Epifania: le più curiose usanze da conoscere

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone
epifania

L’Epifania è un giorno di festa ma anche di tanta nostalgia. Certo, perché con il 6 gennaio si chiudono le vacanze di Natale che ci hanno portato per un po' lontano dai libri e vicini al "dolce far niente".
Ma è anche vero che con la Befana arrivano anche regali e dolci di tutti i tipi, chi non aspetta la tanto desiderata calza al proprio risveglio?
Questo poi non è il solo modo di festeggiare la giornata.
Ci sono usanze e tradizioni da nord a sud che celebrano l’anziana signora davvero in grande. Ecco allora le feste migliori da conoscere in Italia, segnalate da Volagratis.com.




Treviso, i falò per bruciare la Befana

La notte tra il 5 e il 6 gennaio la provincia di Treviso è costellata di grandi falò realizzati con rami secchi, cataste di legno e paglia: i tradizionali “pan e vin”. Sulla cima c’è “la vècia”, la vecchia Befana, ossia un fantoccio vestito con abiti logori che rappresenta l’anno appena concluso e tutto ciò che è vecchio e va buttato. L’accensione del falò è accompagnata da canti, vin brulè e pinza, un dolce tipico di questa festa realizzato con farina, uvetta, noci o fichi secchi e tanti altri ingredienti a seconda delle varie ricette in circolazione. Secondo la tradizione, mangiarne 7 tipi differenti di fronte al focolare porta fortuna ed è per questo che, durante l’evento, non è difficile trovare vassoi pieni di sapori diversi. Non solo, secondo la credenza popolare, se il fumo del falò va verso ovest o verso nord, il nuovo anno sarà positivo, se, invece, va verso est o verso sud, saranno mesi difficili.

Alghero, gli agrumi per augurare buona Epifania

Ogni anno, in occasione dell’Epifania, ad Alghero e provincia viene portata avanti una tradizione secolare dedicata ai più piccoli: quella de les estrenes. Le strenne, in italiano, non sono altro che dei doni fatti ai più piccoli per ricordare l’arrivo dei Re Magi (Los Tres Reis) alla mangiatoia di Gesù Bambino, ma, in quest’area di Italia, le offerte vengono fatte in modo molto insolito e curioso. I bambini si procurano un’arancia, spesso donata dal Comune o dagli adulti, e poi, il pomeriggio del 6 gennaio, vanno di casa in casa e di piazza in piazza per raccogliere spiccioli (i menuts, in sardo) che vengono infilati proprio nell’agrume, incastrati o inseriti in un foro creato per l’occasione. Le monetine sono sempre accompagnate dagli auguri di buona Epifania e di buon anno.

Matera, la Notte dei Cucibocca

Nella provincia di Matera, e in particolare nel comune di Montescaglioso, la notte del 5 gennaio è la Notte dei Cucibocca. Le losche figure, solitamente incappucciate, con il volto coperto e con una catena legata ai piedi, si aggirano per il centro storico minacciando i più piccoli di cucir loro la bocca (da qui il nome) e ordinando di stare in silenzio e di andare a dormire in modo che la Befana possa portare a termine le sue consegne. Secondo alcuni, questa antichissima tradizione è la personificazione del termine delle festività natalizie, un modo per passare da un periodo fatto di cibo e feste a uno più ordinato e morigerato, tipico della Quaresima che si avvicina. Tra gli adulti, invece, nella stessa zona c’è la tradizione dei “9 bocconi”, ossia l’assaggio di 9 prelibatezze tipiche della cucina lucana per salutare le dolcezze del Natale.

Urbania, la Festa Nazionale della Befana

A Urbania, in provincia di Pesaro e Urbino, dal 4 al 6 gennaio si tiene la Festa Nazionale della Befana, un evento che accoglie centinaia di visitatori da tutte le Marche, ma non solo. Protagonista è proprio l’anziana signora che porta dolcetti e giocattoli ai bambini buoni e carbone ai bambini che, invece, non si sono comportati bene. I tre giorni si aprono con il sindaco che dona le chiavi della città alla Befana e continuano con oltre 4000 calze appese lungo le vie della città e pronte ad accogliere i doni. Tra musica, mercatini e incontri, l’appuntamento più atteso è quello del 6 gennaio, quando la Befana scende in maniera acrobatica dalla Torre Campanaria del Comune. Un evento che ormai ha una lunghissima tradizione alle spalle ed è atteso soprattutto dai più piccoli.

Cuneo, la Fugassa d’la Befana

In Piemonte l’Epifania si presenta sulle tavole della provincia di Cuneo sotto forma di Fugassa d’la Befana, un dolce lievitato, spesso ricoperto di zuccherini, che ricorda un fiore. Tra gli ingredienti ci sono farina, zucchero, lievito di birra, latte, uova, burro e canditi, ma nasconde due piccole sorprese. Nell’impasto, infatti, vengono nascoste due fave, una bianca e una nera: mangiando il dolce, chi trova la fava bianca dovrà pagare la focaccia, chi, invece, trova quella nera dovrà pagare il vino, notoriamente più costoso. Non solo, in alcune zone della provincia, trovare la fava bianca è anche segno di buon auspicio; insomma, il modo migliore per iniziare il nuovo anno. Oggi è una tradizione che si è diffusa anche in altre aree della regione, ad esempio nell’Alessandrino.

Milano, i Re Magi per le vie del centro

A Milano il giorno dell’Epifania non è sinonimo solo di Befana, ma anche di Re Magi, legati alla tradizione cattolica oltre che a quella popolare. Da Piazza Duomo, i tre sovrani, provenienti da lontano per omaggiare il neonato Gesù, percorrono in costumi d’epoca le vie del centro, raggiungono la Basilica di San Lorenzo, dove incontrano Re Erode e tutta la sua scorta, e continuano verso la tappa finale, la Basilica di Sant’Eustorgio, dove portano i loro doni alla Sacra Famiglia. Questa tradizione della città meneghina è antichissima, pare risalire addirittura al Medioevo, e attira ogni anno migliaia di curiosi che si raccolgono lungo il percorso per seguire il numeroso corteo composto da figuranti e animali.
Skuola | TV
Non perdere la prossima puntata!

Vuoi conoscere il prossimo ospite? Continua a seguirci e lo scoprirai.

20 gennaio 2020 ore 15:30

Segui la diretta