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Un mondo epico e magico e la materia bretone


Un filone di grande e duraturo successo, e di profondo fascino, dell’epica medioevale è quello dei canti e dei poemi costruiti intorno alla materia bretone. Questi poemi – in lingua d’oil, cioè in francese antico – sono ambientati appunto in Britania o Bretagna: il nome indica la regione abitata anticamente dalla popolazione celtica dei Britanni, cioè l’arcipelago delle isole britanniche, costituito dalla Gran Bretagna o “isola maggiore”, dall’Irlanda, e da vari gruppi di piccole isole. Le avventure hanno per sfondo la corte di re Artù, il leggendario sovrano di stirpe celtica, religione cristiana e civiltà romana che tra il Vi e il VII secolo dal suo piccolo regno (comprendente l’Inghilterra meridionale e il Galles) si oppose all’invasione delle tribù germaniche dei Sassoni. Eroi dell’epica bretone sono i vassalli del re, un gruppo di eroici guerrieri, i cavalieri della Tavola rotonda: erano così chiamati perché, quando il re lì convocava a corte, si disponevano attorno a una tavola la cui forma rotonda simboleggiava la loro perfetta eguaglianza nell’ideale cavalleresco.
I poemi bretoni traggono la loro materia dalle antiche leggende celtiche che circolavano oralmente (la più antica redazione scritta risale all’XI secolo, ed è nota con il titolo Racconti gallesi del Mabinogion): vi avevano una parte centrale le tematiche dell’avventura, dell’amore, della magia. Una fonte importante per l’epica bretone sono anche due opere scritte in latino intorno al 1130 (Storia dei re della Britannia e Vita di Merlino) da Geoffroy di Monmuoth, un chierico al servizio di Enrico I di Inghilterra, che dà alle leggende celtiche una veste colta, secondo la tradizione della storiografia latina medioevale.
Questo patrimonio folclorico viene investito e profondamente modificato da modelli culturali che arrivano nelle isole britanniche dall’Europa continentale: la religione cristiana, con tutta la sua ricchezza di elaborazione simbolica e rituale, l’etica cavalleresca, con il nuovo ideale della cortesia, e infine un senso nuovo dell’amore come servizio a una donna, anch’esso elemento essenziale del mondo cortese.
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