Convitto Nazionale Statale Cicognini
Scuola Secondaria di I° grado
Anno scolastico 2012/13
“Sei ancora quello della pietra e della fionda,
Uomo del mio tempo.” S. Quasimodo
Alunno Giovanni Giorgetti
Classe III B 1
Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre. (A. Einstein)
Ho scelto questa frase di A. Einstein perché l’argomento su cui si baserà la mia tesina è il lancio della bomba atomica sulle città di Hiroshima e Nagasaki in Giappone.
Con questa affermazione lo scienziato ci fa capire quanto potrebbe essere distruttivo l’uso della bomba atomica in una probabile III guerra mondiale, poiché quasi tutti i paesi del mondo potrebbero utilizzarla.
Conseguentemente si raderebbe al suolo gran parte della società civilizzata che fa parte del nostro mondo.
Una possibile quarta guerra mondiale implicherebbe farla con le pietre poiché l’uomo, dopo aver raso al suolo il suo creato, dovrà ridursi a una guerra primitiva.
Metodo di lavoro utilizzato
Sono partito dallo studio della Seconda Guerra Mondiale, ponendo particolare attenzione all’intervento giapponese nella guerra, ma soprattutto, all’epilogo di questa, con il lancio delle due bombe atomiche sulle città nipponiche di Hiroshima e Nagasaki.
Ho cercato di tradurre questo argomento anche in tedesco.
Ho approfondito questi argomenti per capire come si sono svolti veramente i fatti; ma, soprattutto, ho voluto conoscere le cause e le conseguenze delle azioni dell’uomo con la speranza che in futuro si eviti di compiere gli stessi errori e, quindi mi è sembrato giusto collegarmi alla poesia di S. Quasimodo “Uomo del mio tempo”, perché il poeta afferma che l’uomo non è cambiato con il progresso e con le nuove conquiste scientifiche anzi è diventato ancora più violento. Quindi invita i giovani a non commettere gli stessi errori dei padri per costruire un mondo nuovo fondato sull’amore, il rispetto e la pace.
Di conseguenza ho approfondito l’argomento studiando la vita e le teorie di Gandhi sulla non violenza per quanto riguarda la lingua inglese.
Ho scelto di parlare del Giappone analizzandone il territorio, la popolazione e l’economia perché mio padre visita spesso questo paese per motivi di lavoro: io ne ho sentito parlare da quando sono piccolo ed ho avuto il piacere di incontrare amici giapponesi che mi hanno raccontato delle storie specialmente sul Monte Fuji, la montagna sacra, spesso raffigurata da molti artisti, il più noto tra questi è il pittore Hokusai, di cui ho approfondito lo studio per arte e immagine.
Una delle figure più affascinanti del Giappone è sicuramente la geisha, una tradizionale artista e intrattenitrice giapponese, abile nelle arti della musica, del canto e della danza. Le geishe erano molto comuni tra il XVIII e il XIX secolo, tanto che hanno ispirato molte opere: tra queste la Madama Butterfly di Puccini, che ho studiato per musica.
In Giappone si svolsero le Olimpiadi nel 1964 che furono importanti per diversi motivi tra i quali la scelta del tedoforo: il ragazzo che accese la fiamma olimpica era infatti il primo nato lo stesso giorno dello sgancio della bomba su Hiroshima. Ho trattato questo argomento per scienze motorie.
Il Giappone è una delle regioni più instabili della Terra con manifestazioni vulcaniche e sismiche, per cui ho approfondito le mie conoscenze per quanto riguarda vulcani e terremoti.
In particolare mi sono interessato al grave terremoto del 2011 che provocò uno tsunami e un disastro nucleare nella centrale di Fukushima approfondendo lo studio sulle centrali nucleari.
Ho sviluppato il percorso attraverso le seguenti relazioni:
- Italiano: “Uomo del mio tempo” di S. Quasimodo;
- Storia: intervento giapponese nella seconda guerra mondiale; bombe su Hiroshima e Nagasaki;
- Geografia: il Giappone, il Paese del Sol Levante.
- Scienze: vulcani e terremoti, il disastro di Fukushima;
- Tecnologia: centrali nucleari;
- Arte e immagine: Hokusai
- Inglese: Mahatma Gandhi
- Tedesco: Atombombe
- Musica: Madama Butterfly di Puccini;
- Scienze motorie: Olimpiadi di Tokyo del 1964.
