Università, quando studiare non basta

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci
studiare all'università non basta, bisogna diventare veri protagonisti. Ecco come fare alla John Cabot

Si impara moltissimo viaggiando, andando a teatro, visitando mostre e musei e animando attività culturali di vario tipo. Non esiste una formula precisa. L’importante è avere passione. Nell’università americana esiste un apposito ufficio, lo Student Services Office, che si occupa del coordinamento delle attività extra-curriculari per coinvolgere gli studenti e fare di essi i veri protagonisti dell’università.

ESSERE PROTAGONISTI - Lo Student Services organizza visite e viaggi culturali, serate all’opera o a teatro. Tutti i gruppi sportivi, dal calcio alla danza, dal tai-chi alla zumba fino alla pallavolo e alla vela, fanno capo a questo ufficio che raccoglie le proposte che arrivano dagli studenti per offrire di semestre in semestre nuove attività. Infatti, in questo contesto, vale più che mai il detto latino mens sana in corpore sano. Non si tratta affatto di attività perditempo, al contrario. La partecipazione a queste attività e gruppi, oltre a creare un forte spirito di comunità tra gli studenti, sviluppa la loro capacità di leadership e di lavoro in gruppo, di gestione del tempo, e le capacità relazionali. Tutte competenze preziose per avere poi successo nel mondo del lavoro.

L’UNIVERSITÀ TI AIUTA A FARE GRUPPO - In più, li studenti che hanno interessi comuni possono fondare un club, un’associazione studentesca, e promuovere le proprie iniziative nel campus coinvolgendo studenti e professori. È un’occasione unica per stare insieme, trascorrere una serata piacevole all’insegna del divertimento e della buona musica, e farsi portatori di un messaggio di solidarietà che sensibilizzi quante più persone possibili.

STUDIO E FACCIO AMICIZIA - L’apertura a nuove esperienze, persone e idee è il principio guida che anima le attività dello Student Services. In questo modo, l’università diventa il luogo privilegiato per fare amicizia con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo ed educare i ragazzi al rispetto delle differenze reciproche e alla solidarietà.

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