Erasmus, il Regno Unito tra le mete più amate dagli italiani (ma ora ci si mette la Brexit)

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino
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L'Erasmus+ vacilla sotto il peso della Brexit. Per migliaia di studenti europei, universitari e non, e per altrettanti docenti, potrebbero allontanarsi le possibilità di trascorrere un periodo di studio o stage nel Regno Unito e viceversa. Promosso dalla Commissione Europea, Erasmus+ è il programma di mobilità studentesca che ha ereditato e ampliato le attività del "vecchio" Erasmus.
Nel 1987, il suo anno di debutto, l’iniziativa si limitava a una decina di Paesi europei. Più di trent’anni dopo il progetto ha permesso a un totale di 797mila universitari, accademici e volontari di trascorrere un periodo all’estero in un numero molto più ampio di destinazioni diverse, anche al fuori del perimetro Ue.

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    Non è un addio, si è affrettato a precisare il governo inglese, bersagliato dalle critiche, ma quasi. Gli studenti coinvolti nei progetti di scambio possono portare a termine l’Erasmus, mentre per il futuro, si vedrà. Erasmus+ finirà nel calderone dei dossier da affrontare nei futuri negoziati con Bruxelles: "C'è l’impegno a mantenere i rapporti accademici con l’Ue anche attraverso l’Erasmus+. Vogliamo assicurarci che gli studenti britannici e quelli europei possano continuare a beneficiare dei rispettivi sistemi educativi", è scritto in una nota resa nota dal ministero dell'Istruzione inglese.


    Erasmus, Regno Unito tra le mete più amate

    La notizia di un primo stop al rinnovo dell'Erasmus + ha suscitato reazioni polemiche anche in Italia. Sui social l'hashtag #Erasmus in Italia ha generato oltre diecimila tweet, per lo più critici nei confronti di una decisione che, se anche non definitiva, sembra chiudere le porte alla possibilità di maturare esperienze di studio all'estero e in prestigiose università britanniche. La Gran Bretagna è da sempre fra le mete più ambite degli studenti. Stando ai dati per l'anno 2017/2018, si sono recati in Erasmus nei paesi UK ben 3.172 universitari italiani (su un totale di 38.271), rendendolo il 4° paese più scelto dopo Spagna, Francia e Germania; mentre l’Italia ha accolto 1.174 studenti del Regno Unito (su 26.706 totali). Per quanto riguarda invece l'anno 2019/2020, sono partiti verso il paese della Regina (di nuovo al 4° posto tra le preferenze) in 3.084. Il mancato rinnovo automatico del programma Erasmus mette così a rischio la possibilità di studiare in uno Stato amatissimo da migliaia di giovani, multiculturale e ricco di stimoli, dove imparare al meglio l’inglese, lingua ormai considerata universale e utile per il futuro lavorativo.
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