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Concetti Chiave

  • La Pop Art non ha un'intenzione univoca; può celebrare il mondo moderno o criticare il conformismo di una società massificata.
  • Roy Lichtenstein ha trasformato la vita in arte riducendo le esperienze quotidiane alla dimensione di un fumetto, con tecniche grafiche innovative.
  • I primi soggetti di Lichtenstein si ispirano ai fumetti, evolvendo verso una riflessione sugli stereotipi sociali e sull'impatto delle immagini nella cultura di massa.
  • Claes Oldenburg crea riproduzioni monumentali e colorate di oggetti quotidiani, enfatizzando la loro natura finita e inservibile come punto di riflessione artistica.
  • L'intento ironico di Oldenburg, visibile in opere come "Soft Toilet", dissacra la visione tradizionale dell'arte, conferendo valore estetico a elementi comuni e quotidiani.

Indice

  1. L'intento della pop art
  2. Roy Lichtenstein e il fumetto
  3. Evoluzione artistica di Lichtenstein
  4. Claes Oldenburg e l'oggetto di consumo
  5. Ironia e critica di Oldenburg

L'intento della pop art

Non si può attribuire alla Pop Art un’intenzione espressi-va univoca: nelle immagini pop possiamo trovare ora la celebrazione delle novità del mondo moderno, ora accenti critici verso il conformismo e i falsi miti di una società massificata. Di certo agli artisti pop va riconosciuto il merito di aver allargato gli orizzonti dell’arte, interrogandosi per primi sui rapidi mutamenti in corso nel secondo Novecento, dai quali sarebbe nata la realtà in cui ancora oggi viviamo.

Roy Lichtenstein e il fumetto

Attratto quanto Warhol dall’idea di introdurre in arte immagini banali e quotidiane, un altro celebre artista pop, lo statunitense Roy Lichtenstein (1923-97), giunse a ridurre la vita alla dimensione di un fumetto: Lichtenstein semplice> leggibile da tutti; in una parola, mediocre.
Delle strisce (strips) Lichtenstein imita anche il linguaggio: applicando il colore sulla tela attraverso apposite griglie traforate arriva a emulare il classico retino tipografico “a pallini”. Se nei fumetti il retino non è percepibile a occhio nudo, lo diviene nei suoi dipinti, che si presentano come iper-ingrandimenti di vignette; i personaggi, con i relativi balloons (le “nuvolette” di testo), risultano enormi rispetto alle dimensioni usuali, come se fossero posti sotto la lente di un microscopio. Avviene così per la disperata protagonista di Hopeless (“Senza speranza”, 1963): la donna, il cui volto occupa quasi per intero lo spazio della composizione, si appoggia su un cuscino mentre versa grandi lacrime dagli occhi disegnati con un tratto nero e spesso, citazione delle vecchie xilografie di memoria espressionista.

Evoluzione artistica di Lichtenstein

Se i primi soggetti dell’artista sono legati al mondo dei fumetti - dai supereroi (come Superman, Braccio di Ferro, Mandrake o Flash Gordon) a vere e proprie scene riprese dalle strisce (con combattimenti aerei o navali 13) -, Lichtenstein raffinò progressivamente il suo linguaggio, concentrandosi sugli stereotipi della società di massa (dalla donna fragile e innamorata all'uomo eroico e prestante) e sul potere subliminale delle immagini trasmesse dai nuovi mezzi di comunicazione, che bombardano in continuazione il nostro cervello: «Le nostre città sono coperte di pubblicità - diceva l’artista -, se togliessimo le insegne non resterebbe più nulla».

Claes Oldenburg e l'oggetto di consumo

Ancora più legate alla riflessione sulla natura dell’oggetto di consumo sono le ricerche dell’artista svedese, ma americano d’adozione, Claes Oldenburg (1929), trasferitosi a New York nel 1956 e divenuto famoso per le sue riproduzioni monumentali, in gomma e in altri materiali industriali, di oggetti d’uso: gigantesche e coloratissime copie di cose che appartengono al mondo quotidiano e che non intendono affatto presentarsi come vere, ma anzi si dichiarano palesemente finte. Le loro dimensioni e la loro consistenza le rendono al tempo stesso del tutto inservibili: in questo modo Oldenburg introduce nella poetica oggettiva della Pop Art sfumature di tipo concettuale.

Ironia e critica di Oldenburg

Oltre ai cibi tipici della società di massa (hot dog, sandwich), soggetti privilegiati delle sculture dell’artista sono i posacenere, le ruote di bicicletta, le macchine per scrivere o, addirittura, i water con tanto di sciacquone, come Soft Toilet (“Water soffice”, 1966). L’intento ironico colpisce qui l'abitudine più quotidiana, proponendo un oggetto impossibile da usare, e al tempo stesso dissacra ogni visione “alta” dell’arte conferendo (con un richiamo alla Fontana di Duchamp) un valore estetico anche all'elemento meno decoroso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'intento principale della Pop Art?
  2. La Pop Art non ha un'unica intenzione; essa celebra le novità del mondo moderno e critica il conformismo della società massificata, ampliando gli orizzonti dell'arte e interrogandosi sui rapidi cambiamenti del secondo Novecento.

  3. Come ha influenzato Roy Lichtenstein il mondo dell'arte?
  4. Roy Lichtenstein ha ridotto la vita a una dimensione fumettistica, utilizzando tecniche come il retino tipografico per creare opere che amplificano i personaggi e le loro emozioni, come dimostra il suo dipinto "Hopeless".

  5. Qual è l'evoluzione artistica di Lichtenstein?
  6. Lichtenstein ha iniziato con soggetti legati ai fumetti e ha poi raffinato il suo linguaggio, concentrandosi sugli stereotipi della società di massa e sul potere subliminale delle immagini pubblicitarie, evidenziando la saturazione visiva delle città moderne.

  7. Cosa caratterizza le opere di Claes Oldenburg?
  8. Claes Oldenburg è noto per le sue riproduzioni monumentali e colorate di oggetti di uso quotidiano, che si dichiarano palesemente finte e inservibili, introducendo una dimensione concettuale nella Pop Art.

  9. Qual è l'ironia presente nelle opere di Oldenburg?
  10. L'ironia di Oldenburg si manifesta attraverso la rappresentazione di oggetti quotidiani, come i posacenere e i water, che dissacrano la visione tradizionale dell'arte, conferendo valore estetico anche agli elementi meno decorosi.

Domande e risposte

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