
Quante persone servono per far girare una monoposto? Molte più di un pilota e un ingegnere. Dietro ogni Gran Premio si nasconde infatti un ambiente fatto di figure professionali di cui la maggior parte degli appassionati non è nemmeno a conoscenza.
Mario Miyakawa, storico manager della F1, le conosce tutte - e in questa seconda puntata di #Screenshot che lo vede protagonista, le racconta senza filtri.
C'è un filo invisibile che unisce il set cinematografico di Akira Kurosawa al muretto box della scuderia Tyrrell, e porta il nome di questo manager che ha attraversato il Circus come pochi.
Lui stesso è l’esempio di come non serva per forza una carriera lineare per approdare in questo mondo; perché la Formula 1 è un'azienda enorme, che cerca talenti ovunque: dall'ingegnere del Remote Garage che analizza dati in tempo reale a migliaia di chilometri dalla pista, al team di creativi che costruisce l'immagine di un Hamilton o di un Leclerc, fino ai professionisti della logistica che trasformano ogni Gran Premio in un evento lifestyle.
Insomma, piloti e meccanici sono solo la punta dell'iceberg. E in questo secondo capitolo, il Direttore di Skuola.net Daniele Grassucci approfondisce con il nostro ospite una domanda molto concreta: quali sono oggi i lavori della Formula 1, quelli che non finiscono sui titoli dei giornali ma senza cui il Circus si ferma?
E a proposito di giovani e motori, si parla anche di Kimi Antonelli: cosa serve davvero per arrivare in F1 così giovani, e cosa distingue i predestinati da tutti gli altri?
Te lo avevamo promesso, ed eccoci qui: la seconda parte di #Screenshot con Mario Miyakawa è online su YouTube e vale ogni minuto del tuo tempo. Non te la puoi perdere!
Indice
- Da Kurosawa a Fellini: all’ombra dei “maestri”
- Il cameo d'autore con Federico Fellini
- Perché il cinema è servito alla Formula 1?
- Kimi Antonelli: la Maturità a 300 km/h
- Talento vs portafoglio: le Academy salveranno il Motorsport?
- Il simulatore: la nuova "porta sul retro" per la F1
- L'audacia di un fax: come Mario Miyakawa ha convinto Ken Tyrrell
- Oltre la pista: le professioni del futuro nel Motorsport
- Glossario: i termini della F1 per non sembrare un "Boomer"
- 3 consigli pratici per la tua carriera (ispirati da Mario Miyakawa)
Da Kurosawa a Fellini: all’ombra dei “maestri”
Se pensavi che il mondo dei motori sia fatto solo di bulloni e grasso, la storia di Mario Miyakawa ti farà ricredere. Mario definisce il suo percorso non come una serie di porte scorrevoli (sliding doors), ma come un "corridoio senza porte" dove ogni esperienza è stata il carburante per quella successiva.
E, non sempre, le mansioni sembravano “rimare” tra loro. Tutto comincia con un atto di rottura generazionale: nonostante una media del 29 all'università, Mario decide di seguire la sua vocazione artistica. Questo lo porta, grazie a una straordinaria opportunità facilitata dal padre, direttamente in Giappone sul set di uno dei più grandi registi di sempre: il leggendario Akira Kurosawa.
Per quasi un anno, Mario lavora come assistente alla regia durante le riprese di Ran (1985). Non parliamo di un set qualunque, ma di una produzione colossale che metteva in scena battaglie di samurai con centinaia di comparse.
"Lavorare con Kurosawa è stata una scuola di disciplina ferrea. Ho imparato lì come si racconta una storia attraverso le immagini, come si coordina una massa enorme di persone e mezzi per ottenere un singolo fotogramma perfetto."
Questa capacità di mantenere la calma nel caos organizzato sarà la stessa che, anni dopo, gli permetterà di gestire i momenti frenetici dei Gran Premi.
