Facebook pensa al posto tuo: l'App è virale

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

è arrivata un'applicazione Facebook in grado di formulare frasi al posto dell'utente

E se Facebook fosse in grado leggere nel pensiero? Sarebbe questo un risultato davvero scioccante oltreché allarmante. Tuttavia dall’Università di Princeton è arrivata un’applicazione che non va molto lontana da quanto appena prospettato in via del tutto immaginaria. Infatti “what would I say?”, questo il nome dell’app, è capace di elaborare frasi al posto di qualsiasi utente Facebook basandosi semplicemente su post, pensieri e parole precedentemente pubblicati sul profilo. Insomma una scoperta rivoluzionaria, che può esservi anche d'aiuto riuscendo a pensare per voi.

WHAT WOULD I SAY? - E’ stato nel corso della competizione digitale Hackaton ospitata dall’università di Princeton che è nata “What would I say?”, un’applicazione rivoluzionaria in grado di sostituirsi completamente al proprietario del profilo Facebook, elaborando al posto suo, ma nel suo stesso stile, pensieri e frasi inediti. L’applicazione a poche ore dalla sua nascita si è accaparrata già un numero elevato di “mi piace”, sollevando gradimento anche oltre oceano.

COME FUNZIONA? - L’algoritmo su cui si basa l’applicazione è molto semplice, e sembra poter funzionare anche in lingua italiana. Il meccanismo è quello di rilettura scomposta e analisi di frasi, status e pensieri pubblicati dall’utente nel tempo. Attraverso questo studio che consente pertanto di filtrare personalità, stile e atteggiamento della persona in carne ed ossa, l’applicazione riesce a sovrapporsi a quest’ultima creando frasi che potrebbero tranquillamente essere state formulate dall’utente. Sta a quest’ultimo poi decidere se postarle o meno. Ma sembra proprio che la differenza non si veda. Si tratta insomma di un bot che riesce a mettere sottosopra e scandagliare il profilo di migliaia di utenti.

PRIVACY NON A RISCHIO - Gli ideatori dell’applicazione hanno immediatamente rincuorato i milioni di utenti Facebook relativamente alla messa in sicurezza della privacy. “What would I say?” infatti realizza i suoi calcoli e la sua analisi direttamente nel browser dell’utente. L’applicazione, insomma, non dispone di un proprio database né si impossessa dei dati personali degli utenti.

UNA APP MOLTO DIVERTENTE - E’ evidente il motivo del successo incontrastato di questa applicazione. Leggere infatti commenti e frasi elaborati da un algoritmo perfettamente in grado di sostituirsi alla propria mente, può rappresentare qualcosa di davvero entusiasmante e al tempo stesso divertente. Un po’ come guardarsi allo specchio senza essere effettivamente responsabili dei movimenti che in esso si riflettono. Al tempo stesso trovarsi ad analizzare frasi elaborate nel proprio stile ma da un’entità estranea alla propria personalità può essere un modo per imparare ad osservarsi in maniera più distaccata, da spettatori di se stessi, e riflettere meglio su molte considerazioni precedentemente fatte.

E tu lasceresti che un'App pubblichi pensieri al posto tuo?

Margherita Paolini

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