Concetti Chiave
- L'epica medioevale bretone si concentra su canti e poemi ambientati nella Bretagna, legati alla figura leggendaria di re Artù e ai suoi cavalieri.
- I poemi attingono a antiche leggende celtiche, con la prima redazione scritta nota risalente all'XI secolo, evidenziando temi di avventura, amore e magia.
- Geoffroy di Monmuoth ha contribuito all'epica bretone, scrivendo opere in latino che hanno dato una dimensione colta alle leggende celtiche.
- La religione cristiana, l'etica cavalleresca e una nuova concezione dell'amore hanno influenzato profondamente il folklore bretone, arricchendolo di nuovi significati.
- I cavalieri della Tavola rotonda simboleggiano l'uguaglianza e l'ideale cavalleresco, rappresentando i vassalli di re Artù nella lotta contro le invasioni sassoni.
L'epica medioevale bretone
Un filone di grande e duraturo successo, e di profondo fascino, dell’epica medioevale è quello dei canti e dei poemi costruiti intorno alla materia bretone. Questi poemi – in lingua d’oil, cioè in francese antico – sono ambientati appunto in Britania o Bretagna: il nome indica la regione abitata anticamente dalla popolazione celtica dei Britanni, cioè l’arcipelago delle isole britanniche, costituito dalla Gran Bretagna o “isola maggiore”, dall’Irlanda, e da vari gruppi di piccole isole. Le avventure hanno per sfondo la corte di re Artù, il leggendario sovrano di stirpe celtica, religione cristiana e civiltà romana che tra il Vi e il VII secolo dal suo piccolo regno (comprendente l’Inghilterra meridionale e il Galles) si oppose all’invasione delle tribù germaniche dei Sassoni. Eroi dell’epica bretone sono i vassalli del re, un gruppo di eroici guerrieri, i cavalieri della Tavola rotonda: erano così chiamati perché, quando il re lì convocava a corte, si disponevano attorno a una tavola la cui forma rotonda simboleggiava la loro perfetta eguaglianza nell’ideale cavalleresco.
Le fonti dei poemi bretoni
I poemi bretoni traggono la loro materia dalle antiche leggende celtiche che circolavano oralmente (la più antica redazione scritta risale all’XI secolo, ed è nota con il titolo Racconti gallesi del Mabinogion): vi avevano una parte centrale le tematiche dell’avventura, dell’amore, della magia. Una fonte importante per l’epica bretone sono anche due opere scritte in latino intorno al 1130 (Storia dei re della Britannia e Vita di Merlino) da Geoffroy di Monmuoth, un chierico al servizio di Enrico I di Inghilterra, che dà alle leggende celtiche una veste colta, secondo la tradizione della storiografia latina medioevale.
Influenze culturali sull'epica bretone
Questo patrimonio folclorico viene investito e profondamente modificato da modelli culturali che arrivano nelle isole britanniche dall’Europa continentale: la religione cristiana, con tutta la sua ricchezza di elaborazione simbolica e rituale, l’etica cavalleresca, con il nuovo ideale della cortesia, e infine un senso nuovo dell’amore come servizio a una donna, anch’esso elemento essenziale del mondo cortese.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della corte di re Artù nell'epica medioevale bretone?
- Da quali fonti derivano i poemi bretoni?
- Quali influenze culturali hanno modificato l'epica bretone?
La corte di re Artù è il fulcro delle avventure nell'epica bretone, rappresentando un simbolo di eroismo e cavalleria, con i suoi vassalli, i cavalieri della Tavola rotonda, che incarnano l'ideale di eguaglianza e nobiltà (testo).
I poemi bretoni si basano su antiche leggende celtiche, con la prima redazione scritta risalente all'XI secolo nel "Mabinogion", e sono influenzati anche da opere latine come "Storia dei re della Britannia" e "Vita di Merlino" di Geoffroy di Monmuoth (testo).
L'epica bretone è stata profondamente influenzata dalla religione cristiana, dall'etica cavalleresca e da un nuovo concetto di amore, che ha arricchito il patrimonio folclorico con simbolismi e ideali di cortesia (testo).