Fuoricorso, non c'è posto per loro a Cagliari

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Studenti universitari fuoricorso all'Università di Cagliari

Prima vieta ai fuoricorso di laurearsi, poi li obbliga a iscriversi ai nuovi ordinamenti aumentando ancor di più il loro percorso di studi: da due anni il Rettore dell’Università di Cagliari muove battaglia contro gli studenti ritardatari, ma loro non hanno intenzione di rimanere sconfitti e lanciano la campagna “AAA cercasi sponsor di legalità”.

FUORICORSO, UNA VITA DIFFICILE - È dura per gli studenti fuoricorso: giostrarsi tra studio e lavoro, rincorrere i prof tra un ricevimento e l’altro per avere informazioni sugli esami da sostenere e, come se non bastasse, ora tasse più alte come recentemente previsto dal Ministro Profumo. Per i fuoricorso di Cagliari, però, c’è una difficoltà in più. Secondo quanto riportato dall’Espresso, il Rettore dell’università cagliaritana, Giovanni Melis, da due anni a questa parte sta cercando di “farli fuori” in tutti i modi.

ULTIMATUM AI RITARDATARI - Due anni fa il Rettore Melis, con il Regolamento Carriere Universitarie del 2010, aveva stabilito che avrebbero perso la possibilità di terminare il corso di studi gli studenti che non avessero “terminato gli esami entro un numero di anni pari al doppio della durata normale del corso”. Questo significava che gli studenti del vecchio ordinamento non avrebbero più potuto laurearsi se non ci fossero riusciti entro il 30 aprile 2012.

NUOVO ORDINAMENTO PER TUTTI - Gli studenti, però, fecero ricorso al TAR e al Consiglio di Stato che diedero loro ragione. Il decreto Moratti, infatti, stabilisce che le università devono assicurare la conclusione degli studi e il rilascio del titolo di laurea. Tuttavia, il Rettore quest’anno ha lanciato una nuova offensiva: gli studenti fuoricorso, per il nuovo anno accademico 2012/2013, dovranno obbligatoriamente iscriversi a uno dei corsi di nuovo ordinamento.

CERCASI SPONSOR PER CONTINUARE A STUDIARE - Così gli studenti sono tornati sul piede di guerra. Iscriversi al nuovo ordinamento significa per i fuoricorso allungare ancora di più i tempi, dover sostenere nuovi esami e nuove spese aggiuntive. L’unica soluzione, quindi, sembra essere quella di una ulteriore ondata di ricorsi contro il provvedimento che sarebbe, anche questa volta, in contrasto con il citato decreto Moratti. C’è un problema, però: dove trovare i soldi per affrontare le spese legali? I fuoricorso di Cagliari hanno così deciso di avviare la campagna “AAA cercasi sponsor di legalità” proprio per trovare “sponsor”, cioè sostenitori pronti a sposare la causa e finanziare la battaglia legale.

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Cristina Montini

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