“White Mirror”, gli scienziati più importanti d’Italia si raccontano: intervista al Prof.re Roberto Defez

UniStem Tour
In collaborazione con UniStem Tour
roberto defez

Sono le STEM, ovvero Science, Technology, Engineering and Mathematics, le protagoniste di ‘White Mirror’, web serie in onda sui canali del nostro portale, Skuola.net naturalmente. Proprio queste discipline, episodio dopo episodio, saranno le compagne di viaggio in un vero e proprio tour che toccherà tantissime scuole italiane, da Nord a Sud.
E in ogni tappa di questa avventura ci saranno alcuni dei più importanti scienziati italiani, che hanno deciso di dare il loro contributo all’UniStem Tour, il progetto nato dalla collaborazione tra il centro UniStem dell'Università di Milano e Fondazione TIM per trasmettere ai ragazzi che frequentano le scuole superiori la passione per la scienza, per la tecnologia e l'innovazione e incoraggiarli così a scegliere percorsi universitari legati alle STEM. La terza puntata è dedicata a Roberto Defez, Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha incontrato i numerosi studenti del Liceo Enrico Fermi di Bari.



STEM, uno dei campi più ambiziosi del sapere

Roberto Defez, classe 1956, è uno scienziato di fama mondiale per la sua attività di ricerca sui batteri del suolo e la flora batterica e per i suoi studi sugli organismi geneticamente modificati. Agli oltri 500 ragazzi presenti lo scorso 28 ottobre alla tappa UniStem Tour di Bari, Defez ha spiegato loro in cosa consiste nello specifico la sua attività: isolare, analizzare e provare a migliorare le attività dei batteri del terreno per proteggere le piante da stress ambientali come le alte temperature o i suoli molto salini e a come migliorare geneticamente le piante coltivate nella produzione agricola. Per questo gli studi del dottor Defez sono così importanti per il progresso della scienza e per il nostro futuro.
Il consiglio che lo scienziato ha dato ai ragazzi è chiaro, studiare le STEM è una splendida opportunità: “Perché è uno dei campi più ambiziosi del sapere, perché consente un progresso sociale e culturale straordinario e un confronto a livello internazionale nel quale a contare sono le capacità e il talento”. “Un modo – continua Defez - per uscire dal provincialismo, e accedere ad un sapere universale”.