Vuoi diventare interprete o traduttore? Scopri come fare: partecipa all’Open Day Carlo Bo

SSML Carlo Bo
In collaborazione con SSML Carlo Bo

ragazza che studia

Stai cercando di capire che direzione prendere dopo la scuola superiore e sei interessato alle lingue? Partecipa il 24 febbraio all’Open Day dell’Istituto di Alti Studi SSML Carlo Bo per l’a.a. 2018/2019 per scoprire come concretizzare la tua passione. L’Open Day si terrà contemporaneamente nelle sedi di Milano, Roma, Firenze, Bologna e Bari e sarà dedicata alla presentazione dell’offerta formativa dell’istituto. Sarà possibile capire e discutere concretamente su quali siano i vantaggi e gli sbocchi professionali del Diploma di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica della SSML Carlo Bo.
Alcuni esempi di sbocchi occupazionali: agenzie di servizi, grandi aziende, turismo, istituzioni e organizzazioni umanitarie sono solo alcuni degli ambiti in cui potresti trovare lavoro. Tra le lingue che puoi scegliere, ce ne sono anche di non europee e molto ricercate sul mercato odierno: cinese, russo e arabo sono alcuni esempi. Una volta uscito da questo istituto avrai le solide basi linguistiche e la preparazione necessarie per ottenere ciò che vuoi.

Noi di Skuola.net saremo presenti per documentare questa giornata dedicata a chi vuole intraprendere la carriera di mediatore linguistico. Seguiremo l’evento con video e un live streaming su Facebook e sul sito.

Open Day 24 febbraio: il programma

La giornata comincerà alle 10.30. Per prima cosa verranno presentati l’offerta formativa per il prossimo anno accademico e l’Istituto. Dalle 11.00 potrai spostarti nei laboratori linguistici per una vera e propria simulazione di una lezione di traduzione e sui metodi di interpretazione. Sin dall’Open Day avrai quindi la possibilità di testare cosa significhi studiare le lingue per diventare traduttori e interpreti. La giornata terminerà con un incontro con studenti e neolaureati; potrai confrontarti con loro rispetto all’esperienza e al valore di questo Istituto e chiarire tutti i tuoi dubbi.
Un Open Day che cercherà quindi di trasmettere ai ragazzi la passione, l’impegno e la tradizione con cui la SSML Carlo Bo forma i migliori professionisti linguistici preparandoli per le esigenze di un mercato internazionale in continua evoluzione.

Perché partecipare alla giornata di orientamento della Carlo Bo?

Abbiamo fatto una chiacchierata con il prof. Gianluca Sorrentino, docente dell’Istituto. Parlando dell’Open Day il professore ha posto l’accento su quanto sia utile, per prendere una decisione consapevole, entrare in contatto con la realtà della struttura. “Conoscere i docenti, ricevere informazioni strutturate, avere uno sguardo sulla reale prospettiva futura in questo campo e toccare con mano cosa si impara in tre anni di formazione linguistica”: queste le ottime ragioni suggerite per partecipare all’incontro. Il confronto diretto con altri studenti e neolaureati, inoltre, darà la possibilità concreta di capire quali sono le skills necessarie per affrontare questo percorso.

Un futuro da interprete o traduttore?

Entrambe le professioni sono fondamentali nel mondo attuale. Viviamo in un momento storico in cui serve essere integrati con l’Europa e col resto del mondo. Interpreti e traduttori sono coloro che condividono codici linguistici e senza i quali sarebbe impossibile comunicare.
“L’interpretazione nasce proprio per assecondare l’esigenza di creare un canale comunicativo tra culture diverse che può declinarsi in diversi ambiti. L’interprete è chiamato in causa quando serve una mediazione linguistica di alto profilo, sia essa di tipo giuridico, commerciale, sanitario, istituzionale e quant’altro”, afferma Sorrentino. “E nel nostro Istituto c’è la possibilità di approcciarsi con contesti legati a lingue poco conosciute ma sempre più richieste sul mercato internazionale come lo svedese o il giapponese, attualmente attive nella sede di Roma. Questo si traduce in più opportunità lavorative al termine del percorso”. Chi fa l’interprete, secondo Sorrentino, ha la possibilità di viaggiare, imparare ogni giorno soddisfacendo il bisogno di avvicinarsi a culture diverse e approcciarsi a contesti istituzionali diversi e rilevanti.
“Il traduttore, dal canto suo, veicola per iscritto contenuti e informazioni di ogni tipo.”, continua Sorrentino. Inizialmente il traduttore ha più opportunità dell’interprete perché la realtà in cui viviamo oggi è fatta di contesti che subiscono continuamente processi di traduzione. Persone e cose con cui ci interfacciamo possono avere una provenienza straniera, e le stesse cose che noi produciamo devono proiettarsi in altri paesi. Secondo il professore “il lavoro di traduzione aiuta a creare un bagaglio conoscitivo importante che incide sulle competenze linguistiche e lessicali. Un traduttore con le carte in regola potrebbe diventare anche un buon interprete.”

Come capire per quale dei due percorsi si è più tagliati?

Sono due profili diversi con caratteristiche personali diverse ma una cosa in comune: la forte passione per lo studio, la cultura e la lingua”. Senza quella, ha precisato Sorrentino, non si va da nessuna parte.
“Generalmente l’interprete è una persona che ama comunicare, estroversa e con una visibilità maggiore rispetto al traduttore proprio perché opera in contesti di traduzione in tempo reale. Il traduttore invece ha comunque contatto col cliente ma è meno visibile: ama concentrarsi sulla continua ricerca di soluzioni semantiche e sintattiche e va a modificare il proprio operato anche dopo giorni. Solitamente questo ramo è preferito da persone più riflessive che preferiscono dinamiche di lavoro più lente rispetto a quelle dell’interpretariato”. Le differenze principali stanno quindi nel carattere e nella capacità di sopportate la pressione durante il lavoro: “per l’interprete deve essere alta, dato che deve tradurre simultaneamente e non può tornare sui suoi passi. Il traduttore invece può permettersi più meticolosità perché ha tempo”.

Se non si ha chiaro sin dall’inizio quale dei due percorsi ci appartenga di più, nel corso del primo anno di studio alla SSML Carlo Bo, tutto diventa più chiaro. Il fatto che sia a numero chiuso – come fa notare anche il professore - favorisce un percorso di condivisione tra studenti e docenti. La scuola forma tra i 50 e i 100 studenti ogni anno e, non importa quale percorso scelgano, i ragazzi si troveranno in classe docenti che lavorano come interpreti e traduttori e che quindi condivideranno con loro anche contenuti di tipo pratico e operativo.

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