
Alla fine tutto si è risolto per il meglio. Gli studenti del Semestre aperto ammessi alla facoltà di Medicina a Tirana, in joint degree con l’Università di Tor Vergata, pagheranno le stesse tasse universitarie dei loro colleghi di Roma.
Non più, quindi, 9.650 euro di retta annuale richiesti inizialmente dall’ateneo albanese “Nostra Signora Buon Consiglio”, bensì una cifra variabile - tra 0 e circa 3.100 euro - calcolata in base all’ISEE.
La decisione dell’ateneo romano arriva dopo il faccia a faccia tra la ministra del MUR Anna Maria Bernini e il rettore dell’Università Tor Vergata di Roma, Nathan Levialdi Ghiron, che, come riporta La Repubblica, ha fatto marcia indietro.
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Il caso dei 220 studenti di Medicina iscritti a Tirana
Nella giornata di ieri, infatti, il quotidiano aveva sollevato il caso dei 220 studenti iscritti al semestre filtro che erano entrati nella graduatoria nazionale venendo però assegnati presso la sede albanese dell’Università di Tor Vergata, a Tirana: si tratta di quello che gli addetti del settore chiamano ‘joint degree’.
Il guaio? Riguardava la retta annuale dell’Università “Nostra Signora Buon Consiglio” di Tirana che, essendo un ateneo privato, prevede una quota contributiva fissa di 9.650 euro l’anno.
Dietrofront Tor Vergata: il confronto tra Bernini e il rettore Levialdi Ghiron
Secondo l’ateneo, questa possibilità era nota agli stessi studenti già dal mese di agosto dell’anno scorso. Eppure, l’anomalia ha destato scalpore, tanto che la ministra del MUR Anna Maria Bernini si è vista costretta a prendere posizione.
La svolta è arrivata nella giornata di ieri, 13 gennaio, in seguito a un confronto al MUR tra la titolare del dicastero e il rettore dell’ateneo romano, Nathan Levialdi Ghiron.
“Abbiamo compreso la preoccupazione del ministro Bernini nella richiesta di uniformità di tassazione anche per Tirana, nostra sede all'estero presso l'università Nostra Signora di Buon Consiglio”, ha spiegato il rettore di Tor Vergata in una nota, aggiugendo che “con l'ateneo albanese abbiamo un accordo di joint degree per il corso di laurea congiunto in Medicina e Chirurgia e lì la nostra sede all'estero è stata accreditata per accogliere 220 studenti”.
“L'importo elevato rispetto alla tassazione universitaria italiana è quanto l'Università Nostra Signora di Buon Consiglio aveva chiesto ai propri iscritti in questo anno accademico.
Grazie a una interlocuzione positiva del nostro ateneo con l'ateneo di Tirana, gli studenti di Medicina e Chirurgia che studiano presso la sede di Tirana di Tor Vergata avranno rimodulata la loro tassazione universitaria secondo i criteri italiani legati all'Isee.
L'imminente scadenza dei tempi per l'iscrizione ha imposto una pronta reazione del nostro ateneo alla richiesta del ministro Bernini. La fattiva collaborazione dell'Università Nostra Signora del Buon Consiglio, a cui va la nostra gratitudine, unitamente all'impegno dell'Ateneo di Tor Vergata atto a consentire la sostenibilità del corso, ha garantito il diritto allo studio degli studenti che avevano scelto la sede di Tirana tra le loro preferenze” precisa il rettore."
Soddisfatta anche la ministra Bernini che in una nota ha detto: “Gli studenti di Medicina che hanno scelto e sono stati assegnati alla sede di Tor Vergata a Tirana pagheranno le stesse tasse dei colleghi che studiano a Roma. Nessuna differenza. Il semestre aperto è nato per ampliare le opportunità, non per creare nuove disuguaglianze. Il diritto allo studio non è uno slogan: è un impegno concreto. E l'Università deve essere davvero accessibile a tutti, ovunque si studi”.