Federico Bianchetti
Autore
mario miyakawa

Anche tu pensi che Leclerc sia più veloce di Verstappen sul giro secco? Domande come questa dividono i tifosi da diverso tempo e la risposta, come spesso accade in Formula 1, non è mai semplice come sembra. 

Perché la F1 non è solo un insieme di macchine che girano in tondo a 300 km/h: è un ecosistema brutale fatto di pressione psicologica, business e passioni che sfidano la logica. Ma quanto di quello che vediamo in Drive to Survive su Netflix è reale, e quanto è pura "licenza poetica"?

Per scoprirlo, nel nuovo episodio di #Screenshot il direttore di Skuola.net Daniele Grassucci ha incontrato Mario Miyakawa: Senior Manager con oltre 30 anni di esperienza nel Circus, l'uomo che ha vissuto in prima persona l'epopea di Jean Alesi e che oggi osserva da vicino la scalata di Kimi Antonelli.

Se vuoi saperne di più guarda la nuova puntata di #Screenshot e resta sintonizzato sui nostri canali per non perdere la seconda parte, in onda martedì 10 marzo!

Indice

  1. La Formula 1 tra cinema e realtà: il caso "Drive to Survive"
  2. Il fattore umano: Lando Norris e la salute mentale
    1. La classifica di Miyakawa: chi è il più forte?
  3. Amarcord: quando Alesi scelse il cuore (e la Ferrari)
    1. Il retroscena: Jean Alesi e le "salsicce grigliate" di Peter Sauber
  4. 3 consigli pratici per chi vuole lavorare in F1
  5. Glossario della Formula 1

La Formula 1 tra cinema e realtà: il caso "Drive to Survive"

Negli ultimi anni, grazie a Liberty Media e Stefano Domenicali, la F1 ha rotto lo stigma di "sport per boomer", diventando un fenomeno globale e guadagnando tifosi anche tra le fila della Gen Z. Gran parte del merito va alla docu-serie Netflix Drive to Survive. Ma Miyakawa mette in guardia i neofiti:

"Tutto quello che vedete è vero, perché le immagini sono reali e i microfoni catturano ogni respiro. Quello che non è reale è il racconto attraverso il montaggio. Creano il dramma sportivo enfatizzando i conflitti, a volte esagerando la cattiveria tra i piloti. È un po' too much, come direbbero i ragazzi oggi".

Un esempio? La rivalità tra Hamilton e Verstappen. Sebbene in pista le "sportellate" siano state reali, come il drammatico incidente di Monza 2021 dove l'Halo ha letteralmente salvato la vita a Lewis, nel paddock la realtà è più asettica. I piloti vivono in bolle separate, blindati nei propri motorhome e tra riunioni tecniche estenuanti che durano fino a dopo cena.

Il fattore umano: Lando Norris e la salute mentale

Una delle rotture più nette con il passato riguarda l'approccio alla fragilità. Se un tempo il pilota doveva essere un "macho" imperturbabile, oggi figure come Lando Norris hanno sdoganato il tema della salute mentale.

"Mi è diventato subito simpatico quando ha confessato le sue debolezze", spiega Miyakawa. "I giovani devono imparare a riconoscere certi momenti e a cercare aiuto. La pressione è brutale: pensate a giovani come Hadjar che, dopo un errore in qualifica, scoppiano in lacrime".

È qui che emerge il contrasto generazionale: da un lato la sensibilità dei nuovi talenti, dall'altro la durezza "vecchia scuola" di personaggi come l’ex pilota Helmut Marko, spesso criticato da Miyakawa per un approccio pedagogico troppo severo e poco umano.

La classifica di Miyakawa: chi è il più forte?

Mettendo da parte le prestazioni delle macchine, chi vincerebbe a parità di mezzo? La griglia di Mario Miyakawa non lascia spazio a dubbi:

  1. Prima Fila: Max Verstappen e Charles Leclerc. "Sul giro secco Charles può essere persino più veloce di Max".

  2. Seconda Fila: Lando Norris, insidiato da Oscar Piastri e George Russell.

  3. Terza Fila: Carlos Sainz (definito un lavoratore incredibile da Miyakawa) e un Lewis Hamilton che, pur essendo un mito, sembra aver sofferto psicologicamente gli ultimi due anni.

Amarcord: quando Alesi scelse il cuore (e la Ferrari)

Il momento più emozionante dell'intervista riguarda Jean Alesi. Nel 1989, il pilota francese (ma di sangue siciliano) aveva un contratto già firmato con la Williams, la scuderia che di lì a poco avrebbe dominato il mondo. Eppure, arrivò la chiamata di Maranello.

