somsabi di somsabi
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Il Trovatore di Giuseppe Verdi


Composto da Verdi tra il 1842-1858 lui stesso si definiva in galera per la mole di lavoro e per il tempo che impiegò per scriverla.
Fa parte di una trilogia popolare (popolare perché molto diffusa nel popolo grazie a bande) questa raccolta comprendeva: "Il Rigoletto" "Il Trovatore" "La Traviata". L'ambientazione è medievale per 2 motivi: nel 1800 si rivaluta il medioevo perché secondo i romantici aveva gettato le basi dell'Europa del tempo; il secondo motivo è che nel medioevo c'era la caccia delle streghe e viene rappresentato come periodo buglio e tetro.
La trama presenta molti buchi e flashback. Il librettista Salvatore Cammarano non voleva scrive il libretto perché il romanzo a cui è ispirata è molto grande e avrebbe presentato molti problemi. Il librettista morì prima di finire l'opera e la continuò un allievo.
Il Trovatore è una tragedia perfetta perché moriranno tutti.
Il trovatore era in Francia il cantastorie.

I personaggi


Il Conte di Luna: ama Leonora (amore passivo) rivale di Manrico sia amoroso sia politico;
Leonora: eroina pura e perfetta tipica dell'epoca romantica innamorata di Manrico;
Manrico: il trovatore innamorato di Leonora eroe romantico;
Azucena: madre di Manrico;
Ferrando: vecchio uomo d'armi al servizio del Conte di Luna;
Ines: amica/dama da compagnia di Leonora;
Ruiz: uomo d'armi al servizio di Manrico.

Trama


L'opera inizia con un flashback: ferrando narra fatti avvenuti alcuni prima: c'era il vecchio Conte di Luna che aveva due figli: il nuovo Conte di Luna e Garzia che è scomparso. Durante una notte la balia si sveglia al pianto di Garzia e trova una zigara che si difende dicendo che stava leggendo il futuro al bimbo. Il giorno seguente l'infante aveva la febbre quindi la strega aveva fatto un sortilegio. La donna venne fatta bruciare al rogo, ma il bambino venne rapito dalla figlia della zingara e si trovò un corpo carbonizzato tra le ceneri del fuoco e si pensò a Garzia, ma il vecchio conte di Luna sentiva dentro di se che il figlio era ancora vivo.
Nel secondo atto Azucena racconta la stesso episodio dal suo punto di vista: lei rapì Garzia per vendicarsi della madre, ma avendo per mano anche suo figlio di stessa altezza ed età si sbagliò e gettò il proprio figlio e non Garzia.
Per le opere del 1800 l'amore è il binomio perfetto con la morte = grandi eroi.
L'ambientazione è notturna caratteristica del romanticismo e medievale.
I due colori di questa opera sono il nero per la notte e la morte e il rosso per la vendetta e il fuoco.

Atto primo: "Il duello"


la scena si apre con l'esercito del Conte di luna che chiede a Fernando e di narrare la storia di Garzia.
Fernando riuscirebbe a riconoscere la zingara che ha rapito Garzia nonostante gli anni passati
Rivalità fra Conte di luna e Manrico
Bambino scomparso Garzia germano (fratello) del conte di Luna. Aveva la balia che dormiva accanto alla culla e trova una zingara che stava facendo un sortilegio al bimbo (dopo gli viene la febbre). La balia urla e la zingara dice che stava leggendo il futuro e scappa. La zingara viene bruciata a rogo, è la madre di Azucena che brucia un bambino. Si pensa a Garzia. Il vecchio conte di luna visse giorni tristi anche se pensava che il bimbo viveva ancora.
Tenore= giovane eroe
Basso= Anziano saggio
Soprano= Eroina pura
Mezzo soprano= donna di mezza età
Contralto= antagonista
L'opinione comune era molto importante e fatale nel medioevo.
Voce accompagna l'inferno nero, buio, pauroso.
Civetta=simbolo della morte covo= animale maligno ricordano la zingara

Arrivo Leonora racconta un episodio a Ines. L’eroina è innamorata di un uomo che ha vinto la giostra (Trovatore). La dama ha messo la corona sul vincitore che è un eroe puro. Non si sono più visti per colpa della guerra civile tra Trovatore e Conte di Luna. Leonora sta passeggiando nella speranza che passi quest'uomo. Leonora non sa l'identità dell'uomo. La donna racconta a Ines che qualche tempo prima un uomo aveva suonato una canzonetta con liuto sotto la sua finestra. Ines consiglia di dimenticarlo perché ha un presentimento negativo (tipico dell'opera verdiana)

Aria di bravura tipica dell'opera del 1800.
Arrivo del conte di luna che passeggia sotto la finestra di Leonora nella speranza di incontrarla. Il conte vede una luce tremolante proveniente dalle camera di Leonora da questo si capisce che è sveglia. In lontananza si sentono accordi di liuto (rappresentati in orchestra d un'arpa). Il Trovatore canta da dietro le quinte (tipico dell'opera verdiana) per dare senso di lontananza e spazialità.

