro il 2020 la quota mondiale di chi ha superato i 60 anni raggiungerà 1 miliardo e, presto, ci saranno più anziani che giovani (in Italia, già quasi un quarto della popolazione è over65).
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12 dicembre 2018 ore 16:30

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