Addio alla tesi per la laurea triennale: ecco la 'Maturità accademica'

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

studentessa con libri

Niente più tesi per le lauree triennali. Una scelta che sta accomunando diversi atenei d'Italia. A Bologna, ad esempio, nel corso di laurea in Economia, mercati e istituzioni si fa un esame uguale per tutti i corsi. Questo non è l'altro che l'effetto (prevedibile sul lungo periodo) della riforma universitaria del 3+2, cioè quella semplificazione del sistema italiano per avvicinarlo a quello degli altri paesi europei. Un modo per immettere più velocemente i ragazzi nel mondo del lavoro e accrescere il numero dei laureati. Nella città emiliana, dunque, stop alla tesi o alle tesine "fatte col copia-incolla da Internet". Ci sarà una prova stile Maturità: titoli scelti dalla commissione d’esame su argomenti anticipati due mesi prima e alcune ore di tempo per svolgere la traccia. Esplode subito la polemica con i professori favorevoli e i ragazzi contrari.


Le opinioni degli studenti e dei prof


A "La Repubblica", Valerio Tuccella, rappresentante in senato accademico del collettivo di Economia, afferma che "la tesi è una tappa importante del percorso di studi triennale, un momento di espressione reale e di allargamento personale delle frontiere del sapere". Non la pensa allo stesso modo il coordinatore del corso: "Arrivavano lavori abborracciati, scritti all’ultimo minuto e purtroppo in più casi abbiamo riscontrato problemi di copiature, testi fatti col copia e incolla da Internet". Un’altra ragione avanzata dai professori della triennale è l’aumento degli iscritti: le matricole in cinque anni sono raddoppiate, passando da 110 a 226. Questo ha comportato un aumento del carico didattico, tra l’altro diviso in modo iniquo: chi seguiva due tesine, chi venti, chi arrivava a quaranta. "In questo modo il lavoro sarà uguale per tutti".

Anche la laurea sarà un esame


Addio dunque a cerimonie di proclamazione, lacrime, baci, spumanti e feste individuali. Ci sarà un'unica cerimonia da svolgere una volta l'anno. Da un lato la velocità, il risparmio di tempo e di risorse, dall'altro l'ammissione (più o meno velata) che i primi tre anni di università non valgono una vera e propria laurea. In effetti parlare di tesi per un elaborato di una cinquantina di pagine sembra ormai esagerato. Da più di 15 anni la prova finale è un elaborato da discutere davanti ad una commissione: dai 3 ai 6 crediti per massimo 150 ore di lavoro. Un lavoro più che altro compilativo, non sperimentale e di ricerca. La scelta del corso di laurea di Economia a Bologna è già stata adottata da altri corsi: Dams di Bologna, Bocconi, Ca’ Foscari, Palermo, Bicocca di Milano, Facoltà di Studi Umanistici della Statale di Milano e Facoltà di Studi Internazionali di Forlì, tanto per citarne alcuni. Gli studenti, soprattutto quelli che non proseguono gli studi, lamentano la perdita di occasione per lasciare spazio alla propria creatività e di dare una soddisfazione ai propri parenti e amici. Una scelta che presto potrebbe essere adottata da altri atenei. L'importante sarebbe quello di ascoltare la voce degli studenti, i veri coinvolti in questo cambiamento.

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