Cerchi lavoro? Prova il servizio civile

Bianca Zito
Di Bianca Zito

 trovare lavoro col servizio civile

Un tempo riservato solamente a chi si rifiutava di partire per il militare (i cosiddetti “obiettori di coscienza”), il servizio civile volontario è un’opportunità lavorativa e formativa che permette ai ragazzi tra i 18 e i 28 anni (anche senza titolo di studio) di fare un’esperienza reale di cittadinanza attiva, mettere da parte qualche soldo e, allo stesso tempo, acquisire nuove competenze spendibili a livello curriculare. Un impegno completo, insomma, sia lavorativo che di crescita personale, fatto su misura per le esigenze dei più giovani. L’uscita del bando di partecipazione per il 2014-2015 è prevista ad ottobre ma, nel frattempo, il Governo sta lavorando per apportare migliorie al servizio, estenderlo a 100.000 ragazzi (sia italiani che stranieri) nel prossimo triennio ed integrarlo con il progetto "Garanzia giovani". Modifiche che, in tempi di seria difficoltà come questi, potrebbero permettere a tantissimi under 30 di farsi spazio con meno impedimenti nel mondo del lavoro.

COME FUNZIONA – Il servizio civile altro non è che la possibilità di dedicare alcuni mesi (da 6 a 12, prorogabili fino a 24) ad un’attività sociale o culturale retribuita, organizzata proprio come un normale impiego: un tot di giorni lavorativi a settimana, un tot di ore da dedicare quotidianamente al progetto, permessi (anche per malattia) e copertura assicurativa. Generalmente si distingue in “nazionale” e “regionale”, a seconda dell’Ente da cui viene emanato (Stato Italiano o Regione): nel primo caso il servizio civile si può svolgere in tutta la Penisola, a volte anche all’estero; nel secondo caso, invece, solamente nella regione per cui si è fatto domanda. A tal proposito, la richiesta di partecipazione si fa solo dopo l’uscita del bando e va presentata direttamente all’Ente con cui si è deciso di collaborare.

QUANTO SI GUADAGNA – Uno stipendiuccio non fa certo male, specialmente in un’epoca storica come questa. Per cui i giovani disoccupati che rientrano nel limite d’età, ma anche gli studenti universitari in cerca di un guadagno a fine mese, potrebbero trovare nel servizio civile un modo semplice per mettere da parte qualcosina. A livello nazionale, infatti, i partecipanti ricevono un assegno mensile di 433.80€, mentre a livello regionale il compenso può variare da 270€ a 450€, con un premio finale di 2000€ al massimo. Non male, dunque, calcolando che l’impegno non è affatto a tempo pieno, in modo da lasciare ai ragazzi la possibilità di studiare e/o svolgere qualche altro lavoretto in autonomia. Ma sappiate che la partecipazione al servizio civile non è “infinita”: si può collaborare una sola volta a un progetto nazionale e una sola volta a un progetto regionale. Due volte in totale, insomma.

MIGLIORIE IN VISTA – In queste settimane, il Governo Renzi sta lavorando ad una legge per proporre miglioramenti nell’ambito del servizio civile. Ben 100.000, infatti, potrebbero essere i volontari reclutati nei prossimi tre anni, di cui 37.000 già dal prossimo ottobre (periodo previsto per l’uscita del bando), con lo scopo di creare un “servizio civile universale”. Un numero sorprendente, specie se si pensa che, come riporta il sito www.serviziocivile.gov.it, il numero di volontari avviati al servizio dal 2001 al 2013 è stato di 298.421 giovani. Attingendo a fondi già disponibili e a parte di quelli destinati a “Garanzia giovani” (recente iniziativa del Governo a favore dell'occupazione giovanile), molti più ragazzi potranno avere la possibilità di prendere parte ad un progetto di collaborazione, riuscendo a trovare una sorta di primo impiego e a formarsi professionalmente in un determinato campo. Per quanto, insomma, il servizio civile sia una scelta completamente volontaria da parte di chi la intraprende e orientata a un impegno sociale o culturale, non c’è dubbio che sia utile sia a livello formativo che a livello economico. E se, come si sta pensando, dovesse diventare valido anche ai fini contributivi Inps, chi può negare che sia la strada giusta da intraprendere per chi un lavoro proprio non riesce a trovarlo? Insomma, aspettate il bando e incrociate le dita: tra i prossimi “reclutati” potreste esserci proprio voi!


Bianca Zito

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