Tesi sulla Palestina, alla laurea la prof se ne va

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

Tesi sulla Palestina, prof boicotta la laurea

Tesi sulla Palestina, la presidente di commissione della seduta di laurea si alza e se ne va. E' successo martedì scorso all'Università di Torino, dove due laureande del Dipartimento di Lingue hanno presentato un lavoro sulle città palestinesi. La professoressa di Geografia, di origine ebraica, è stata chiamata a presiedere alle discussioni a causa dell'improvvisa assenza della relatrice, ma dopo aver sfogliato la tesi di laurea delle due studentesse ha prima chiesto di rimandare la seduta di laurea, poi ha accettato l'offerta di sostituzione da parte di un'altro professore. Come riportato da LaStampa.it Torino, la professoressa ha poi pubblicato un post di sfogo su Facebook (poi cancellato): alla fine le due ragazze si sono laureate, ma senza di lei.

LA QUESTIONE PALESTINESE ALL'UNIVERSITA' - "Oggi, per la prima volta in 25 anni di carriera, mi sono rifiutata di presiedere alla laurea di due studentesse che hanno presentato un lavoro sulle “città palestinesi”. Questo è il post su Facebook che la professoressa Daniela Santus, protagonista della vicenda, avrebbe pubblicato e poi subito cancellato. Lo riporta il quotidiano torinese. Presidente della commissione di laurea, ha chiesto inizialmente di aspettare la relatrice e poi, dopo aver letto velocemente il lavoro delle due ragazze che portava come argomento la Palestina e che prendeva posizione anche sulla difficile questione palestinese, ha accettato di farsi sostituire. Così non ha assistito alla discussione né alla proclamazione. "Ho preferito essere sostituita, non potevo proclamarle dottoresse".

TRIBOLAZIONI IN SEDE DI LAUREA - Le due laureande avrebbero aspettato ben 2 ore in attesa che la situazione si risolvesse, mentre le altre lauree proseguivano. Si sono laureate solo quando la loro relatrice ha fatto arrivare un giudizio scritto sulla tesi e il Direttore del Dipartimento di Lingue si è proposto in sostituzione della Santus.

UNA TESI SCOMODA - Il loro lavoro fatto a 4 mani e intitolato "Itinerari culturali in Palestina" propone una guida turistica costruita sulle opere di tre scrittori palestinesi. "Forse abbiamo usato definizioni severe, ma non giustifichiamo il terrorismo e non avevamo paura della discussione" dichiara Enrica Mazzei, una delle studentesse coinvolte insieme alla compagna Atif Kaoutar. La relatrice della tesi di laurea, la professoressa di Storia Ada Lonni, presidente del corso di Comunicazione per il Turismo, ha giudicato il lavoro "buono, con alcune considerazioni di cui sono responsabili le autrici".

LA REAZIONE DEI PROFESSORI - Intervistato dai giornalisti di LaStampa.it Torino, il professore Francesco Panero, sostituto della Santus durante la seduta di laurea e presidente del Dipartimento di Lingue, ha sostenuto l'opinione che la tesi non fosse in alcun modo offensiva. "Non capisco su quali basi giudichi il lavoro come filo palestinese” - ha dichiarato il professore. Tuttavia c'è chi difende la scelta della docente: "Se in coscienza un docente sente di non essere neutrale è meglio che lasci giudicare il laureando da un sostituto", dice Ugo Volli, professore di Semiotica.

LA PROF SCRIVE E COMMENTA: "LE MIE FELICITAZIONI" - Dopo aver letto questo articolo, la professoressa in persona ha voluto commentare dando ulteriori precisazioni sulla vicenda, che noi di Skuola.net non abbiamo esitato ad accogliere. "Ho notato diverse inesattezze ed omissioni che - in una tesi magistrale, indipendentemente dalle legittime opinioni personali - non dovrebbero trovare luogo" scrive riguardo alla tesi di laurea. Commentando il punteggio raggiunto dalle due laureate, 6 punti su 10, si esprime così: " Un punteggio molto alto, probabilmente, a parte le inesattezze, il loro lavoro sarà stato giudicato esemplare. Le mie felicitazioni. Spero che, nel frattempo, si siano accorte che gli insediamenti ebraici sono stati DAVVERO evacuati dalla Striscia di Gaza, che gli ebrei reduci dai pogrom nella Russia zarista non sono emigrati in Palestina allo scopo di sfruttare a basso costo la manodopera araba, che non si tratta solo di retorica israeliana se non si è addivenuti sino ad ora alla pace, ma che le migliaia di vite ebraiche perse negli attentati compiuti dai palestinesi hanno avuto il loro peso".


Guarda il cartone animato Pace for Peace realizzato dai ragazzi di due scuole, una palestinese e una israeliana, per la pace nella loro terra

Fonte video Vegekuu

Carla Ardizzone

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