Requisiti di ammissione Maturità

L'ammissione alla Maturità 2026 non è affatto una formalità burocratica, ma il traguardo di un percorso che richiede il rispetto di precisi paletti stabiliti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Molti studenti sottovalutano l'importanza dei requisiti d'accesso, convinti che basti la media del sei per sedersi davanti alla commissione, ma la realtà descritta dall'ordinanza ufficiale è ben più articolata.

Tra obblighi di frequenza, partecipazione a prove INVALSI e il peso specifico della condotta – che quest'anno può rimescolare le carte proprio durante il colloquio orale – è fondamentale arrivare a giugno attraverso una combinazione di fattori che definiscono la tua idoneità a sostenere l'esame di Stato.

Se vuoi evitare brutte sorprese all'ultimo minuto e capire se hai davvero tutte le carte in regola per essere ammesso, in questo articolo analizziamo i criteri fondamentali da rispettare per conquistare il tuo posto alla Maturità 

Indice

  1. Maturità 2026: le date da segnare in rosso sul calendario
  2. Presenza a scuola: il 75% delle ore è obbligatorio
  3. Prove INVALSI: partecipare è un dovere
  4. FSL: requisito obbligatorio per l'esame di Stato 2026
  5. Voti: niente insufficienze, soprattutto in condotta

Maturità 2026: le date da segnare in rosso sul calendario

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato da tempo le date delle prove scritte della Maturità 2026.

Si parte giovedì 18 giugno alle 8:30 con la prima prova di Italiano, uguale per tutti gli indirizzi. Il giorno dopo, venerdì 19 giugno, sempre alle 8:30, sarà la volta della seconda prova, diversa da scuola a scuola in base al percorso di studi.

Una volta archiviate le due prove scritte, si passa al colloquio orale, che in molte scuole prende il via già a partire dal lunedì successivo, 22 giugno. Si tratta della fase finale dell’esame, quella in cui si mettono in gioco conoscenze, capacità di collegamento e, per chi ha ricevuto l’assegnazione, anche l’elaborato sulla cittadinanza attiva.

Presenza a scuola: il 75% delle ore è obbligatorio

Non è una formalità: per essere ammessi alla Maturità serve aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale.

In pratica, significa che non puoi superare il 25% di assenze, salvo i casi giustificati previsti dal regolamento interno di ciascuna scuola. Quindi sì, i ponti strategici e le “assenze tattiche” hanno un limite.

Vuoi indicazioni precise sul numero di assenze consentite? Allora dài uno sguardo al nostro articolo:

Prove INVALSI: partecipare è un dovere

Un altro requisito chiave è la partecipazione alle prove INVALSI, che sono andate in scena nel mese di marzo.

Non importa il risultato: ciò che conta è la presenza. Le prove INVALSI, infatti, non influenzeranno in alcun modo né la tua media scolastica né il voto che troverai impresso sul diploma. 

Maturità: cosa serve per essere ammessi?

Non eri presente alla sessione ordinaria? Beh, non disperare: puoi ancora sostenere le prove INVALSI 2026 nella sessione suppletiva, pensata proprio per venire incontro agli assenti.

Segna quindi sul calendario: la sessione suppletiva va dal 21 maggio al 5 giugno 2026.

FSL: requisito obbligatorio per l'esame di Stato 2026

Da quest'anno cambia musica: conosciuti ancora da molti come “alternanza scuola-lavoro” e poi come PCTO, i percorsi FSL (Formazione Scuola-Lavoro) sono obbligatori per l'ammissione alla Maturità 2026

Ogni indirizzo ha le sue specifiche, ma il principio è uno: senza PCTO completati, niente esame.

Le Linee Guida del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) stabiliscono che il numero di ore minime di PCTO varia a seconda dell'indirizzo scolastico:

L’elenco fa riferimento alla soglia minima per poter essere ammessi all'esame di Maturità 2026 come candidati interni.

Voti: niente insufficienze, soprattutto in condotta

Per essere ammessi serve una votazione non inferiore a sei decimi in tutte le materie, salvo eccezioni considerate e valutate in sede di Consiglio di Classe.

Ma attenzione: anche (e soprattutto) il voto di comportamento deve essere almeno pari a sei. Da qui non si scappa.

Se il voto di condotta è esattamente sei, il Consiglio di Classe assegna allo studente un elaborato critico su un tema di cittadinanza attiva e solidale, da discutere durante il colloquio orale. Il tema viene deciso durante lo scrutinio finale, e comunicato entro il giorno successivo tramite il registro elettronico.

Nel caso invece il voto di comportamento sia inferiore a sei, l’ammissione all’esame viene automaticamente negata. Niente elaborati, niente prove: l’esame non si sostiene proprio.

In breve: la Maturità si conquista prima di tutto con presenza, partecipazione e responsabilità. Poi, ovviamente, con lo studio.

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