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“ C'è vero progresso solo quando i
vantaggi di una nuova tecnologia sono
a disposizione di tutti. ” Henry Ford Paolo Simonazzi, 5C
A.S. 2007/2008
Indice:
Mappa concettuale……………………………………………………………………………… 3
Storia: La seconda rivoluzione industriale ...…………………………………………………... 4
o
Fisica: Elettricità ………………………………………………………………………………. 5
o I primi impieghi dell’elettricità ………………………………………………………... 6
o
Filosofia:
Positivismo …………………………………………………………………………….. 8
o Auguste Comte ………………………………………………………………………… 8
o
Francese:
Il Naturalismo ……………………………………………………………………….... 10
o
Italiano:
Il Verismo …………………………………………………………………………….. 11
o Verga………………………………………………………………………………...... 11
o
Storia dell’arte:
Il Futurismo …………………………………………………………………………… 13
o Boccioni ……………………………………………………………………………..... 13
o Balla …………………………………………………………………………………... 14
o Carrà …………………………………………………………………………………... 14
o
Latino: Seneca …………………………………………………………………………………. 15
o
Scienze della terra:
Tappe fondamentali dell'evoluzione di una stella: il diagramma H-R ………………... 16
o Le stelle nascono e invecchiano: dalle nebulose alle giganti rosse …………………… 17
o Morte di una stella: nane bianche, stelle di neutroni e buchi neri …………………….. 17
o
Bibliografia ……………………………………………………………………………………. 19
Sitografia …………………………………………………………………………………….... 19
Storia
La seconda rivoluzione industriale:
Tra il 1870 e il 1914 l’Europa conobbe un lungo periodo di pace durante il quale affrontò le
trasformazioni più grandi di tutta la sua storia.
L’intenso sviluppo economico e tecnologico, in particolare l’applicazione su vasta scala
dell’elettricità, fu alla base della crescita delle grandi industrie, che per competere sul mercato
spesso attuarono fusioni di portata tale da determinare concentrazioni monopolistiche (i trust o
cartelli).
Tutti i settori subirono grossi mutamenti dovuti al rapido rinnovamento tecnico e aumentarono
notevolmente la produzione di beni. La crescita straordinaria e l’espandersi del processo di
industrializzazione in quasi tutta l’Europa ebbero nella rivoluzione dei trasporti un fattore
determinante;
Date la complessità e l’onerosità di tale sistema, gli Stati intervennero sempre più spesso per
indirizzare lo sviluppo – il numero delle persone impiegate al servizio dello stato crebbe fino a
influire in modo determinante sulla formazione di un nuovo settore economico, il terziario – e i
mutamenti sociali da esso determinati.
Gli effetti dello sviluppo si avvertirono anche nella vita quotidiana: una popolazione in continuo
aumento in quanto le città si estesero a dismisura e l’agricoltura migliorò nella quantità e nella
differenziazione delle colture grazie agli apporti della scienza e della tecnica. Non ci furono più crisi
alimentari, le attività agricole si collegarono con quelle industriali e commerciali, il reddito nazionale
aumentò, si sviluppò rapidamente un commercio internazionale di dimensioni mai raggiunte prima.
La rivoluzione industriale e i progressi tecnici del XIX secolo inoltre rafforzarono e approfondirono il
predominio mondiale che l’Europa deteneva dal Cinquecento, fornendole nuovi strumenti – la nave
a vapore, la ferrovia, nuove armi da fuoco – e nuove motivazioni.
La necessità di materie prime, dovuta allo sviluppo delle capacità produttive dell’industria, e quella
dei mercati di sbocco per merci prodotte indussero molti in Europa a ritenere che il benessere
nazionale richiedesse la creazione di imperi coloniali destinati a divenire mercati riservati. Inoltre i
sempre più presenti sentimenti nazionalistici spingevano nella medesima direzione.
Per quanto riguarda la politica interna degli stati europei, il liberismo fu affiancato da due sue
alternative: la democrazia e l’autoritarismo. La democrazia si manifestò nel coinvolgimento delle
grandi masse popolari nella cittadinanza politica, con l’allargamento impetuoso del suffragio, nel
raggiungimento dei primi obbiettivi di sicurezza sociale, nel riconoscimento dei sindacati e nella
creazione dei primi grandi partiti di massa.
L’autoritarismo, che si diete strumenti ideologici forti quali il razzismo, il nazionalismo e il mito dello
“spazio vitale” da conquistare con la forza, si manifestò nell’imperialismo.
Fisica
Elettricità
La parola elettricità deriva dal greco elektron, che vuol dire ambra. In effetti, più di duemila anni fa,
i Greci erano rimasti colpiti dalle caratteristiche dell'ambra, una resina prodotta da alcuni alberi e
induritasi col tempo. Questa dopo essere stata strofinata con un panno di lana, acquista infatti la
proprietà di attrarre corpi leggeri (pezzetti di paglia, piccoli semi) che si trovano nelle sue
immediate vicinanze.
L'elettricità è responsabile di ben noti fenomeni fisici come il fulmine o l'elettrizzazione, e
rappresenta l'elemento essenziale di alcune applicazioni industriali come l'elettronica e
l'elettrotecnica. Divenuta contemporaneamente il più diffuso mezzo di trasporto per l'energia è
ormai il simbolo del mondo moderno: illumina le abitazioni, fa funzionare le fabbriche e rende vicini
i popoli più lontani.
La carica elettrica è una di quelle entità che può essere misurata, pesata ed utilizzata, ma non può
essere definita in termini facilmente comprensibili, perché, come per lo spazio, il tempo e la massa,
non è facile darne una esauriente definizione.
Forse il modo migliore di definirla è di osservarne gli effetti: un oggetto dotato di una carica
elettrica esercita una forza a una certa distanza su un altro oggetto avente una carica elettrica.
Contrariamente alla forza di gravità, la quale fa sì che un oggetto ne attragga un altro, gli oggetti
con una carica elettrica possono sia attrarsi sia respingersi l'un l'altro.
Per convenzione dunque sono stati definiti due diversi tipi di carica elettrica; il primo di questi è
denominato carica positiva o carica +, ed è associato al nucleo dell’atomo. Il secondo è la carica
negativa o -, ed è proprio di tutti gli elettroni che circondano il nucleo dell'atomo. In generale, la
carica positiva del nucleo è esattamente uguale alla somma delle cariche negative degli elettroni
che lo circondano.
Il verso delle forze, che agiscono tra gli oggetti aventi una carica elettrica, dipende dal tipo di carica
su questi oggetti. Ad esempio, se due oggetti hanno lo stesso tipo di carica, siano entrambi positivi
o entrambi negativi, gli oggetti si respingono. Quando i due oggetti hanno carica opposta, essi si
attraggono l'uno con l'altro.
La carica netta prodotta in un processo è sempre zero poiché secondo la legge di conservazione
della carica elettrica in un sistema chiuso, la somma algebrica delle cariche positive e negative si
mantiene costante nel tempo, perciò ogniqualvolta si produce una carica di un certo segno se ne
forma un’uguale quantità del