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Il ballo nella società


Se da un lato la danza è diventata una forma di spettacolo ad opera di professionisti, anche la gente comune ha sempre socializzato attraverso il ballo che permette un contatto con gli altri già codificato da precise regole e quindi meno faticoso da impostare. Forme di danza in uso nei secoli passati furono per esempio le stesse che, raggruppate e stilizzate, diedero poi origine alla suite strumentale: alle mande, correnti, sarabande, gighe, pavane, minuetti. Il minuetto ebbe particolare fortuna nel periodo del 1700 "galante", mentre il più libero valzer si affermava nel secolo successivo.
La presenza sempre più massiccia della borghesia come classe sociale in grado di usufruire degli svaghi fino ad allora riservati ai nobili aumentò la richiesta di nuove danze. Nel 1900 dai balli di origine americana d'inizio secolo, come il fox-trot o il boogie-woogie, si passa attraverso la moda sudamericana dei primi anni Cinquanta (samba, ritorno del tango, calypso) per giungere attraverso il cha cha cha e il twist al più sfrenato rock and roll, sempre di origine americana e di gran moda a partire dagli anni Sessanta. In Italia vi è poi una tradizione autonoma con il ballo liscio, molto diffuso in Romagna, che tiene viva la tradizione del valzer, della marzuka, della polka, per non parlare del ballo folkloristico, la cui grande notorietà è mantenuta ancora adesso in tutto il mondo soprattutto grazie alla tarantella napoletana.

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