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Incontro tra Ulisse e la maga Circe


I compagni di Ulisse guidati da Euriloco, arrivati nella vallata, videro il palazzo di Circe, alcune case costruite con delle pietre squadrate e, intorno ad esse, molti animali, in precedenza uomini, che la maga aveva fatto diventare tali.
Sentendo Circe cantare mentre tesseva la tela all’interno del palazzo, i compagni si fermarono davanti alle porte; poi, per chiamarla, cominciarono tutti a gridare e lei subito aprì le porte, uscì e li invitò dentro. Tutti la seguirono senza avere sospetti, tranne Euriloco che, al contrario, pensò che l’invito fosse una trappola e decise di non entrare.
Circe guidò i compagni nel palazzo e li fece sedere offrendogli il vino di Prammo e tanti cibi, ai quali ella mischiava pozioni per far loro dimenticare del tutto la patria; poi, toccandoli con la bacchetta, li fece diventare maiali, li chiuse nei porcili e buttò loro delle ghiande per mangiare.

Nel frattempo Euriloco, scampato alla trappola, riferì a Ulisse la sorte dei compagni credendo che fossero morti non vedendoli uscire dal palazzo; quindi Ulisse, con spada e arco, si diresse verso la casa di Circe. Durante il cammino, Ulisse incontrò Ermes, che gli spiegò come resistere alla magia della maga porgendogli l’antidoto alle sue pozioni magiche; poi quando Ermes andò via, Ulisse continuò il suo cammino e quando arrivò davanti alle porte del palazzo della maga, cominciò a chiamarla gridando e subito ella lo fece entrare e lo fece sedere offrendogli una bevanda a cui aveva aggiunto una pozione magica uguale a quella offerta ai compagni. Ulisse bevve la bevanda ma non fu stregato e le si gettò addosso con una lama affilata come se volesse ucciderla; allora Circe impaurita, chiedendosi perché egli non era stato stregato dalla pozione, si accorse che egli era Ulisse, di cui in precedenza le era stato annunciato l’arrivo da Ermes. Circe quindi chiese ad Ulisse di riporre l’arma e di salire nel letto con lei, allora Ulisse le fece giurare di non farlo cadere più in altre trappole e fatto questo, acconsentì alla sua richiesta.
Successivamente, mentre Circe e Ulisse stavano mangiando insieme, la maga si accorse che Ulisse era addolorato perché i suoi compagni erano ancora dei maiali, allora per allietarlo li ritrasformò in uomini ed invitò Ulisse a portare nel palazzo anche gli altri suoi compagni rimasti alla nave. Così tutti si ritrovarono nel palazzo.
Fino alla fine dell’anno Ulisse e i suoi compagni rimasero nel palazzo; fino a che, un giorno, i compagni ricordarono ad Ulisse di dover tornare ad Itaca, in patria; allora Ulisse, una sera, dopo aver passato un’altra giornata a banchettare, supplicò Circe di lasciarlo ripartire e lei acconsentì dicendogli però di dover fare un altro viaggio prima di tornare a casa, andando alle case di Ade e di Persefone nell’oltretomba per parlare con l’indovino Tiresia.

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