Università: 7 miliardi per gli atenei

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

Università: triplicati i fondi per gli atenei italiani

Firmato il decreto con i criteri di ripartizione del Fondo Ordinario Universitario, necessario agli atenei italiani per gestire le attività universitarie. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini dopo la partenza dell’iter di assegnazione dei fondi di finanziamento ordinario avviato agli inizi di maggio, a distanza di un mese comunica ufficialmente lo stanziamento dei soldi per le università. Capitali aumentati rispetto all’anno scorso e in anticipo di sei mesi rispetto al passato, ma dal rettore di Roma Tre e dagli studenti di LINK arrivano criticità sui tagli e sulla quota premiale.


GIANNINI: “RISULTATO IMPORTANTE” – Il ministro Stefania Giannini esprime soddisfazione per il risultato raggiunto con la firma del decreto «un risultato importante frutto dello sforzo costante di questa amministrazione. Un segno della centralità che questo governo attribuisce al mondo universitario, da un anno al centro di importanti innovazioni». Si accoda al pensiero della ministro anche il Sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone che affida ad un post su facebook il suo sentimento di orgoglio «lo avevamo promesso: assegneremo il fondo di funzionamento agli atenei a giugno e non alla fine dell’anno come è successo negli ultimi anni. […] Un cambio di verso? Direi proprio di sì. Un cambio di verso dovuto e che mette gli studenti sempre più al centro. […] È un segnale politico e reale: gli atenei devono vivere in funzione degli studenti e per loro dobbiamo volere il meglio. L’università deve tornare ad attrarre, deve avere un ruolo centrale, perché è la fucina di una nuova classe dirigente culturale, economica e sociale».

Lo avevamo promesso: assegneremo il fondo di funzionamento agli atenei a giugno e non alla fine dell’anno come è...

Posted by Davide Faraone on Sabato 6 giugno 2015

FFO 2015, FONDI PER LA MOBILITA' TRIPLICATI – L’FFO 2015 vale circa 7 miliardi di euro, una quota base di 4.9 miliardi sarà ripartita per il 75% su base storica e il 25% in relazione al costo standard per studente. Sono previsti 1.385 miliardi da distribuire agli atenei in base alle loro performance. I risultati della ricerca scientifica peseranno per il 65% come criterio di valutazione, mentre i risultati delle politiche di reclutamento il 20%. I risultati della didattica avranno un peso pari all’8%, che scende dal 12% del 2014. Infine la capacità di favorire la mobilità degli studenti e la partecipazione a programmi di studio all’estero contribuirà per il 7%, percentuale che aumenta rispetto al 3% dello scorso anno. I fondi per la mobilità di professori fra atenei e le chiamate dei docenti all’estero triplicano, passa da 3,5 milioni del 2014 a 10 milioni di quest’anno.

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PANIZZA: “NEL DECRETO LUCI E OMBRE” – A smorzare i toni del Miur arriva una dichiarazione del rettore di Roma Tre, Mario Panizza che ritiene necessario un aumento dei fondi per le università, fonte principale di sostegno per le attività accademiche e per la ricerca: «accogliamo con soddisfazione la notizia dell’approvazione del decreto […] ma, ribadiamo, per applicare il criterio della premialità serve aumentare ulteriormente il finanziamento del fondo ordinario, la principale fonte di entrata degli atenei», aggiunge «questo Ffo ha luci e ombre […] Positiva è l’anticipazione dell’emanazione del decreto rispetto agli anni passati: saremo pertanto in grado di pianificare gli interventi dell’anno accademico con maggior respiro, anche se sarebbe necessario avere ancora più tempo e, soprattutto, indicazioni più mirate per definire la programmazione triennale».

CAMPAILLA: “SOLO LIEVI MODIFICHE, MIUR SORDO ALLE CRITICHE” – Voci contrarie si levano soprattutto dagli studenti. Alberto Campailla, portavoce nazionale LINK, coordinamento universitario afferma che il Miur è rimasto sordo alle richieste e alle critiche mostrare nel corso di questi mesi. Per Campailla infatti, i tagli ai finanziamenti sono tra i punti di maggiore criticità «l’importo totale del FFO è diminuito. Da 7.010 miliardi siamo passati a 6.923 miliardi. Questi tagli si sommano ad una situazione di sottofinanziamento ormai cronica del sistema universitario». Critici infine anche sul tema della quota premiale che secondo LINK crea disuguaglianze tra gli atenei italiani, Campailla dichiara «resta netta la nostra contrarietà all’utilizzo del concetto di merito con il fine di incrementare una logica competitiva tra atenei che può risolversi solo in un aumento delle diseguaglianze già purtroppo esistenti nel Paese».

Carmine Zaccaro

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