Lo sgancio della bomba atomica
L’entrata in guerra del Giappone nella Seconda guerra Mondiale, fu un avvenimento molto significativo per la conclusione di essa; questo perché l’entrata in guerra dei giapponesi comportò quella degli Stati Uniti, in seguito all’attacco nipponico alla flotta navale statunitense nel porto di Pearl Harbor.
Gli USA, avrebbero poi avuto un ruolo decisivo nella risoluzione della guerra, con lo sgancio delle due bombe atomiche sulle città di Nagasaki e Hiroshima.
La Seconda Guerra Mondiale, combattuta in Europa dal 1° settembre 1939 all’8 maggio 1945, fu la più devastante per quanto riguarda le perdite umane e materiali; viene definita guerra totale perché occupò tutte le forze militari e civili e coinvolse molti Stati.
I principali contendenti furono: Gran Bretagna, Francia e U.S.A. (gli Alleati) da una parte e Germania, Italia e Giappone (Paesi dell’Asse, Roma, Berlino, Tokyo) dall’altra.
La guerra iniziò nel 1939, con l’invasione della Polonia da parte della Germania; la sua conclusione segnò l’inizio di un nuovo ordine mondiale, basato sulle due superpotenze vincitrici: gli U.S.A. e l’Unione Sovietica.
Nell’agosto del 1941 Winston Churchill, primo ministro inglese, e il presidente americano Roosevelt, avevano sottoscritto un trattato di solidarietà detto Carta Atlantica, senza che questo, però, comportasse l’entrata in guerra degli Stati Uniti. Questa era però molto vicina, infatti il Giappone, alleato della Germania, perseguiva da tempo il progetto di espandere il proprio dominio in Asia e nel Pacifico, mettendosi inevitabilmente contro gli Stati Uniti. Nel luglio del 1941 i giapponesi occuparono l’Indocina francese.
Il conflitto tra i due stati, scoppiò il 7 dicembre del 1941, quando una squadra di bombardieri giapponesi, bombardò la flotta americana nel porto di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii. I danni furono ingenti: vennero distrutte 85 navi, 7 corazzate e 250 aeroplani; i morti furono quasi 5000. Questo attacco sconvolse la popolazione, anche perché era la prima volta che il territorio statunitense veniva violato da un esercito straniero.
L’11 dicembre anche la Germania e l’Italia dichiararono guerra agli Stati Uniti.
I mesi successivi all’attacco di Pearl Harbor, videro uno straordinario successo delle forze giapponesi nella loro opera di espansione in Asia e nel Pacifico.
Nei primi mesi del 1942, gli Stati Uniti, lanciarono una poderosa controffensiva, che permise la riconquista di un’importante base militare in Oceania, dopo quasi due anni di combattimenti.
Il 7 maggio, dopo lo sbarco degli alleati in Normandia, la Germania si arrese senza condizioni; la guerra in Europa era finita, ma a continuare i combattimenti rimaneva ancora il Giappone, che opponeva una tenacissima resistenza alla controffensiva delle forze aeronavali americane.
Gli Americani avevano espulso i Giapponesi da tutte le zone occupate e avevano distrutto la loro flotta togliendo all’impero del Sol Levante ogni possibilità di vittoria.
Contro ogni logica, tuttavia, il governo giapponese animato da un esasperato senso dell’onore, resisteva. Anzi mandava a schiantarsi contro le navi americane con i loro aerei pieni di bombe e i suoi piloti migliori, i kamikaze ovvero “vento divino”, e non si curava delle centinaia di migliaia di morti provocati dai bombardamenti americani sulle città. Tutto faceva prevedere che l’inutile massacro di entrambi i contendenti sarebbe durato ancora molti mesi.
Nel frattempo, il 12 aprile 1945, il presidente americano Roosevelt, era morto e gli era succeduto il vicepresidente Harry Truman, che decise di sconfiggere definitivamente il Giappone, utilizzando una nuova arma potentissima: la bomba atomica.
Nel 1939, alcuni scienziati che lavoravano per il governo statunitense persuasero Albert Einstein a scrivere una lettera al presidente Roosevelt per informarlo del fatto che c’era la possibilità di costruire una bomba utilizzando il principio della fissione ed era anche probabile che il governo tedesco avesse già disposto delle ricerche in materia.
