
Il 13 ottobre si celebra il No Bra Day, la Giornata Mondiale senza reggiseno. Un’iniziativa simbolica ma dal forte impatto sociale, che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione del tumore al seno.
La ricorrenza cade nel pieno di ottobre, riconosciuto a livello internazionale come il “mese rosa”, dedicato alla lotta contro il cancro alla mammella.
Indice
Un gesto simbolico per parlare di prevenzione
L’idea del No Bra Day nasce con un significato politico, legato al desiderio di affrancarsi da stereotipi, costrizioni sociali e ruoli imposti. Col tempo, però, la giornata ha assunto una valenza anche sanitaria. Così, a partire dal 2015 è stata ufficialmente spostata al 13 ottobre per rafforzare il messaggio legato alla prevenzione oncologica.
Rinunciare per un giorno al reggiseno, dunque, diventa un gesto di consapevolezza. Le donne di tutto il mondo vengono invitate a partecipare, anche attraverso i social network, condividendo contenuti con l’hashtag #nobraday. L’obiettivo è attirare l’attenzione e promuovere l’abitudine a controlli periodici, che possono fare la differenza.
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Il fenomeno in crescita, la partecipazione in Francia
La Francia è uno dei Paesi dove il No Bra Day ha trovato maggiore adesione. Secondo una ricerca dell’istituto IFOP (Genre, sexualités et santé sexuelle), realizzata su un campione di oltre 3.000 adulti, il numero di donne che scelgono di non indossare il reggiseno è in aumento.
Durante la quarantena legata alla pandemia, molte donne hanno riscoperto la libertà di vestirsi in modo più comodo e meno vincolato. Oggi, una donna su sei tra i 18 e i 25 anni dichiara di non indossare mai il reggiseno. Un cambiamento culturale che va oltre l’estetica e riflette una nuova consapevolezza del proprio corpo e della propria autonomia.
I numeri del tumore al seno in Italia
Stando a quanto riportato nel rapporto 'I numeri del cancro in Italia 2024', redatto dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dalla Fondazione AIOM e da PASSI, il tumore della mammella risulta essere la neoplasia più diffusa nel nostro Paese.
Nel 2024, sono state registrate oltre 53.000 nuove diagnosi di questo tumore, che rappresenta il 30,3% di tutti i casi oncologici riscontrati tra le donne in Italia nello stesso anno, e il 14,6% del totale dei tumori diagnosticati a livello nazionale.
L’incidenza, cioè il numero di nuovi casi osservati in un determinato intervallo di tempo, del tumore al seno è in lieve aumento, in particolare tra le donne più giovani. Tuttavia, tra le donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni, nel periodo 2006-2021 si è osservata una riduzione complessiva della mortalità pari al 16,2%. Nonostante questo dato positivo, il tumore della mammella resta comunque la principale causa di morte oncologica tra le donne, con un’incidenza del 31%.
Questi numeri confermano l’importanza della prevenzione. Gli esperti raccomandano l’autopalpazione mensile già a partire dai 20 anni, preferibilmente dopo il ciclo mestruale. Tra i 50 e i 70 anni, invece, è consigliata una mammografia ogni due anni. Segnali come la presenza di noduli, cambiamenti nella forma del seno o del capezzolo, rossori, ispessimenti o perdite devono essere sempre valutati da un medico.
La ricostruzione come diritto, parola all'esperta
Il No Bra Day anticipa di pochi giorni un’altra ricorrenza importante: il BRA Day, la Giornata internazionale per la Consapevolezza sulla Ricostruzione Mammaria, che si celebra il 18 ottobre. Un appuntamento pensato per ricordare che la ricostruzione del seno, dopo un intervento oncologico, non è una scelta estetica, ma una parte integrante del percorso di cura.
Come sottolinea Marzia Salgarello, presidente della Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus: "La ricostruzione rientra nei servizi di Sistema Sanitario Nazionale e può essere effettuata anche in sede operatoria durante l'asportazione del tumore. Questa è chirurgia ricostruttiva, non estetica, è un diritto per le pazienti e un nostro dovere farlo sapere, perché possano così ricostruire anche la loro vita".