Elena sulle mura

Ma Iri, la messaggera, arrivò da Elena, braccio bianco, sembrando Laodice figlia di Priamo, la cognata, moglie del figlio di Antenore, il potente Elicaone.
La trovò nella sala, stava tessendo una grande tela doppia di porpora, e vi stava ricamando sopra le imprese che i troiani, domatori di cavalli, e gli Achei, chitoni di bronzo, compivano per lei sotto la forza di Ares, dio della guerra.
Vieni qui, cara sposa, a vedere le azioni dei Troiani, domatori di cavalli, e degli Achei, chitoni di bronzo, degne di essere ammirate, inizialmente i Troiani causavano una guerra dolorosa nella pianura achea, desiderando lotta e rovine; mentre ora, che la guerra è finita, stanno seduti in silenzio, appoggiati agli scudi, ormai privi di utilizzo, con le aste lunghe accanto, infitte nel terreno.
Ma Paride Alessandro, e Menelao caro ad Ares lotteranno fra loro con le lunghe aste, e chi vincerà il duello, ti avrà in sposa.

Così dicendo, la dea le fece desiderare nel profondo del cuore Menelao, il primo marito, i suoi genitori e la sua città.
Si coprì subito di veli bianchi, uscì dalla stanza versando una tenera lacrima, ma non era sola, la accompagnavano infatti due ancelle; Etra figlia di Pitteo e Climene occhi grandi.
Giunsero in fretta alle porte Scee, uno degli ingressi della città.
E gli anziani compagni di Priamo, e Pantoo e Timete e Lampo e Clitio e Icetaone rampollo di Ares, Ucalegonte e Antenore, entrambi prudenti, sedevano presso le porte Scee: per la vecchiaia non partecipavano alla guerra ma chiacchieravano spesso fitto tra loro, come le cicale, che in mezzo al bosco stando su una pianta cantavano con voce fiorita: così sedevano i capi Troiani sulla torre.
Essi videro dunque Elena giungere alla torre, e si sussurravano parole fugaci:
-Non è una vergogna che i Troiani e gli Achei, dai robusti schinieri, soffrano tanto per una donna simile: a vederla somiglia terribilmente alle dee immortali! Eppure, nonostante sia così bella, che se ne vada via con le navi, che non ce la lascino qui, a recar danno a noi e ai nostri figli. -
Dicevano appunto così, e Priamo, il capo, chiamo Elena a gran voce per sovrastare le chiacchiere degli anziani:
-Vieni qui, figlia mia, siediti vicino a me, a vedere il tuo primo marito, gli alleati e gli amici: per me la colpevole di tutto questo non sei tu, ma gli dei, che mi hanno fatto entrare in guerra contro i Danai. -

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