Cultura itinerante? Ci pensano i Bibliobus


Volti a incentivare la lettura, specie se si parla di giovani, i Bibliobus nascono come vere e proprie biblioteche itineranti.
Tali servizi, strettamente correlati alle attività bibliotecarie comunali, possono rappresentare una valida risposta nella promozione della cultura, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione delle biblioteche presenti sul luogo.

CENTOCINQUANTANOVE ANNI DI STORIA - Pensate e messe in atto in moltissime parti del mondo, vedono la loro prima realizzazione, come carretti trainati a mano, nella Contea di Cumberland (UK) nel lontano 1857.
Nel corso degli anni, tali “mobile libraries” si trasformano in vere e proprie librerie progettate su vari mezzi di trasporto, quali posso essere, ad esempio, autobus, moto, barche.
Grazie alla linea guida pubblicata nel 2010 dall’IFLA, International Federation of Library Associations, è possibile notare la grande diffusione che tale progetto ha riscontrato nel mondo: si contano numerosissimi servizi, dalla Thailandia alla Spagna, con rilevante successo anche in Italia.

BIBLIOBUS IN ITALIA - Il progetto culturale riguarda tutto il territorio nazionale italiano, non limitandosi esclusivamente alle grandi città, ma coinvolgendo anche i più piccoli comuni; ricordiamo Roma, Torino, Genova, Milano, Firenze, Perugia, Lecco, L’Aquila, Foggia, Lecce, Messina.
E' proprio quest'ultima ad essere protagonista, questi giorni, di un'attività volta a promuovere la lettura, in particolare per bambini sino a 6 anni di età, grazie ad una biblioteca itinerante per le periferie della città.
L'iniziativa diffonde il progetto “Nati per Leggere” fondato nel 1999 dall’accordo tra l’Associazione Italiana Bibliotecari, l’Associazione Culturale Pediatri e il Centro per la Salute del Bambino.

Martina Napoli

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