Vendetta studenti: fanno licenziare i prof

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

studenti fanno licenziare i prof

Per una volta a dare i voti sono gli studenti e non i loro prof. Esito: bocciatura. Accade all’Università di Padova dove due insegnanti della Facoltà di Scienze economiche e aziendali sono rimasti vittime degli spietati questionari compilati dai propri studenti. A seguito di giudizi negativi sui due docenti, il Consiglio di dipartimento, con 10 voti contro 11, ha decretato il loro licenziamento. Insomma, per una volta gli studenti hanno gridato vendetta.

PROF DA... BOCCIARE! - Sembrerebbe proprio che questa "bocciatura" abbia le sue ragioni. Infatti gli universitari hanno lamentato diverse carenze da parte dei due “malcapitati”: troppo ritardatari, poco disponibili e difficili da trovare. Queste le accuse dei giovani nei confronti dei loro prof. Sono stati fatali agli insegnanti i questionari che ogni anno, dal 2005, vengono somministrati agli universitari del Paese per esprimere un indice di gradimento del tutto anonimo nei confronti dei docenti universitari di riferimento.

SI DIFENDONO I BOCCIATI- I due prof licenziati avevano, in realtà, un contratto part time e questo, di fatto, li ha resi licenziabili. Per entrambi, l’essere impegnati anche in altri ambiti professionali, e quindi l’avere meno tempo a disposizione e meno possibilità effettive di conciliare tutto e rispettare le regole della puntualità e della disponibilità con gli studenti, non sono state buone attenuanti, ma al contrario i fattori scatenanti della protesta culminata nel “tragico” epilogo del licenziamento.

QUESTIONARI SI - Si è pronunciato decisamente a favore dei questionari il Rettore della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, Pierdomenico Perata, che ha rivelato al Corriere della Sera: “La valutazione è uno strumento indispensabile per migliorare l’Ateneo” . E la sua non sembra affatto essere una voce fuori dal coro. Nella Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, oltre ai questionari proposti a fine corso agli studenti, vengono tenuti in considerazione un altro questionario con domande generali relative alla Scuola e il giudizio di un comitato esterno di docenti che ha il compito di rilevare le opinioni dei giovani.

UN’ARMA NON PROPRIO IMPARZIALE - Tuttavia sorge legittimo il dubbio che, quello dei questionari, non sia proprio un metodo imparziale e corretto. Infatti, sono molti gli studenti che utilizzano tali “pagelle” per vendicarsi del prof tanto odiato, dando vita a critiche infondate e scrivendo pagine e pagine di giudizi negativi. E di motivi per avercela con un insegnante ce ne possono essere molteplici: un brutto voto, un esame ripetuto 3 o 4 volte, fino alla scarsa disponibilità o eccesso di severità. Non mancano i giovani che, all’appuntamento con il questionario, compilano le domande affidandosi al caso e sottovalutando l’importanza di quelle risposte. Insomma, la probabilità che in tanti riempiano le pagelle dei propri prof con poca obiettività e molto rancore è davvero alta. Ad ogni modo, è giusto che gli studenti possano lamentare pecche o carenze da parte degli insegnanti e porsi, anche loro, per una volta, dietro la cattedra.

E tu che voto daresti ai tuoi prof? Arriveresti a farne licenziare qualcuno?

Margherita Paolini

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