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Giuseppe Verdi

Giuseppe Verdi nasce nel 1813 a Roncole, nel ducato di Parma, sotto gli austriaci. Il suo talento musicale precoce viene notato da Barezzi, che sostiene le spese delle sue lezioni con Ferdinando Provesi. Dal 1829 a 1832 Verdi sostituisce Provesi. A 18 anni si reca a Milano per fare l’esame di ammissione del conservatorio, a cui però non sarà ammesso, perché sarà valutato come pianista e non come compositore. Nel 1836 diventa maestro di musica di Busseto. Visto il suo sogno della Scala, si trasferisce con la famiglia a Milano; in questi anni perderà i suoi figli e sua moglie.
La sua prima opera importante rappresentata alla Scala è il Nabucco; dopo questa opera, le sue composizioni sono frequenti, e Verdi diventa sempre più apprezzato dal pubblico italiano. Dopo i lombardi della orima crociata, Verdi diventa il musicista simbolo del Risorgimento italiano. Quando il re Vittorio Emanuele III decide di intervenire contro l’Austria, e nasce lo slogan Viva V.E.R.D.I ( Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia).

Dal 1851 al 1853 compone la trilogia popolare (Rigoletto, Trovatore e Traviata), tra le su opere più amate. Dal 1852 al 1870 Parigi diventa il centro dell’attività teatrale di Verdi, dove scrive I vespri siciliani; con quest’opera si accosta alla grand-opéra. Nel 1859 compone il ballo in maschera.
La sua produzione musicale può essere suddivisa in tre fasi distinte. La coralità delle prime opere: I cori interpretavano i sentimenti politici, e Verdi diventò così un simbolo, il compositore più amato dagli italiani. Nella Trilogia popolare approfondisce la psicologia dei personaggi, concentrando la sua attenzione sui protagonisti. Nelle sue ultime opere portò avanti una riforma personale; elimina la distinzione tra arie e recitativi. Le melodie diventarono meno facile ed orecchiabili.

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