Il governo americano cominciò così a interessarsi seriamente alla questione e, poco tempo dopo questo passaggio di informazioni, si iniziò a lavorare seriamente al “Progetto Manhattan” il cui obiettivo principale fu proprio quello di condurre ricerche in merito alla produzione della bomba atomica.
Ci vollero 6 anni – dal 1939 al 1945- e qualcosa come due miliardi di dollari - per arrivare alla realizzazione dell’obiettivo. Uno dei principali artefici fu Mr. Oppenheimer, lo scienziato che curò tutte le fasi di progettazione e costruzione dell’ordigno.
I primi test vennero condotti al Trinity Site, nel New Mexico, il 16 luglio del 1945. “The Gadget”, questo il nome in codice della prima bomba al plutonio, fu fatta esplodere nel deserto americano ed è considerata l’inizio dell’era delle armi nucleari.
Dieci giorni dopo, il 26 luglio 1945, il presidente Truman, il primo ministro inglese Churchill, e il presidente cinese, firmarono la Dichiarazione di Potsdam nella quale si esponevano le condizioni per la resa giapponese. Il testo della dichiarazione iniziava dicendo che se il Giappone non si fosse arreso sarebbe andato incontro ad una “rapida e totale distruzione”.
Truman inviò al Giappone l’ultimatum nel quale minacciava la distruzione totale del Paese se l’esercito non si fosse arreso. L’ultimatum, fu respinto e gli Stati Uniti, ottenuto il consenso di Stalin, presero la gravissima decisione di sganciare su due città giapponesi le bombe nucleari.
Il 6 agosto 1945 un bombardiere B-29 chiamato Enola Gay, si diresse verso la città di Hiroshima, in Giappone. Hiroshima era un importante centro militare con 43.000 soldati e 300.000 civili residenti. Alle 08:15 la bomba all’uranio chiamata “Little Boy” venne sganciata sulla città ed esplose con una deflagrazione pari a 15.000 tonnellate di TNT.
A sganciare la bomba atomica, fu Thomas Wilson Farebee.
Fu questione di un attimo, per molti abitanti appena il tempo di percepire l’immenso lampo luminoso. Nella zona dell’ipocentro la temperatura balzò in meno di un decimo di secondo a 3000-5000-50.000- 800.000 °C. Ogni forma di vita nel raggio di ottocento metri svanì in seguito all’evaporazione dovuta al tremendo calore. Coloro che si trovavano vicino al luogo dell’esplosione morirono all’istante. L’innalzamento istantaneo della temperatura di migliaia di gradi ebbe l’effetto di vaporizzare letteralmente i corpi, lasciando come unica traccia ombre sui muri e sull’asfalto. Dei 245.000 abitanti di Hiroshima, quasi 100.000 erano morti o erano stati mortalmente feriti all’istante dell’esplosione. Altri 100.000 erano feriti gravemente e solo pochi sopravvissero nei giorni successivi all’esplosione.
Il 9 agosto 1945 un altro bombardiere B-29 sganciò una seconda bomba atomica sul Giappone. Soprannominata “Fat Man”, questa bomba al plutonio mancò il suo obiettivo di mezzo miglio a causa delle nubi, ma riuscì comunque a colpire Nagasaki, centro industriale del Giappone.
La bomba esplose con una forza maggiore di oltre il 40% di quella di Hiroshima, tuttavia le colline della città e la sua disposizione geografica agirono in parte come scudo limitando gli effetti della detonazione e delle radiazioni. Nel raggio di un km, comunque, morirono all’istante uomini e animali: la stima parla di 40 mila morti immediati e 60 mila feriti. Nel gennaio del 1946 il numero dei morti salì a 70 mila e c’è chi dice sia raddoppiato nei 5 anni successivi.
Dopo l’attacco su Nagasaki, l’imperatore del Giappone Hirohito costrinse i capi militari ad arrendersi alle forze nemiche e, il 15 agosto 1945, lo rese noto alla nazione con un comunicato radio diffuso in tutto il paese.
Il 2 settembre, la cerimonia di resa si consumò sul ponte della nave della marina statunitense Missouri.
Con questo atto si concluse ufficialmente la Seconda Guerra Mondiale.
Atombomben im 2. Weltkrieg
Atompilz über der Stadt Nagasaki.
Es war am 6. August im Jahr 1945, als die Amerikaner das erste Mal, eine Atombombe im Krieg eingesetzt haben.
