Tesina sulla morte dell'arte nell'età della tecnica

Tesina maturità liceo classico sulla morte dell'arte nell'età della tecnica. Argomenti tesina di maturità: Martin Heidegger, Montale e l'arte moderna.

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  • 18-06-2013
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Sintesi Tesina sulla morte dell'arte nell'età della tecnica

Questa tesina di maturità si pone l’obiettivo di tracciare un quadro, sebbene parziale e privo di ogni pretesa di esaustività, dello stato dell’esperienza artistica in relazione e sullo sfondo storico della tecnica, così come è stata acutamente delineata dal filosofo tedesco Martin Heidegger. La prima parte della tesina è dedicata al chiarimento del significato che la tecnica assume in Heidegger, il quale fornisce una spiegazione di tecnica che non si riduce alla pura strumentalità dell’apparato tecnico, ma assume i caratteri fondanti del pensiero metafisico. La tecnica, nella visione heideggeriana, rappresenta l’ultima risposta che l’uomo dà alla domanda fondamentale della metafisica: perché l’ente piuttosto che il nulla? Questa risposta è però tragica perché se da un lato si presenta come la più efficace dal momento che realizza il dominio dell’uomo sull’ente, dall’altro rappresenta il compimento ultimo della metafisica occidentale, come oblio dell’essere. Sin da Platone l’occidente ha cercato di ‘’ontificare’’ l’essere, e questo tentativo nasconde la volontà da parte dell’uomodi assicurarsi il dominio sull’accadere dell’ente. La tecnica ha realizzato tale dominio con la razionalizzazione del mondo tutto supportato dalla tecnologia avanzata e dalle scienze applicate. Ma come rimprovera Heidegger «ciò che l’uomo nella sua essenza èl’ingannevole convinzione che attraverso la produzione, la trasformazione, l’accumulazione il governo e il governo delle energie naturali, l’uomo possa rendere agevole a tutti e in genere felice la situazione umana».
Dietro questa volontà di dominio non è impossibile scorgere la volontà dell’uomo di esorcizzare il nulla e con questo la debolezza estrema dell’uomo odierno, il quale venendo meno al problema della morte e non realizzandosi così nel proprio Dasein, nasconde in casa l’ «ospite inquietante» del nichilismo. Il senso dell’essere consiste invece in questo accadere dell’ente che sporgendo dal nulla si rivela come non-nascondimento, e quindi seguendo l’etimo della parola greca ἀλήθεια, come verità. Recuperare il senso dell’essere, pensato come «evento» significa recuperare soprattutto il senso dell’uomo e fare i conti con il nulla. Presso i greci il linguaggio poetico era la forza stessa del linguaggio metafisico (della metafisica autentica). Oggi la tecnica ha indebolito l’arte fino a farla svanire. Ma resta ancora qualcosa da sperare, l’arte continua ad essere quel luogo privilegiato nel quale si verifica l’incontro dell’uomo con l’essere, e ai «poeti» è affidato il compito più rischioso ma salvifico di incamminarsi sulle tracce dell’essere. Il linguaggio poetico sarebbe, infatti, secondo Heidegger, totalmente al di fuori del linguaggio, e quindi del pensiero tecnico, scientifico, filosofico e metafisico, e quindi avrebbe in sé la forza di far riconoscere agli uomini la loro condizione di indigenza, di «mancanza di fondamento».
Collegamenti
Tesina sulla morte dell'arte nell'età della tecnica

Filosofia: Thomas Heidegger.
Italiano: Eugenio Montale.
Storia dell'arte: L'arte moderna.
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