
I quadri stanno per essere esposti e la domanda è una sola: quando un voto agli scritti è davvero buono e quando c'è da preoccuparsi?
La risposta immediata è che dipende tutto dal vostro obiettivo finale. Non esiste un punteggio "giusto" in assoluto, ma solo in relazione a con quanto volete uscire da questo Esame di Stato.
Se puntate al massimo, ogni punto perso pesa. Se cercate solo la promozione, l'ottica cambia drasticamente. Vediamo nel dettaglio come interpretare i numeri e capire subito se siete al sicuro o se dovrete sudare all'orale.
Indice
I punteggi in ventesimi: dal "buono" all'eccellenza
Le prove scritte, così come il futuro colloquio orale, hanno un valore massimo di 20 punti ciascuna. Matematicamente, questo significa che la sufficienza formale è fissata a quota 12 punti.
Tuttavia, ragionare esclusivamente in chiave di sufficienza o insufficienza ha poco senso: il voto di Maturità, alla fine, sarà un numero che dipende dalla somma complessiva di tutti i risultati ottenuti.
Possiamo comunque stabilire dei parametri di massima per misurare la qualità del vostro elaborato. In linea generale, un punteggio dal 14 in su può essere considerato un "buon" voto, che denota una solida preparazione.
Quando invece si sale dal 17 in su, entriamo ufficialmente nella fascia dell’"ottimo compito", quello che vi permette di puntare ai voti più alti del tabellone.
Quando c'è davvero da preoccuparsi? Attenzione alla somma totale
Il panico scatta spesso dopo una singola prova andata male, ma in realtà non c'è da preoccuparsi per un singolo scivolone. Anche perché l’insufficienza a una prova non comporta in alcun modo la bocciatura. Paradossalmente puoi prendere un 2 e uscire comunque con un buon voto finale.
Il vero campanello d'allarme suona quando la situazione di partenza era già leggermente critica (magari con una base di crediti scolastici molto bassa) ed entrambe le prove scritte non sono andate per il verso giusto.
In questo scenario dovrai letteralmente armarti di calcolatrice. Somma i tuoi crediti scolastici e i risultati dei due scritti: se il calcolo arriva almeno a 40 punti complessivi, allora puoi ancora salvarti.
Arrivare a 40 punti significa infatti poter raggiungere il fatidico 60, ma a un patto: il colloquio orale dovrà essere svolto in maniera assolutamente eccellente, per racimolare tutti i 20 punti rimanenti.
Quota 50 punti e il rischio bocciatura: la nuova regola della Maturità 2026
Al contrario, se facendo i conti scopri di partire già con una base di una cinquantina di punti (tra crediti e scritti), non dovrebbero esserci problemi di alcun tipo. L'orale in questo caso servirà solo a determinare quanto in alto potrai spingere il tuo voto finale.
Attenzione però agli imprevisti clamorosi. Potresti pensare di avere il diploma già in tasca, ma mai abbassare del tutto la guardia. Stando infatti alle nuove regole della Maturità 2026, c'è una casistica che non ammette sconti: se durante il colloquio decidi di astenerti e non rispondendo alle domande della commissione (per scena muta volontaria o rifiuto di partecipare al dialogo), scatterebbe automaticamente la bocciatura. In quel caso, tutti i punti accumulati agli scritti o al triennio verrebbero annullati, decretando il fallimento dell'esame.