Die Atombombe ist über der Stadt Hiroshima explodiert und hat die Stadt in nur wenigen Sekunden in Schutt und Asche verwandelt.
Nur drei Tage später haben die Amerikaner wieder eine Atombombe abgeworfen.
Sie trifft die Stadt Nagasaki.
Es kamen ca. 80.000 Menschen ums Leben, davon 20 000 japanische Soldaten.
Leider waren die Auswirkungen auch viele Jahre danach noch zu spüren.
Menschen leiden an den Folgen der Verstrahlung, werden krank und sterben, auch noch viele Generationen nach dem Abwurf der Atombombe.
Noch bis heute gibt es Menschen, die an den Strahlungen erkranken und so steigt die Anzahl der Opfer auf offiziell 242.000 Tote.
Atombomben sollen nie wieder eingesetzt werden und die Friedensbewegungen haben sich in vielen Länder, gegen Atombomben, stark gemacht.
Atombomben wurden auf die Städte Hiroshima und Nagasaki abgeworfen.
Die Städte wurden in nur wenigen Sekunden in Schutt und Asche verwandelt.
Auch Generationen nach dem Abwurf sterben und leiden viele Menschen an den Folgen der Strahlungen.
Dieser Kuppelbau ist das einzige Gebäude, der als Ruine bleibt und wird heute „Atombombenkugel“ genannt.
Uomo del mio tempo
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t’ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
S. Quasimodo
Una delle poesie che più rispecchia la crudeltà della guerra è “Uomo del mio tempo”. Ho scelto questa poesia perché mi ricorda un po’ il messaggio della frase di A. Einstein.
Quasimodo con l’espressione “uomo del mio tempo” vuole indicare tutti gli uomini di oggi. Subito dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, il poeta vuole parlare a tutti gli uomini. Nel corso dei secoli, il progresso, invece che civiltà, ha portato strumenti di morte sempre più feroci: dalla pietra e dalla fionda si è passati alle forche, alle macchine di tortura, ai carri armati e agli aerei da guerra. La scienza decisa a sterminare, senza amore, senza Cristo, ha sempre ucciso come i suoi antenati uccisero gli animali che videro l’uomo per la prima volta. E il sangue che si versa ancor oggi è come il sangue di Abele, che Caino portò nei campi, per ucciderlo. La voce di Caino giunge, quindi, fino a noi, come un’eco di morte che non vuol spegnersi dentro la nostra giornata. Quasimodo, rivolgendosi direttamente alle nuove generazioni, le invita a dimenticare gli atroci insegnamenti delle persone che le hanno precedute lasciando una maledizione. Le loro tombe devono affondare nella cenere, gli uccelli neri, il vento, devono coprire il loro cuore.
È questo che Salvatore Quasimodo vuole esprimere con la sua poesia.
Questa poesia è molto significativa in quanto il poeta rivolge un sereno invito a tutti gli uomini del suo tempo, affinché non commettano gli stessi tragici errori dei padri.
Scritta dopo la fine della II guerra mondiale, questa poesia può essere vista come un messaggio, un appello alle nuove generazioni affinché non debbano mai più sopportare l’orrore e l’insensatezza dei conflitti fra i popoli. E’ un richiamo ai giovani, perché possano imparare dal passato a non commettere gli errori che, da Caino in poi, portano gli uomini a combattere fra loro e ad uccidersi.
L’uomo del mio tempo, di cui parla Quasimodo, rappresenta l’uomo moderno, l’uomo che ha perso l’amore verso i propri fratelli e che si lascia guidare solo da passioni primitive.
L’uomo è ancora, sotto certi aspetti, quello primitivo, quello delle caverne -della pietra e della fionda -: la stessa violenza assassina guida le sue azioni.
Rispetto all’uomo primitivo ha solo inventato strumenti di distruzione e di sangue più efficienti, più efficaci, più sofisticati, più “intelligenti”.
Il progresso della scienza, infatti, sembra aver solo contribuito a perfezionare le armi che portano la morte: dalle fionde si è passati ai carri armati - carro di fuoco- e agli aerei - carlinga con le ali maligne -, ma di fatto nulla è cambiato: ancora oggi si scatenano terribili conflitti per il folle volere di alcuni, senza rispetto per tutte le vite che saranno perdute in nome della guerra. L’uomo del nostro tempo ha perso valori fondamentali come la solidarietà e la fratellanza. E’ un uomo del tutto simile a Caino che ha ucciso il proprio fratello dopo averlo attirato in un campo.
