
C’è chi considera la laurea il traguardo di una vita e chi, come il professor Paolo Guido Barbaro, la considera solo una tappa di un viaggio infinito.
Cinquantacinque anni, docente di Storia e Filosofia al Liceo "Alessandro Volta" di Reggio Calabria, Barbaro ha recentemente siglato un primato incredibile: dodici lauree conseguite in trentatré anni.
Un percorso lungo, fatto di oltre 170 esami, iniziato nel 1993 a Messina e culminato pochi giorni fa con l'ultimo titolo ottenuto a Trieste.
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Un viaggio iniziato trent’anni fa
Il cammino del "professore dei record" affonda le radici nei primi anni '90, come racconta in un’intervista a ‘La Stampa’.
La scintilla è scoccata con Scienze Politiche, ma è stata solo la prima di una lunghissima serie. "L’amore per lo studio mi accompagna da sempre, fa parte di me", spiega Barbaro ricordando i primi passi tra i banchi universitari.
Dopo la prima laurea nel 1993, sono arrivate a stretto giro Filosofia (1997) e Scienze dell’Educazione (2002). Ottenuta l'abilitazione all'insegnamento, la passione non si è spenta, anzi: "Con la serenità di un contratto ho studiato anche a cuor leggero".
Da quel momento è stato un crescendo tra gli atenei di Catania, Torino, Siena e Genova, toccando discipline come Antropologia culturale, Scienze Storiche e Metodologie Filosofiche.
Il record nel record: due lauree in 48 ore
Se dodici titoli sembrano già un'impresa titanica, il professore è riuscito a superare sé stesso con un colpo di coda finale degno di un velocista. Lo scorso febbraio, infatti, ha discusso due tesi in soli due giorni in due città diverse.
Il 23 febbraio era a Genova per proclamarsi dottore in Metodologie Filosofiche con una tesi su Benedetto Croce; appena quarantotto ore dopo si trovava a Trieste per la discussione finale in Studi Storici.
Un tour de force che non lo ha spaventato, nonostante la burocrazia accademica spesso costringa a ripetere gli esami: "Dopo 6 anni le materie vengono dichiarate obsolete. Così ho dato, ad esempio, storia contemporanea tre volte e quattro volte inglese".
La "bestia nera" e il miracolo della concentrazione
Nonostante la facilità con cui colleziona pergamene, anche per il professor Barbaro esistono materie non proprio da “passeggiata”. Se l'esame del cuore resta Filosofia delle religioni, quello più ostico è stato senza dubbio Diritto privato. "Presi un voto basso, ma tutti mi fecero i complimenti", ricorda. "Anche se l’ambizione c’è, capita di doversi accontentare".
Per gli studenti che faticano sui libri, il docente ha un consiglio d'oro basato sulla passione: "Non studiare cose che non piacciono. Se ami una materia, riuscirai. Questo porta al grande miracolo della concentrazione: ritrovarsi in una bolla in cui ci si scorda quasi del tempo".
Mente e corpo: la maratona come metodo
A chi immagina un topo di biblioteca chiuso tra quattro mura, Barbaro risponde con le scarpe da running ai piedi. Il segreto di tanta costanza nello studio, infatti, risiede anche nell'attività fisica e, in particolare, nella maratona.
Secondo il professore, la corsa è la metafora perfetta del percorso universitario: "Correre con l’obiettivo di una distanza prepara la mente al sacrificio per il traguardo".
E il suo traguardo non è ancora arrivato: nonostante le dodici corone d'alloro, ha già annunciato la prossima meta. Prossima fermata? "Scienze delle religioni" all'Università di Torino.