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Eneide: Eurialo e Niso


Nel IX libro dell’Eneide, Virgilio narra la drammatica storia di due amici guerrieri troiani, rimasti legati dal loro rapporto di amicizia fino alla morte: Eurialo e Niso.
Enea si è recato in Etruria e nel frattempo l’accampamento troiano viene attaccato dal popolo dei Rutuli. Durante gli scontri, le vie di fuga troiane vengono distrutte e il popolo nemico va a festeggiare prima della battaglia. Eurialo e Niso sono due combattenti giovani e valorosi. Niso ha l’idea di attraversare l’accampamento nemico per avvisare Enea dell’accaduto. Gli anziani accettano e i due partono. Però, trovatisi in mezzo all’accampamento nemico, decidono di compiere un massacro e si danno alla fuga. Ma Eurialo rimane affascinato dal ricco bottino e decide di portarlo con sé. Così i due iniziano a fuggire nella foresta, seguiti dai cavalieri latini. Eurialo, impacciato a causa del bottino, si perde e rimane indietro, mentre Niso riesce a fuggire. Il luccichio dell’elmo d’oro che Eurialo ha rubato attira l’attenzione dei nemici, che lo accerchiano. Niso, accortosi della mancanza dell’amico, torna sui suoi passi per cercarlo e lo vede accerchiato. Inizia a scagliare dei giavellotti, uccidendo alcuni nemici. Volcente, il capo dei latini, incolpa Eurialo della strage e lo trafigge. Niso si lancia nella mischia per aiutarlo, ma giunge troppo tardi e viene ucciso anche lui, cadendo sul corpo dell’amico.
Questo è uno tra i più drammatici e affascinanti passi dell’Eneide. Al suo interno vengono trattati molti temi, tra i quali il principale è l’amicizia.
Come possiamo ben capire, in questo passo il tema dominante è l’amicizia tra Eurialo e Niso. I due guerrieri sono legati da un rapporto che è profondissimo e molto forte. Entrambi sono disposti a dare la vita per l’altro ed è proprio questo quello che accade: Niso non lascia l’amico e pur di cercare di salvarlo a tutti i costi, rinuncia alla sua libertà, tornando indietro e rimanendo ucciso insieme a Eurialo. Il legame che si è instaurato tra i due è molto saldo e raggiunge il livello del sacrificio estremo della loro stessa vita. Questo rapporto di amicizia tragica e drammatica ricorre spesso nella poesia epica, è un topos, cioè un filone che si ripete. Ne è un esempio la philia tra Achille e Paride nell’Iliade. Il loro legame di amicizia era fortissimo e talvolta superava il concetto di sola amicizia. Un esempio chiaro dell’importanza di questo legame è la reazione di Achille alla morte di Paride: egli impazzisce e viene travolto da un sentimento di vendetta crudele e violenta. Una reazione simile ha Niso quando non vede più l’amico: egli inizia a preoccuparsi subito e viene pervaso da un sentimento di disperazione, per poi tornare sui suoi passi per cercarlo. Quando vede che sta per essere ucciso, scatena tutta la sua rabbia, scagliando dei giavellotti contro i nemici. Quando poi Eurialo viene ucciso, Niso si lancia nella mischia, cercando l’assassino dell’amico con gli occhi pieni di vendetta, ma viene trafitto e anch’egli muore con l’amico. La scena finale del passo esprime il loro legame di amicizia: Niso muore sul corpo di Eurialo e insieme “trovano l’eterno riposo nella placida morte”. Questa tragica fine rispecchia l’amara visione della guerra e della vita di Virgilio, dove gli eroi non trionfano, ma falliscono e rimangono uccisi, talvolta molto giovani.
Un altro tema legato ai personaggi è la loro baldanza giovanile. I due guerrieri sono giovani e quindi ancora inesperti. Il loro giovane entusiasmo, anche un po’ ingenuo e incosciente, li porta alla guerra, dove loro credono di trovare un’appagante realizzazione delle loro aspettative di vita, ma la morte li raggiunge prima e, quindi, la loro giovane esistenza viene cancellata molto presto. E questa morte prematura è proprio dovuta alla loro ingenuità. Infatti, Niso escogita il piano di passare per l’accampamento nemico per avvisare Enea, solo perché desidera essere ricordato nei secoli e avere una fama duratura, senza tener conto di tutti i pericoli. Il loro essere inesperti si rivela in alcuni particolari, che sono per loro fatali. Infatti, il desiderio di ricchezza di Eurialo lo porta a rubare il bottino, ma il luccichio dell’elmo d’oro attira verso di lui i nemici e porta alla disfatta dei due. Anche l’improvvisa idea di compiere un massacro nell’accampamento nemico è simbolo di ingenuità. I due si fanno prendere dall’entusiasmo e decidono di attaccare, senza tener conto che si tratta di combattere in due contro decine di uomini. Infatti, la disfatta è imminente ed entrambi rimangono uccisi. Però nonostante la loro immaturità e la loro giovinezza, essi si dimostrano molto coraggiosi e valorosi. Affrontano il pericolo e non hanno paura della morte. In modo particolar, Niso si dimostra audace e coraggioso. Il legame di amicizia con Eurialo gli fa vincere ogni paura, perfino quella della morte, e affronta i nemici, pur di salvarlo rischiando la vita. I due ragazzi rispecchiano l’ideale di guerriero, ovvero sempre pronto e coraggioso, abile di mente e che affronti ogni paura. Essi mirano alla gloria. Come ogni guerriero dell’epoca, la gloria era la meta che tutti cercavano di raggiungere. La loro paura maggiore non era la morte, bensì l’essere dimenticati, precipitare nell’oblio e, quindi, avere una breve esistenza. Cercavano di compiere delle gesta eroiche, come Eurialo e Niso, in modo che tutti si ricordassero di loro e che, quindi, non cadessero nell’oblio, ma il loro ricordo continuasse a vivere per l’eternità. Questa era la ricompensa migliore per ogni guerriero.
Perciò, in sostanza, nel passo i principali temi sono l’amicizia tra i due protagonisti, il loro essere giovani e inesperti, ma allo stesso tempo coraggiosi e la costante ricerca della gloria, della fama eterna.
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