Voto ai 18enni per le elezioni al Senato: sì della Camera

voto 18enni

Una novità in arrivo per i neodiciottenni. Si abbassa da 25 a 18 anni l’età per eleggere i componenti del Senato della Repubblica. O per lo meno si abbasserà con l’approvazione della proposta di legge costituzionale all’esame del Parlamento, che mercoledì ha ricevuto il primo via libera da parte dell’aula della Camera. Il provvedimento ha ottenuto 487 sì, 5 no e 7 astenuti. La proposta di modifica di legge costituzionale passa all'esame dell'altro ramo del Parlamento.



Voto ai diciottenni, come funziona oggi


Attualmente votano per l’elezione delle due Camere – elettorato attivo – i cittadini italiani che sono possesso del diritto di elettorato attivo e che abbiano raggiunto i seguenti requisiti anagrafici: la maggiore età per l’elezione dei deputati; il compimento del 25° anno di età per l’elezione dei senatori. Secondo la Costituzione, il diritto di elettorato attivo può essere limitato soltanto per incapacità civile o per effetto di una sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

Per quanto riguarda l’elettorato passivo, possono essere eletti alla carica di deputato e senatore i cittadini italiani che siano titolari del diritto di elettorato attivo e abbiano compiuto rispettivamente il 25° e il 40° anno di età. La perdita della capacità elettorale attiva produce come diretta conseguenza l’estinzione del diritto di elettorato passivo.

Voto ai diciottenni, l'abbassamento dell'età è giusto?


Dopo l'approvazione, in prima lettura, della proposta di modifica di legge costituzionale, sono arrivate le prime reazioni. C'è chi sostiene che la situazione attuale, cioè la diversità dell’elettorato, contribuisca a facilitare l’instabilità politica. Far eleggere Camera e Senato da due corpi elettorali in parte diversi rende più probabili maggioranze politiche diverse nei due rami del Parlamento. In tal caso è difficile formare un governo, approvare le leggi, visto che alcune proposte di legge vanno avanti e indietro tra le due Camere. Per Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e primo firmatario del provvedimento "più di 4 milioni di giovani tra i 18 e i 24 anni possono votare per la Camera, ma non per il Senato. Una discriminazione profondamente ingiusta e ormai anacronistica, superata dal tempo e dalla storia. Eliminare quest'ingiustizia è il nostro compito, quello della politica, delle istituzioni". Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, gioisce per il “consenso quasi unanime” raccolto dalla proposta di legge e aggiunge: “La nostra azione di governo, e in particolare quella sulle riforme istituzionali, è ispirata alla più ampia condivisione delle scelte da parte di tutti. Il nostro lavoro è volto a innovare la Costituzione rafforzando i valori fondamentali sanciti dai nostri padri costituenti".

A questo proposito c'è da segnalare che, nelle scorse elezioni europee, in base ai dati di Eurobarometro, Il 42% dei cittadini di età 16/18-24 anni ha risposto di essersi recato a votare. La partecipazione dei giovani è quindi aumentata del 50% rispetto al 2014, quando era stata di appena il 28%. Il dovere civico è la ragione invocata più frequentemente, dal 52% degli elettori intervistati, con un aumento di 11 punti in più rispetto al 2014.
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