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Il suonatore Jones

L’autore della poesia “Il suonatore Jones” è Fabrizio De Andrè (1940- 1999), famoso per i testi ricchi di echi letterari e incentrati sull'autorità, sulla storia, sul potere e le istituzioni, e, come in questo caso, sui problemi e le vicende dell’umanità.
L’io lirico che rievoca la propria vita è il musicista Jones, una figura ben distinta da quella dell’autore, che tuttavia è partecipe dei sentimenti del personaggio.

In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.

Sentivo la mia terra
vibrare di suoni
era il mio cuore,
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.

Libertà l’ho vista dormire

nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.

Libertà l’ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo
per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

Finì con i campi alle ortiche
finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco
e ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.

L’io lirico come già detto è il suonatore Jones, vissuto in un ambiente di campagna in cui c’era l’usanza di ballare, descritto anche nella prima strofa. Dalla prima strofa si capisce anche che fornisce di sé l’immagine di un uomo che ha vissuto di musica e sentimenti più che di preoccupazioni pratiche e si capisce soprattutto quando dice che mentre gli altri vedevano la siccità in un vortice di polvere a lui ricordava la gonna di Jenny quando ballava.
Il suonatore ha sempre cercato la libertà, identificata come la musica stessa, come espressione di convivialità e condivisione contrapposta a una vita governata dall'interesse economico, descritto nella poesia quando l’autore scrive “Libertà l’ho vista dormire [...]” e subito dopo quando scrive “Liberà l’ho vista svegliarsi [...]”.
Nella penultima strofa il suonatore si rivolge a un interlocutore generico, con lo scopo di coinvolgere emotivamente il lettore, quando scrive “e la gente lo sa che sai suonare, / suonare ti tocca, [...]”.

Il suonatore fa un bilancio della sua vita e della sua fine e afferma di non avere rimpianti.

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