"Jean disse: 'Davanti al Cavallino non posso dire di no'. Ha scelto la passione invece della sicurezza. Non ha vinto mondiali, ma ha vinto l'affetto eterno dei ferraristi. Le coppe prendono polvere, i ricordi e le relazioni restano per sempre".

Un insegnamento prezioso per gli studenti di Skuola.net che si trovano a dover scegliere il proprio percorso: a volte la scelta della passione, anche se più rischiosa, è quella che ti rende immortale.

Il retroscena: Jean Alesi e le "salsicce grigliate" di Peter Sauber

Se oggi i Team Radio sono studiati a tavolino da esperti di pubbliche relazioni, negli anni '90 erano il regno dell'istinto e, talvolta, del sarcasmo più puro. Mario Migliacci ha riportato alla luce un episodio avvenuto durante il weekend più teso dell'anno: il Gran Premio di Monaco.

Siamo a Monte Carlo, le stradine sono strette, i nervi sono a fior di pelle. Jean Alesi corre per la Sauber. Durante le qualifiche, il momento in cui un secondo di ritardo nell'uscire dai box può distruggerti la gara, il muretto commette un errore di tempismo. Jean viene fatto uscire nel traffico, il suo giro buono è bruciato.

Invece di esplodere nel solito urlo rabbioso, Alesi sceglie la via dell'ironia tagliente. Si apre in radio e, sapendo che al muretto c'è il proprietario del team, lo svizzero Peter Sauber, esclama:

"Va bene, Peter, allora... quando hai finito di farti le tue salsicce alla griglia, se vuoi tornare sul muretto e dare le indicazioni giuste!"

L'immagine di un austero proprietario di scuderia svizzero distratto da un barbecue immaginario mentre si decide il destino di una qualifica a Monaco è diventata leggenda. Miyakawa racconta che la squadra non la prese male, anzi: i meccanici ne furono così entusiasti da creare un CD celebrativo con tutte le "perle" radiofoniche di Jean della stagione, regalandone una copia persino allo stesso Peter Sauber.

Perché questo aneddoto è importante oggi? Perché ci ricorda che dietro la telemetria, i motori ibridi e i contratti milionari, la Formula 1 è fatta di uomini. Quel Team Radio è l'antitesi della perfezione robotica di oggi; è il segnale che, anche a 300 km/h, c'è spazio per un pizzico di sana follia e umanità.

3 consigli pratici per chi vuole lavorare in F1

Sogni una carriera da pilota in F1? Allora ecco tre pratici consigli:

  1. Non guardare solo ai piloti: Il motorsport è fatto di esperti di comunicazione, hospitality manager e ingegneri dei dati. Specializzati in una nicchia che supporti la performance.

  2. La simulazione è la nuova scuola: Se sei un asso del Sim Racing, non è solo un gioco. Piloti come Verstappen passano le notti al simulatore: è lì che si affinano i riflessi e la comprensione tecnica della vettura.

  3. Lingue e Networking: Come dimostra l'amicizia tra Mario e Jean, saper comunicare (e magari parlare l'italiano in un team di stranieri o il giapponese per gestire i rapporti con i motoristi) può aprirti porte inaspettate.

Glossario della Formula 1

Ti sei perso qualche termine per strada? Normale, specie se non sei un appassionato di F1. Di seguito trovi tutto il necessario per “sintonizzarti” sulle giuste frequenze:

  • Halo: La struttura di protezione a forma di "Y" sopra l'abitacolo che protegge la testa del pilota da detriti o impatti con altre vetture.

  • Paddock: L'area dietro i box dove si trovano i motorhome delle squadre, gli ospiti VIP e dove si svolge la vita politica e commerciale della F1.

  • Team Radio: Il sistema di comunicazione via radio tra il pilota e il muretto box. In ogni scuderia, solo l'ingegnere di pista è autorizzato a parlare direttamente con il pilota durante la gara.

  • Muretto Box: La postazione in corsia box dove siedono i Team Principal e gli ingegneri per monitorare i dati della telemetria in tempo reale.

Giro Secco: Il tentativo unico di qualifica in cui il pilota cerca la massima prestazione per ottenere la pole position.

Skuola | TV
La pensione dei giovani non è un miraggio (ma devi pensarci da ora): vodcast con presidente INPS

Il presidente dell’INPS Gabriele Fava smonta i falsi miti più diffusi sul sistema previdenziale: guarda il nuovo episodio di #Sapevatelo su YouTube.

Segui la diretta