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Il Ciclope Polifemo


Ulisse, accogliendo l'invito di Alcinoo, re dei Feaci, racconta ciò che avvenne dopo la sua partenza da Troia e narra, tra i numerosi episodi, anche l'avventura nella terra dei Ciclopi. Approdato sull'isola con alcuni dei compagni più coraggiosi, Ulisse entra in una grotta che si apre tra le rocce. L'antro è colmo di secchi di latte e di forme di cacio, potrebbe essere la dimora di un pastore, ma tutto ha proporzioni smisurate.


"Ma quando il vino arrivò alla mente del Ciclope, anche allora io gli parlai con dolci parole: “Ciclope, tu mi domandi il mio nome famoso, e dunque io te lo dirò, ma tu dammi il dono dell’ospitalità, come mi promettesti; Nessuno è il mio nome; Nessuno sono soliti chiamarmi la madre e il padre e tutti gli altri compagni.” Così dissi, e quello subito mi rispose con animo spietato: “Nessuno lo divorerò per ultimo dopo i suoi compagni, quegli altri li mangerò prima; questo avrai come dono ospitale.” Disse, e rovesciatosi all’indietro cadde supino, ma poi giacque piegando da un lato il grosso collo ed il sonno che tutto doma, lo colse; e dalla gola gli venivano su il vino e pezzi di carne umana; poi ruttava essendo pesante di vino. Ed allora io spinsi il palo sotto la molta cenere, finchè si riscaldasse ed incoraggiavo con parole tutti i compagni, temendo che qualcuno preso da paura mi si traesse indietro; ma quando il palo d’olivo subito dentro la brace stava per infiammarsi, pur essendo verde, risplendeva vivamente. Ed allora io lo trassi dal fuoco più vicino e i compagni mi stavano intorno; un dio poi mi ispirò un grande coraggio; e quelli, avendo preso il palo di olivo, appuntito sulla cima lo conficcarono nell’occhio, ed io, appoggiatomi di sopra, lo girai.."


Ormai sazio il Ciclope si addormenta. Ulisse vorrebbe ucciderlo, ma si trattiene pensando che in tal modo morirebbe prigioniero nell'antro. Il mattino seguente Polifemo, dopo aver divorato altri due compagni, esce a pascolare le greggi, rinchiudendo l'ingresso della caverna. Ulisse allora escogita un piano: rende aguzza la punta di un tronco di ulivo e la arroventa sul fuoco con l'aiuto di quattro compagni per conficcarla poi nell'occhio del Ciclope addormentato. Al tramonto Polifemo ritorna, munge le pecore e uccide altri due uomini per cibarsene. Ulisse gli si avvicina offrendogli del vino e il Ciclope per tre volte beve con piacere. Una volta addormentato Ulisse mette in atto il suo piano, infilando il tronco d'albero nell'occhio del Ciclope,rendendolo cieco.

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