L’eroismo vince la morte

In questi pochi versi si riassume tutta la tragedia di Achille. grazie a una straordinaria invenzione poetica, il poeta si nasconde e presta la propria voce al cavallo dell’eroe, Xanto (il nome significa “baio”), figlio del vento. Xanto, insieme al fratello Balio (“pezzato”, che rimane in silenzio), era un dono di nozze degli dèi per il padre di Achille, Peleo. L’animale magico e divino affonda le sue radici nei tempi primordiali, prima dell’inizio della storia, quando l’uomo cerca per la prima volta di interpretare la natura, e il suo proprio ruolo in essa; le figure fantastiche del mito sono una prima organizzazione culturale, cioè umana, del mondo, e stanno all’origine dell’immaginario collettivo e individuale. L’animale divino, unità ancora indistinta di forza naturale e di ragione umana, di bene e di male è un simbolo cui sono affidati significati importanti: nel nostro caso Xanto è chiamato a dire la legge stessa dell’universo, sottoposto a un fato ineluttabile che domina uomini e dèi. Ma Xanto è anche il portavoce di una sensibilità già tutta umana e per così dire “culturale”, è la voce degli affetti, della fedeltà. Della pietà.

Achille ascolta la terribile predizione, ma non rinuncia alla sua eroica scelta di vita: mostrerà tutto il suo valore in battaglia, vendicherà l’amico, poi potrà anche morire. Certo i nostri valori, intellettuali e morali, sono mkolto diversi da quelli epici cantati da Omero, ma possiamo riconoscere ancora oggi un carattere di grande nobiltà a un uomo che porta avanti un suo progetto di realizzazione di sé e dei propri ideali anche in presenza della morte. In questo senso Achille, nei pochi versi qui riprodotti, acquista il rilievo di un simbolo poetico universale. L’eroe che lancia avanti i suoi cavalli è un’immagine di vita e di fattuale ottimismo, nonostante i presagi di morte che le fanno da sfondo.

Inserisci qui il titolo dell'appunto
Hai bisogno di aiuto in Iliade?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email