Leonora scende (incalzato d'archi) dichiara il suo amore al Conte perché vede un'ombra. Arriva il Trovatore arrabbiato perché dopo tutto quello che ho fatto scegli lui.
Duello verbale tra il Conte e Manrico.
Fine primo atto.

Secondo atto: "La gitana"


Aria corale degli zingari
Ci sono delle incudini intonate
Visto che è l'alba gli zingari si preparano a lavorare.
Azucena è vicino al focolare e guardando il fuoco ricorda il rogo della madre e chiede a Manrico di vendicarlo.

Azucena racconta tutti i fatti accaduti tempo addietro e narra anche lo sbaglio commesso.
La musica descrive la scena macabra.
Manrico scopre che Azucena non è la madre.
Nel romanticismo c'è il gusto verso il macabro.

Manrico ha una ferita mortale causata dal duello del primo atto. Il trovatore stava per uccidere il conte, ma qualcosa lo ferma (arcano, provvidenza).
Azucena dice di vendicare la madre.

Ruiz porta notizie di Leonora che vuole farsi suora. C'è stato un duello tra il trovatore e il conte (il pubblico non ne è a conoscenza) ha vinto il nobile. Leonora pensa che l'amato sia morto e piuttosto di sposare il conte si vuole fare suora di clausura.

Il conte la vuole rapire perché non permette che ora che il rivale è morto un altro (Dio) gliela porti via.
Azucena prova a fermare il "figlio" ed è in contrasto tra vendetta e affetto per Manrico. La musica descrive l'incalzato degli eventi.

Arriva il conte per il rapimento di Leonora si muovono in silenzio=> pizzicato d'archi.

Suonano le campane inizia il voto di Leonora. Le monache stanno chiamando Leonora affinché nessuno sguardo potrà vederla. Ines e le altre amiche piangono perché Leonora si ritira a clausura. Arriva Manrico. Frase di stupore precede l'incalzato che porta alla fine del secondo atto.

Terzo atto: “Il figlio della zingara"


Il protagonista è Manrico e si trova assieme a Leonora a Castellor che è la fortezza conquistata da Ruiz. Il conte sta progettando un attacco alla fortezza. Manrico chiede la mano a Leonora.
L’atto inizia con l'esercito del Conte di Luna e una zingara che si aggira nell'accampamento alla ricerca del figlio (Azucena che cerca Manrico). Ferrando la riconosce dice:"Ed essa che il bambino arse" c'è un crescendo dell'orchestra fino ad arrivare ad un accordo di settima diminuita.

Manrico si prepara alla battaglia contro il Conte e consola Leonora dicendo che se vince la sposerà e se perde la aspetterà in cielo. Questo è un momento idilliaco c'è un organo in lontananza.
Arriva Ruiz che informa Manrico del rapimento della madre e del rogo che stanno preparando.

Manrico canta una delle arie più famose e difficili del Trovatore "Di quella pira" raggiunge per la prima volta nell'opera il do di petto. Con questa aria finisce il terzo atto.

Quarto atto: “Il supplizzio"


C'è già stata la battaglia.
Ci troviamo nel castello del Conte. Troviamo Azucena e Manrico chiesi nelle segrete del Conte.
Leonora va di sua spontanea volontà dal Conte per chiedere di liberare Manrico in cambio del suo sacrificio. Baci l'anello che contiene del veleno nella pietra.
L'eroina canta l'aria "D'amor su l'ali rosa"
Quest'aria è divisa in tre piani:
Primo piano: coro a cappella il lontananza (pluridimensionale) "Miserere" si intona per i futuri defunti Azucena e Manrico;
Secondo piano: Leonora nel proscenio ritmo quasi da marcia funebre involontariamente rispondendo al Miserere;
Terzo piano: Manrico che canta assieme al liuto il suo amore per Leonora, ma non sa che l'amata lo sta ascoltando.
Miserere è il presagio per la morte di Manrico e Azucena.
N.B. Leonora non intona una marcia funebre lo SEMBRA solo ritmicamente.
"La partenza che non ha ritorno" la morte

Il conte di Luna sta cercando Leonora che appare davanti al conte. "Prendi me il mio sangue le mie lacrime, ma salva il Trovatore".
Leonora bacia l'anello e ne beve il contenuto.

Ripresa tema del secondo atto (Stride la vampa).
Azucena ricorda la morte della madre.
La musica descrive il racconto della morte della madre di Azucena.
D'ora in poi Azucena sta dormendo. Canta nel sonno fino a quando Manrico non le dirà: "Addio madre"

Leonora va da Manrico e gli dice di fuggire.
Manrico ha capito che Leonora lo abbia tradito con il conte e le da della poco di buono. Arriva il conte e capisce il sacrificio di Leonora.
C'è l'ultima aria di Leonora e l'incalzato del conte.
Accordo di settima diminuita (sforzato orchestra) chiude il momento di pace.
Leonora muore.
Il conte di luna decapita Manrico che prima di morire urla: “Addio madre". Azucena si sveglia e svela al Conte che Manrico era suo fratello. Il Conte di luna dice: "E vivo ancor" probabilmente si suicida (è un finale aperto). L'opera si chiude con il rogo di Azucena.

Possiamo dire che Azucena è la vera fautrice dell'opera.

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