Concetti Chiave
- Camillo Benso, conte di Cavour, è una figura centrale del Risorgimento italiano, contribuendo all'unità d'Italia e trasformando il Piemonte nello stato più forte ed economicamente sviluppato.
- Le opinioni su Cavour sono contrastanti: Denis Mack Smith lo considera un politico ingannevole, mentre Rosario Romeo lo difende come statista con intenti nobili.
- Cavour utilizzava mezzi illeciti, come corruzione e inganno, giustificandoli con l'obiettivo di creare un'Italia forte e gloriosa.
- La sua eredità politica ha avuto un impatto duraturo, influenzando il pensiero e il comportamento dei politici italiani fino ai giorni nostri.
- Cavour riteneva che l'identità nazionale italiana potesse essere realizzata solo salvando l'Italia dalle potenze europee, rendendola competitiva con le grandi potenze dell'epoca.
Il ruolo di Cavour nel Risorgimento
Durante il periodo risorgimentale italiano uno degli uomini simbolo che portarono al raggiungimento dell’unità d’Italia, fu Camillo Benso conte di Cavour.
Egli fu sin dall’inizio un grandissimo uomo politico che in pochi anni riuscì a fare del Piemonte lo stato italiano più forte ed economicamente sviluppato. Ma ancora oggi la sua figura è misteriosa, se da un lato c’è chi lo giudica un ingannevole uomo politico disposto con ogni mezzo a raggiungere il proprio scopo, dall’altra c’è chi lo vede come l’unico grande vero politico italiano, un uomo che poteva raggiungere i suoi scopi proprio grazie alla sua furbizia e al suo senso pratico.
Le critiche di Denis Mack Smith
Tra gli storici che studiarono la vita Camillo Benso uno dei più importanti fu l’inglese Denis Mack Smith, che lo identifica nei suoi scritti come un uomo d’inganno, “un uomo disposto a convincersi che un buon fine giustifichi mezzi immorali”. Lo storico delinea in un suo saggio, Cavour Machiavellico, un comportamento del politico non molto conforme con quello che era il “buon senso” dell’epoca, sottolinea il fatto che egli non evitasse di usare, nei casi più importanti,mezzi illeciti, come la corruzione e l’inganno, per raggiungere i propri obbiettivi, un caso emblematico fu quello con il quale Cavour dichiarò “furfanti” gli inglesi perché alleatisi con l’Austria assolutista, senza tenere conto che proprio lui nello stesso momento stava firmando l’alleanza con la Russia, che a sua volta era assolutista.
Cavour era convinto che i mezzi illeciti, una volta raggiunto il proprio scopo, non avrebbero avuto più senso di essere ricordati e quindi sarebbero serviti solo per una buona causa.
La difesa di Rosario Romeo
Dall’altra parte invece si schiera Rosario Romeo che giudica Cavour come un grande statista e una grande mente della politica, Romeo non nega l’utilizzo di mezzi illeciti da parte del politico, ma giustifica il fatto dichiarando comunque l’intento nobile del politico, ossia quello di creare un Italia “grande, forte e gloriosa”.
Queste due visioni totalmente opposte della figura di Cavour delineano il carattere di un uomo che per molti versi poteva risultare misterioso, schivo e disinteressato alla situazione italiana, ma che comunque riuscì nella sua vita a dare una grandissima importanza ad ogni suo gesto, lasciò di fatto un impronta importante nella società italiana ottocentesca proprio grazie a questo suo “modo di fare”.
L'eredità politica di Cavour
Cavour riuscì in molte occasioni a rendersi decisivo, ad esempio nello schierarsi a fianco dei “potenti” nella guerra di Crimea, o nell’inventare una scusa per riuscire a mantenere i rapporti con Napoleone III che spaventato dall’attentato ricevuto rischiava di abbandonare ogni interesse verso la situazione italiana.
La figura di Camillo Benso quindi lascia un segno importante nella storia dell’unità d’Italia proprio perché, grazie a questo suo carattere incisivo diede alla luce tante di quelle novità in campo politico che comunque hanno influenzato il pensiero, ma soprattutto il comportamento dei politici fino ai giorni nostri.
Probabilmente nell’applicare la propria politica Camillo Benso non rifiutò “piccoli aiuti” come potevano essere, compromessi o corruzione, ma purtroppo tale comportamento diventa quasi giustificabile in una società che nell’ottocento non esisteva, in una società che andava formandosi tramite azioni che niente avevano di politico; guerre su guerre e ripetitivi “scambi di città” resero l’Italia quasi una merce di scambio tra le grandi potenze europee, e quindi l’unico modo per poter dare un’identità ad una Nazione che di per se non esisteva, era quello di salvarla, con qualsiasi mezzo dalle mani dei grandi sfruttatori europei, per renderla un qualcosa di solido, per renderla una Nazione che niente doveva avere in meno rispetto alle più grandi potenze dell’epoca.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo principale di Cavour al Risorgimento italiano?
- Come viene descritto Cavour da Denis Mack Smith?
- Qual è la posizione di Rosario Romeo riguardo a Cavour?
- In che modo Cavour ha influenzato la politica italiana?
- Quali erano le condizioni politiche in Italia durante il periodo di Cavour?
Cavour è stato un uomo politico fondamentale che ha trasformato il Piemonte nello stato italiano più forte ed economicamente sviluppato, contribuendo in modo decisivo all'unità d'Italia.
Denis Mack Smith lo descrive come un "uomo d'inganno" disposto a utilizzare mezzi immorali per raggiungere i suoi obiettivi, evidenziando il suo comportamento non conforme al "buon senso" dell'epoca.
Rosario Romeo considera Cavour un grande statista, giustificando l'uso di mezzi illeciti con l'intento nobile di creare un'Italia "grande, forte e gloriosa".
Cavour ha lasciato un'impronta significativa nella politica italiana, introducendo novità che hanno influenzato il pensiero e il comportamento dei politici fino ai giorni nostri.
L'Italia dell'ottocento era caratterizzata da guerre e scambi di città, rendendola una merce di scambio tra le potenze europee, il che giustificava l'uso di compromessi e corruzione per dare un'identità alla nazione.