Bocciatura: le assenze fanno più vittime degli esami di riparazione

Marcello G.
Di Marcello G.
scrutini promosso bocciati rimandati

Il nemico più grande degli studenti? Le assenze. Non solo perché possono far perdere preziose spiegazioni ma perché potrebbero pregiudicare l’intero anno scolastico. È questa una delle lezioni più importanti che dovrebbero ricavare i ragazzi delle superiori dalla lettura del focus, appena rilasciato dal ministero dell’Istruzione, sugli “Esiti degli scrutini del secondo ciclo” relativi all’anno 2017/2018. È vero, infatti, che circa 1 studente su 5 – dati in linea con quelli del passato – riceve il debito; ma è anche vero che quasi tutti, a settembre, riescono a recuperare alla grande. Cosa che nel caso delle assenze non si può fare. Così, quasi senza accorgersene, in molti arrivano a giugno senza aver accumulato un numero sufficiente di giorni per poter considerare ‘valido’ l’anno. Circostanza, questa, che alla fine incide sulle bocciature molto di più di qualche insufficienza. Non di un pessimo rendimento, ovviamente.


Debito no problem: a settembre quasi tutti promossi

Ma andiamo con ordine. Al termine dell’anno scolastico 2017/2018, il 71,1% degli studenti scrutinati ha ottenuto l’ammissione diretta alla classe successiva, senza dover passare per le prove supplementari a fine estate. Il resto dei ragazzi? Come detto, circa un quinto (21,5%), è stato ammesso ma col giudizio sospeso in una o più materie. Mentre il 7,4% è stato fermato subito. Il debito, però, non rappresenta un ostacolo insormontabile, tutt’altro: dopo la verifica aggiuntiva, più di 9 ragazzi su 10 (per la precisione il 93,3%) ricevono il semaforo verde per iscriversi alla classe successiva; solo il 6,7% dovrà ripetere l’anno. Così, il bilancio complessivo, vede la quota di promossi salire fino al 91,2% mentre quella dei non ammessi cresce di appena l’1,4% (arrivando all’8,8% finale).

Le assenze incidono più di qualche insufficienza

I veri problemi, semmai, non riguardano tanto chi prende brutti voti a ripetizione quanto chi a scuola decide di non andarci proprio. Visto che il 2,7% degli studenti – più di un terzo dei ‘non ammessi’ di giugnonon viene neanche scrutinato perché non ha raggiunto il numero minimo di presenze (tre quarti del monte ore annuale). Numeri in netta crescita rispetto all’anno precedente (nel 2016/2017 furono il 2,2%). Tanto da supporre che ci sia lo zampino della dispersione scolastica. Un fenomeno ancora più evidente nel primo anno di corso (dove gli alunni con l’anno ‘non valido’ sono il 3,6%). Che diventa quasi drammatico in alcuni indirizzi: nei professionali la media è del 6,4% (al primo anno il dato raggiunge la cifra record dell’8,7%), nei tecnici la media è del 3,4% (al primo anno sono il 4,3%); nei licei, invece, solo l’1,1% viene bocciato a causa delle assenze.


Professionali e Tecnici: è boom di bocciati

Tornando agli esiti legati al rendimento scolastico – sommando gli scrutini di giugno e gli esami di riparazione di settembre - ed entrando nel dettaglio dei vari percorsi, si conferma un legame diretto tra (presunto) livello di difficoltà dell’indirizzo e bravura degli studenti. I licei sono sempre quelli che registrano il maggior numero di ammessi alla classe successiva (77,1% a giugno, che diventano 94,7% a settembre); ai tecnici ci si ferma, rispettivamente, al 64,9% e all’88,4%; fanalino di coda i professionali (solo l’86,1% i promossi finali, il 65,2% al termine delle lezioni). La conseguenza è che, in questi ultimi due indirizzi, più di 1 studente su 10 non riesce a superare l’anno (ai tecnici l’11,6%, ai professionali il 13,9%).

Nei primi anni delle superiore la selezione maggiore

I primi anni di corso si confermano i più selettivi, con una percentuale media di ammissione pari all’86,9%; la quota dei promossi diventa gradualmente più alta negli anni successivi, fino ad arrivare al 94,6% di ammessi al termine del quarto anno. Il liceo classico e quello europeo/internazionale hanno la quota di ammessi più elevata, rispettivamente il 97,1% e 97,2% (lo scientifico è subito dietro, al 96,4%). Fra i percorsi professionali, il più selettivo è il settore industria e artigianato (16,4% di non ammessi), fra i tecnici è il tecnologico (12,2% di bocciati); l’indirizzo artistico, infine, è quello che tra gli indirizzi liceali registra la percentuale più alta di non ammessi alla classe successiva (9,3%). Dal punto di vista geografico, infine, nei percorsi liceali e tecnici delle scuole del Sud la percentuale di ammissione è più alta rispetto al resto d’Italia (rispettivamente il 96% e l’89,3% degli scrutinati). Nel Nord-Est e nel Nord-Ovest sono invece gli studenti dei professionali che ottengono risultati migliori dei colleghi delle altre aree (rispettivamente l’88,5% e l’87,7%).
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