Fare dei sogni un mestiere, la storia di Mirto

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

come è possibile vincere le difficoltà e fare del proprio sogno un mestiere

Esiste un’Italia diversa da quella che ci viene messa davanti gli occhi tutti i giorni, capace di rialzarsi dopo una caduta, di lottare contro le difficoltà. È l’Italia raccontata da “Tutta la vita davanti”, la nuova trasmissione di La7 condotta da Arianna Ciampoli ed in onda tutti i sabati a partire da ieri, alle ore 14:00.

LOTTARE PER VINCERE - Il messaggio della trasmissione è chiaro: non bisogna arrendersi alla crisi. Sono tante le persone che non si sono fatte vincere e che ce l’hanno fatta. Uomini e donne che grazie al proprio lavoro sono riusciti a reagire, a non lasciarsi andare e a tornare a guardare al futuro dopo aver subito un duro colpo. Proprio come ha fatto Mirto, 23enne di Catania che ha raccontato la sua storia ieri ai microfoni di “Tutta la vita davanti”.

LA STORIA DI MIRTO - Mirto è nato nel 1988 in Sicilia. Suo padre è artigiano del cuoio, ora disoccupato, la mamma osteopata, la sorella vive a Torino e studia arti circensi. È fidanzato con Nicol da 2 anni che studia ingegneria ambientale. Fin da piccolo, Mirto ha da subito nutrito una grande passione per la natura e per l'arrampicata. Praticamente è cresciuto arrampicandosi sugli alberi e scendendo per le cave ed i dirupi della campagna dove andava in vacanza.

UNA PASSIONE ED I SUOI OSTACOLI - In realtà, i genitori non erano affatto felici di vederlo arrampicarsi sugli alberi tutto il tempo e, per proteggere la sua incolumità, gli vietarono di farlo. Ma, cogliendo l’occasione come un vera e propria sfida, Mirto non si fermò e continuò a fare su e giù per le cortecce. Più cresceva, più sviluppava la sua passione per l’arrampicata, una passione che per lo allontanò dai suoi coetanei che iniziarono a ritenerlo un po’ troppo strano.

IL SOSTEGNO DEI GENITORI - Infatti, il ragazzo odiava i videogiochi e passava il tempo nel laboratorio del papà, dove progettava e costruiva le sue imbracature per l’arrampicata. Il padre lo aiutava e assecondava, affiancandolo nella sua passione. Era affascinato dal lavoro creativo del genitore, capace di costruire borse, maschere, scarpe, sandali, vestiti, strumenti musicali e qualsiasi altra cosa gli venisse in mente. Ora il laboratorio è chiuso, ma in famiglia continuano ad utilizzarlo per creare qualcosa per loro o per qualche amico.

DALLA PASSIONE AL LAVORO - Oggi Mirto lavora senza sosta. Ha trasformato quelle passioni fanciullesche in un lavoro. Ha conseguito il brevetto come operaio specializzato nell’accesso e posizionamento mediante funi. Lo chiamano per collocare reti paramassi su costoni rocciosi, per portare alberi in giardini chiusi, dove non è possibile montate piattaforme per arrivare ai rami pericolanti, per arrampicarsi su facciate dei palazzi, sostituire tegole e pulire grondaie. Non è un mestiere molto conosciuto, soprattutto in Sicilia.

VINCERE E REALIZZARE UN SOGNO - Ma non solo Mirto è riuscito a fare della sua passione un mestiere, anzi. Nel 2007 ha vinto il titolo di campione sportivo di arrampicata e, col suo lavoro, è riuscito a mettere su casa con la sua ragazza e a mantenersi gli studi in geologia. Da un po’ Mirto ha deciso di trasmettere la sua passione ai più piccoli. Infatti, è diventato persino insegnante di arrampicata. È un istruttore ed insieme alla sorella circense e ad un amico esperto in parapendio ha fondato l’associazione “Sicilia Viva” che si propone di far conoscere il territorio grazie allo sport e alla cultura. Organizzano corsi, manifestazioni, attività, gite, arrampicate. La gente ed i ragazzi rispondono bene e i suoi amici, che prima lo tenevano lontano, ora si sono avvicinati al suo mondo, sostenendolo e aiutandolo nella sua sfida più grande: arrampicarsi fino a raggiungere il suo sogno più grande.

E tu fino a quanto saresti disposto a spingerti per realizzare un sogno?

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