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Introduzione tesina sulle stragi di Hiroshima e Nagasaki
Ho scelto questa frase di A. Einstein perché l’argomento su cui si baserà la mia tesina è il lancio della bomba atomica sulle città di Hiroshima e Nagasaki in Giappone. Con questa affermazione lo scienziato ci fa capire quanto potrebbe essere distruttivo l’uso della bomba atomica in una probabile III guerra mondiale, poiché quasi tutti i paesi del mondo potrebbero utilizzarla. Conseguentemente si raderebbe al suolo gran parte della società civilizzata che fa parte del nostro mondo. Una possibile quarta guerra mondiale implicherebbe farla con le pietre poiché l’uomo, dopo aver raso al suolo il suo creato, dovrà ridursi a una guerra primitiva.
Nella mia tesina di terza media sono partito dallo studio della Seconda Guerra Mondiale, ponendo particolare attenzione all’intervento giapponese nella guerra, ma soprattutto all’epilogo di questa, con il lancio delle due bombe atomiche sulle città nipponiche di Hiroshima e Nagasaki. Ho cercato di tradurre questo argomento anche in tedesco.
Ho approfondito questi argomenti per capire come si sono svolti veramente i fatti; ma soprattutto ho voluto conoscere le cause e le conseguenze delle azioni dell’uomo con la speranza che in futuro si eviti di compiere gli stessi errori e, quindi, mi è sembrato giusto collegarmi alla poesia di Salvatore Quasimodo, “Uomo del mio tempo”, perché il poeta afferma che l’uomo non è cambiato con il progresso e con le nuove conquiste scientifiche, anzi è diventato ancora più violento. Quindi invita i giovani a non commettere gli stessi errori dei padri per costruire un mondo nuovo fondato sull’amore, il rispetto e la pace.
Di conseguenza, nella tesina, ho approfondito l’argomento studiando la vita e le teorie di Gandhi sulla non violenza per quanto riguarda la lingua inglese.
Ho scelto di parlare del Giappone, analizzandone il territorio, la popolazione e l’economia perché mio padre visita spesso questo paese per motivi di lavoro: io ne ho sentito parlare da quando sono piccolo ed ho avuto il piacere di incontrare amici giapponesi che mi hanno raccontato delle storie specialmente sul Monte Fuji, la montagna sacra, spesso raffigurata da molti artisti, il più noto tra questi è il pittore Hokusai, di cui ho approfondito lo studio per arte e immagine. Una delle figure più affascinanti del Giappone è sicuramente la geisha, una tradizionale artista e intrattenitrice giapponese, abile nelle arti della musica, del canto e della danza. Le geishe erano molto comuni tra il XVIII e il XIX secolo, tanto che hanno ispirato molte opere: tra queste la Madama Butterfly di Puccini, che ho studiato per musica. In Giappone si svolsero le Olimpiadi nel 1964 che furono importanti per diversi motivi tra i quali la scelta del tedoforo: il ragazzo che accese la fiamma olimpica era infatti il primo nato lo stesso giorno dello sgancio della bomba su Hiroshima. Ho trattato questo argomento per Scienze motorie. Il Giappone è una delle regioni più instabili della Terra con manifestazioni vulcaniche e sismiche, per cui ho approfondito le mie conoscenze per quanto riguarda vulcani e terremoti.
In particolare mi sono interessato al grave terremoto del 2011 che provocò uno tsunami e un disastro nucleare nella centrale di Fukushima, approfondendo lo studio sulle centrali nucleari.
Collegamenti
Tesina sulle stragi di Hiroshima e Nagasaki
- Italiano - “Uomo del mio tempo”, Salvatore Quasimodo.
- Storia - Le bombe su Hiroshima e Nagasaki.
- Geografia - Il Giappone, il Paese del Sol Levante.
- Scienze - I vulcani e i terremoti; il disastro di Fukushima.
- Tecnologia - Le centrali nucleari.
- Arte e immagine - Hokusai.
- Inglese - Mahatma Gandhi.
- Tedesco - Le autombombe.
- Musica - Madama Butterfly di Giacomo Puccini.
- Scienze motorie - Le Olimpiadi di Tokyo del 1964.