Quando accettare un 18 all'università? 5 casi in cui conviene

Il 18 è il voto minimo e indispensabile per passare gli esami universitari e per alcuni può essere un traguardo, per altri una sconfitta. Il 18 rovina una buona media e non soddisfa le aspettative di chi solitamente si porta a casa bei voti e che studia molto. Per questo, in molti, scelgono di rifiutare il 18 e di ripetere l’esame al prossimo appello, sperando in valutazioni migliori. Tanti altri guardano il lato positivo e si portano a casa l’esame, senza prestare troppa attenzione al voto. Certamente se si aspira a un bel voto di laurea e ad una carriera universitaria brillante, accettare un 18 (e anche più di uno) non è la giusta mossa. Quindi cosa fare?
Ecco le 5 buone ragioni per accettare il 18…

1. L’esame è spinoso

Se è una materia particolarmente difficile, accompagnata da un docente altrettanto insidioso, allora meglio accettare il diciotto. Ci sono docenti che hanno la nominata di essere particolarmente “cattivi” e che agli esami non fanno vivere vita facile ai propri studenti. La materia poi è anche particolarmente difficile e voi non l’avete nemmeno capita benissimo. In questi casi è meglio portarsi a casa il 18 e non trascinarsi troppo l’esame. N.B: il discorso non vale se la materia è molto importante per il vostro corso di laurea: siete sicuri di voler accettare solo un 18 in diritto privato? O in una materia che potenzialmente importante in fase di tesi?

2. È il tuo primo esame

La media non deve rappresentare un problema per te se stai affrontando i tuoi primissimi esami universitari. Certo, un bel 25 oppure 30 sarebbero una fantastica soddisfazione da portare a casa per i primi esami ma partire “col botto” non è semplice. Partire con un 18 non è una sconfitta: semplicemente vuol dire che dovete ancora ingranare bene il metodo di studio e i ritmi universitari. Sempre meglio accettare però, dopo il primo diciotto non potrete che andare meglio. Rifiutare il voto basso primo esame potrebbe diventare una ragione di scoraggiamento e potreste addirittura non dare più quell'esame tanto è stato traumatizzante. Rimandare troppo può portare solo a conseguenze negative.

3. È il tuo ultimo esame

Ti manca solo un esame e poi finalmente la tesi: non vorrai mica rifiutare il 18? Rifiutare quel voto significherebbe posticipare la laurea oppure studiare per un esame oltre che aver addosso lo stress della tesi. Ossignùr è l’ultimo: non sarà decisivo per la media. Se il vostro obiettivo è finire l’università nel minor tempo possibile sarà meglio non soffermarsi troppo sui voti, altrimenti non ne uscirete mai. Per chi studia tanto, il 18 non è un voto di cui essere felici ma guardate il lato positivo, finalmente avete dato tutti gli esami! N.B: non stiamo demonizzando i buoni voti, quelli sono importanti e necessari. Dipende tutto dalle vostre priorità.

4. Sei fuori corso

All’università il tempo ti è nemico. Rifiutare un voto ti darà sì la possibilità di migliorare la media alla prossima sessione, ma vorrà anche dire che dovrai ancora studiare per quell’esame. Diventare uno studente fuori corso è un attimo. E, se si è fuori corso assolutamente non bisogna rifiutare un 18. Esserlo vuol dire anche subire lo stress delle tasse universitarie più alte: meglio accettare il 18, sarà un esame in meno verso la laurea e verso l’uscita dalla “fase di ancoraggio”.

5. Questione di crediti

Alcuni esami sono propedeutici. Senza determinati esami o un determinato numero di crediti non si può accedere all’anno accademico successivo: vuoi davvero rimanere indietro all’università? Anche qui il fattore tempo è importante. Bisogna trovare il giusto compromesso tra media perfetta e tempo. Se un esame vale pochi crediti (massimo 6 ad esempio), potreste accettare un 18 senza esitare. I crediti sono spesso importantissimi anche per le borse di studio. Se l’esame, anche con un “brutto” voto come 18 o 19 può darti i crediti necessari per ricevere la borsa di studio, perché esitare ad accettare?

Cristina Legnini
Skuola | TV
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14 novembre 2018 ore 16:30

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