Il cameo d'autore con Federico Fellini
Ma il destino ha in serbo un altro incontro leggendario. È proprio Kurosawa a presentare Mario a Federico Fellini, che a Roma, negli studi di Cinecittà, stava preparando L'Intervista (1987). Nel film, una troupe televisiva giapponese arriva nel Tempio del Cinema (il mitico Teatro 5) per intervistare il Maestro.
Mario non si limita a fare l'assistente: Fellini, catturato dal suo carisma e dalla sua bivalenza culturale, lo trasforma in un protagonista del film.
"È stata un’esperienza pazzesca. Mi sono ritrovato a recitare accanto a mostri sacri come Marcello Mastroianni e Anita Ekberg. Fellini aveva un modo unico di vedere il mondo, cercava sempre l'eccellenza e la bellezza, proprio come faceva Ayrton Senna in pista."
Perché il cinema è servito alla Formula 1?
Questa "formazione d'autore" ha dato a Mario uno sguardo che gli altri manager non avevano. Quando nel 1991 si ritrovò a gestire il primo contratto di sponsorizzazione per Jean Alesi in Ferrari, o quando dovette "litigare" con il direttore di gara Charlie Whiting per un portafortuna smarrito nel casco del pilota, Mario non stava solo facendo business: stava mettendo in scena un evento.
La Formula 1, ci spiega Mario, è un grande spettacolo globale che richiede creatività grafica, regia televisiva (oggi centralizzata in Inghilterra) e una narrazione capace di emozionare.
Senza il rigore di Kurosawa e l'occhio visionario di Fellini, forse Mario non avrebbe mai avuto il coraggio di inviare quel famoso fax a Ken Tyrrell che gli aprì le porte del Paddock.
Kimi Antonelli: la Maturità a 300 km/h
Il 2025 è stato un anno spartiacque per il motorsport italiano. Mentre migliaia di studenti erano intenti nella preparazione della prima prova di italiano, Kimi Antonelli guadagnava il primo podio in carriera in Formula 1 con la Mercedes.
Qualche giorno dopo, poi, toccò anche a lui: come sappiamo, il giovane pilota bolognese ha superato l’esame di maturità presso l'istituto "Gaetano Salvemini" di Casalecchio di Reno (indirizzo relazioni internazionali e marketing).
Ma come si conciliano i quadri di storia dell'arte con la telemetria di una monoposto?
"Ammiro moltissimo Kimi perché vivere nello stesso anno due emozioni così straordinarie è incredibile. Tutti ricordiamo l’anno della maturità con un po’ di patema d'animo, ma lui ha aggiunto l'esordio in F1," racconta Miyakawa.
L'aneddoto più toccante riguarda il Gran Premio di Imola, dove Kimi ha invitato i suoi compagni di classe nel paddock. Non semplici tifosi, ma gli amici con cui, tra un impegno mediatico e l'altro, si ritrovava a palleggiare con una pallina o a ridere davanti a uno smartphone. Un ritratto di normalità in un contesto surreale, che dimostra come la Gen Z dei piloti stia riscrivendo le regole del divismo sportivo.
Talento vs portafoglio: le Academy salveranno il Motorsport?
Uno dei dibattiti più caldi tra i giovani appassionati riguarda l'accessibilità economica della Formula 1. È ancora uno sport per soli "figli di papà" alla Lance Stroll? Mario Miyakawa è netto: il capitale iniziale nel karting è necessario, ma il talento puro oggi ha una nuova casa: le Academy.
"Quando passi dal kart alle formule minori (F4, F3, Regional), i costi lievitano in modo clamoroso. Un proprietario di un team GT non potrebbe permetterselo da solo," spiega l'esperto.
È qui che intervengono strutture come la Mercedes Academy o la Ferrari Driver Academy. Questi programmi non offrono solo supporto economico, ma un percorso di formazione a 360°: preparazione atletica, supporto psicologico e istruzione su come gestire i media.
Il simulatore: la nuova "porta sul retro" per la F1
Per i ragazzi che non hanno i budget per il karting, il Sim Racing sta diventando una vera opportunità professionale. Miyakawa cita casi di giovani talenti che, dopo aver smesso di correre nel mondo "analogico", sono stati assunti dai top team di F1 come piloti professionisti della simulazione.
