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Dal sottosviluppo all’industrializzazione, tema


Un modo per risollevare i paesi orientali dallo stato di sottosviluppo in cui si trovano è l’industrializzazione, che oltre a migliorare le condizioni di vita, fornirebbe a questi paesi i prodotti necessari ai consumi interni e garantirebbe alle persone che vi abitano dei posti di lavoro sicuri. Purtroppo in questi Stati il sottosviluppo è dovuto proprio alla carenza di infrastrutture come strade, ferrovie e mezzi di comunicazioni e strutture sociali quali scuole, banche, ospedali, necessarie per garantire un maggiore sviluppo. A causa della mancanza di strutture scolastiche in questi Paesi sono diffusi l’analfabetismo e l’arretratezza culturale, fattori che ostacolano notevolmente un possibile miglioramento da un punto di vista sociale, politico ed economico. A causa dell’analfabetismo gli Stati orientali non hanno una politica stabile. In molti Paesi meridionali sono infatti parlati diversi dialetti. Ciò determina la mancanza di una lingua comune che non facilita l’affermarsi di una classe dirigente dominante, fattori che causano molte lotte interne ed ostacolano ulteriormente il processo di industrializzazione.
Al termine della seconda guerra mondiale il mondo risultava diviso in due parti: i paesi occidentali che erano riusciti a raggiungere un livello di sviluppo molto elevato e quelli orientali, in cui tutt’oggi persiste il problema del sottosviluppo, le cui maggiori cause sono gli stati di guerre e l’arretratezza politica e culturale. Specialmente in molti paesi africani il sottosviluppo è dovuto anche alla debolezza dell’economia e alla carenza di prodotti agricoli. Infatti, nonostante questi paesi abbiano raggiunto l’indipendenza politica dagli stati occidentali in realtà dipendono da loro. La maggiore causa del sottosviluppo dei paesi meridionali è la fame, che provoca l’elevata mortalità infantile.
Le principali cause di una politica debole nei paesi sottosviluppati dell’oriente sono: l’arretratezza tecnologica, che ostacola in maniera determinante l’economia, sia da un punto di vista industriale per la mancanza di macchinari e strumenti tecnologici che impediscono lo sviluppo del commercio, sia da un punto di vista alimentare perché in questi paesi l’agricoltura è ancora di tipo tradizionale a causa della mancanza di mezzi più sofisticati che permetterebbero di ottenere una maggiore produzione agricola; la mancanza di capitali necessari per la costruzione di strutture e infrastrutture e l’assenza di una vera e propria attività commerciale e quindi di posti di lavoro sicuri.
Le cause che determinano il sottosviluppo dei Paesi meridionali, dove vive quasi un miliardo di persone che soffrono costantemente la fame, è dovuto a diversi fattori quali l’erosione del suolo, che così è inadatto all’agricoltura; l’inquinamento dell’aria e lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche e agricole. Purtroppo molti dei problemi che affliggono gli Stati meridionali sono dovute agli innumerevoli conflitti interni che provocano povertà e carestie. Io credo che basterebbe poco per migliorare le condizioni di vita dei paesi sottosviluppati. Innanzitutto sarebbe necessario essere più consapevoli di ciò che succede in questi paesi spesso dimenticati dove ogni giorno muoiono migliaia di bambini a causa della fame e delle guerre. Sono convinto che basterebbe conoscere più a fondo le condizioni spesso drammatiche in cui sono costretti a vivere gli abitanti degli stati sottosviluppati per favorire una maggiore sensibilità in ognuno di noi. Molte volte rifletto su quanto sia a dir poco ingiusto che noi abbiamo talmente tanto cibo che spesso lo buttiamo quando nel mondo muoiono ogni giorno migliaia di persone a causa della fame. Io credo che se ognuno di noi si fermasse a riflettere su questo ognuno potrebbe fare nel suo piccolo qualcosa di concreto per aiutare queste persone. Sono già in atto diverse iniziative da parte degli stati occidentali per sostenere i paesi più deboli, quindi sono sicuro che grazie ad una maggiore consapevolezza e ad un aiuto più concreto sarebbe possibile risolvere almeno in parte le problematiche dei Paesi meridionali.
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