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Nausicaa

Ulisse, solo e sfinito, raggiunge l'isola dei Feaci, una terra felice su cui regna Alcinoo. Vi arriva a nuoto, dopo essere scampato a una terribile tempesta scatenata contro di lui da Poseidone, dio del mare. Ulisse si dirige verso un bosco nei pressi della riva e si addormenta privo di forze tra i cespugli. Svegliato dalle voci di alcune giovinette che giocano a palla, muove verso la spiaggia dove incontra la dolce e bellissima Nausicaa, figlia del re dell'isola.


Tal favellò Nausíca; e alle compagne,
Olà, disse, fermatevi. In qual parte
Fuggite voi, perchè v’apparse un uomo?
Mirar credeste d’un nemico il volto?
Non fu, non è, non fia, chi a noi s’attenti
Guerra portar: tanto agli Dei siam cari.285
Oltre che in sen dell’ondeggiante mare
Solitari viviam, viviam divisi
Da tutto l’altro della stirpe umana.
Un misero è costui, che a queste piagge
Capitò errando, e a cui pensare or vuolsi.
Gli stranieri, vedete, ed i mendichi

Vengon da Giove tutti, e non v'ha dono
Picciolo sì, che lor non torni caro.
Su via, di cibo, e di bevanda il nuovo
Ospite soccorrete; e pria d’un bagno
Colà nel fiume, ove non puote il vento.


Nausicaa rientra in città e indica a Ulisse la via per raggiungere il palazzo. Alcinoo lo accoglie nella reggia e gli offre un banchetto. Durante la cena, Ulisse rivela la sua identità e inizia il racconto dei suoi viaggi e delle sue sventure.

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