Il simulatore non è più un videogioco, ma un'estensione del Remote Garage: una centrale operativa dove decine di ingegneri lavorano in tempo reale da casa per supportare la vettura in pista. Un nuovo sbocco lavorativo che richiede competenze digitali, riflessi pronti e una conoscenza profonda della fisica dell'auto.
L'audacia di un fax: come Mario Miyakawa ha convinto Ken Tyrrell
Se c'è una lezione che gli studenti devono portare a casa da questa intervista, è quella del coraggio. A 25 anni, senza agganci ma con una visione chiara, Mario inviò un fax a Ken Tyrrell, leggendario proprietario della scuderia omonima, proponendosi come responsabile per portare nuovi sponsor (tra cui Autobacs e Camel).
"Bisogna osare sempre. Bisogna avere il coraggio, ma essere umili. Non devi raccontare cose esagerate. Gli scrissi che mi rattristava vedere la sua vettura correre senza sponsor. Mi rispose dopo mezz'ora: 'Vieni a trovarmi a Londra'."
Da lì, la carriera di Mario è decollata, portandolo a lavorare con miti come Ayrton Senna e Jean Alesi. Di Senna, Mario ricorda il carisma ineguagliabile e l'ossessione per l'eccellenza, una "fame" di perfezione che lo rendeva unico nel paddock.
Oltre la pista: le professioni del futuro nel Motorsport
Non tutti possono essere piloti, ma la Formula 1 è un'azienda globale che richiede migliaia di figure professionali:
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Ingegneria e AI: Per l'analisi dei dati in tempo reale e la gestione dell'energia (Boost).
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Comunicazione e Social Media: Ogni pilota e ogni team ha staff dedicati alla creazione di contenuti e alla strategia digitale.
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Regia e Produzione TV: Un mondo gestito da professionalità altissime che mescolano creatività grafica e precisione tecnica.
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Hospitality e Management: Gestire villaggi mobili che ospitano migliaia di persone ogni weekend.
Glossario: i termini della F1 per non sembrare un "Boomer"
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Paddock: L'area dietro i box dove si trovano i motorhome delle squadre, gli uffici e le aree hospitality. È il cuore pulsante delle trattative e della vita sociale della F1.
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Academy: Scuole per giovani talenti fondate dai costruttori (es. Ferrari, Red Bull) che finanziano la carriera dei piloti più promettenti dai kart fino alla F1.
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Remote Garage: Un gruppo di ingegneri che lavora dalla sede della scuderia (es. Maranello o Brackley), collegati online con il circuito per analizzare i dati della vettura in tempo reale.
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G Laterali: La forza di gravità che spinge il pilota verso l'esterno della curva. In F1 può superare i 5G, richiedendo un collo estremamente muscoloso per mantenere la testa dritta.
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Boost: Un sistema di ricarica e rilascio di energia elettrica che fornisce potenza extra per facilitare i sorpassi.
3 consigli pratici per la tua carriera (ispirati da Mario Miyakawa)
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Sfrutta le tue competenze trasversali: Mario parlava giapponese e studiava Lettere Moderne. Queste doti, apparentemente lontane dai motori, gli hanno permesso di fare da ponte tra il design italiano e i colossi come Honda e Toyota. Non sottovalutare mai ciò che sai fare oltre la tua materia principale.
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Usa il "metodo del fax" (versione 2026): Non aspettare che le aziende pubblichino un annuncio su LinkedIn. Se hai un'idea che può portare valore (come portare uno sponsor o migliorare una strategia social), scrivi direttamente a chi decide. Sii umile, diretto e propositivo.
- La passione è ricerca della bellezza: Scegli un percorso che ti faccia "godere del momento" come Mario al volante della Lancia Flavia. Se la tua passione non è quella dei tuoi genitori o dei tuoi amici, segui comunque il tuo istinto: la coerenza con te stesso è la tua marcia in più nel mondo del lavoro.