Federico Roncoroni: l'amore per i libri e la cultura


© Carlo Pozzoni

Il professor Federico Roncoroni, intellettuale cittadino e scrittore di fama internazionale, ha rilasciato una preziosa intervista a Skuola.net.
Egli non può vivere senza scrivere, l'astinenza dalla scrittura, come rivela nelle righe successive, non sarebbe vita. Quest'articolo, oltre a far capire ai giovani il pensiero di un uomo colto e sorprendentemente geniale cui ispirarsi, intende essere un piccolo frammento di esperienza di un professore che ne è ricco. Pertanto, quando leggerete queste righe, cercate di cogliere il significato profondo delle parole che vedrete. Allargate l'orizzonte, non siate statici e lasciatevi 'divertire' (come consiglierebbe Aldo Palazzeschi).


1. Come ha cominciato a scrivere grammatiche e libri per la scuola?

Dopo aver usato per una decina di anni i manuali in circolazione, mi è venuta voglia di costruirne uno mio, che mettesse a frutto il senso della mia esperienza e andasse incontro ai bisogni degli studenti. Ho cominciato con un’antologia per le Medie, poi sono passato alle antologie del Biennio (Testo e contesto!) e infine sono approdato alle grammatiche, approdo che si è rivelato felice anche per via della mia formazione linguistica.

2. Cosa ne pensa della scuola di oggi?

La scuola, oggi, è l’ultima cosa che interessa alla classe politica, e si vede.

3. Per quale motivo ha deciso di servirsi di numerosi pseudonimi?

Passata l’età in cui si vorrebbe vedere scritto il proprio nome su ogni cosa che si stampa, mi sono divertito a pubblicare sotto nomi sempre diversi. All’inizio è stato una sorta di gioco, poi ho pensato di utilizzare i vari nomi per distinguere i vari tipi di testi: le antologie, le grammatiche, le curatele, le edizioni critiche, i saggi, gli aforismi, le poesie e così via.

4. Qual è la grammatica, di cui lei è l'autore, che preferisce?

Ogni mia grammatica è diversa dalle altre, mirata com’è su obiettivi didattici precisi: sceglierne una non è facile. E poi ogni librone è bello per l’autore suo.

5. A che età ha pensato di diventare ciò che è oggi?

Non me lo sono mai chiesto e non saprei cosa rispondere. Certo è che non riesco a immaginarmi senza una penna in mano, e se non scrivo qualcosa ogni giorno non sono contento di me.

6. Secondo lei, qual è la causa del successo dei suoi manuali?

La completezza della trattazione, la semplicità dell’espressione, la chiarezza della grafica, e il gradimento che i colleghi insegnanti mi hanno destinato nel tempo, anche attraverso suggerimenti e consigli.

7. Qual è il consiglio che dà a coloro che, un giorno, vorrebbero fare il suo mestiere?

Studiare, studiare, studiare. Rubare ad ogni insegnante quello che di buono ha e dà. Essere curiosi di tutto. Cercare sempre il modo più semplice e chiaro per comunicare. Cominciare a scrivere per la scuola o di scuola solo dopo essersi attivamente confrontati con l’entità “classe” per almeno una decina di anni.

In conclusione, mi sento di ringraziare due persone. Prima di tutto, la responsabile dell'ufficio stampa del docente Roncoroni per la gentilezza e la professionalità che ha dimostrato e, naturalmente, il Professore per aver pazientemente risposto alle mie domande.


Intervista realizzata da Alessio Cozzolino con le risposte di Federico Roncoroni

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