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Ars nova e la musica nel Trecento

“Ars nova” è il termine che i musicologi applicano alla musica del XIV secolo.
Il trecento è il secolo dell’Ars Nova poiché nel ‘300 Philippe De Vitry scrisse il trattato intitolato Ars nova dove sosteneva di voler tagliare i porti con l’Ars antiqua ovvero la polifonia dell’organum e della scuola di Notre Dame e portare avanti un nuovo tipo di concezione musicale.
In primo luogo De Vitry prevede una nuova notazione relativa alla durata delle note che doveva essere ben definita e ufficializzata da un sistema rigoroso.

Vitry distingue, a questo proposito, il Tempus, ossia il rapporto Longa/Brevis, e la Prolatio, ossia il rapporto Brevis/semibrevis, (che corrispondono ai nostri “tempo” e “suddivisione”).
Il tempus poteva essere perfectus ( indicato con un cerchio) se ternario e imperfectus (indicato con un semicerchio) se binario.

Allo stesso modo distingueva prolatio perfecta (ternaria, indicata con un punto all’interno del simbolo del tempus) o imperfecta (binaria, nessun punto).
Tali novità vengono travasate in Italia dal teorico/musicista Marchetto da Padova nel suo trattato intitolato Pomerium.
Tra i compositori dell’Ars Nova francese ricordiamo Guillame de Machaut il quale fu
- il primo compositore a musicare un intera messa nelle sue cinque parti dell’ordinarium+ l’Ite missa est a quattro voci.
- musicò numerosi sonetti con testi scritti da poeti a lui contemporanei (coetaneo di Petrarca).
- Inoltre fu uno dei primi ad utilizzare la tecnica dell’isoritmia che è un espediente compositivo applicato alle parti più gravi (tenor e contratenor) nei mottetti.
Consiste in particolare nella distinzione tra COLOR (una serie di note che compongono una definita melodia) e una TALEA (una successione di ritmi) e nel loro incastro fino a quando non si ritorna alla combinazione/sequenza di color e talea di inizio brano.
Machaut adotta l’isoritmia anche per alcune parti della messa come il Kyrie, il Sanctus, l’Agnus dei e l’Ite missa est. Il Credo e il Gloria li scrive secondo lo stile del conductus (organum) avendo dei testi più lunghi, eccetto l’AMEN che viene musicato in isoritmia.
Per quanto riguarda l’Ars nova italiana:
- teorico dell’ars nova italiana è Marchetto da Padova.
- Due codici testimoniano la polifonia italiana del 300 e sono:
Codice Squarcialupi (conservato a Firenza nella Biblioteca Laurenziana) e
Codice Rossi (conservato nella Biblioteca Vaticana non miniato).
- Nel codice Squarcialupi sono raccolti ballate, madrigali, caccia.
- Il più famoso compositore dell’ars nova italiana è Francesco Landini.
I madrigali sono composizioni che non hanno precedenti nella storia della musica, sono tièici italiani. Sono costitiuti da terzine di endecasillabi seguite da un distico con rima baciata.
Come i madrigali anche i caccia sono tipici italiani e non hanno una composizione rigida caratteristica. Tendono a rievocare scene di caccia, di mercato, di movimento spesso utilizzando l’espediente compositivo del canone . solitamente è scritto per tre voci. NON è strofico.
BALLATA è un componimento strofico. Ogni strofa è composta da due piedi (di due o tre versi ciascuno) seguiti da una volta (con numero di versi variabile, indicava il cambio di giro nella danza). Essa era seguita dalla ripresa (ritornello). La volta doveva presentare almeno un verso con la stessa rima del ritornello.

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