Estratto del documento

“La memoria può cambiare la forma di una stanza, il colore di una macchina. I ricordi possono essere distorti, sono una nostra interpretazione. Essi non sono la realtà, sono irrilevanti rispetto ai fatti.”

(Tratto dal film “Memento” di Christopher Nolan)

La memoria

Denisa Kola

5^B IGEA

I.I.S G. Vallauri

A.S. 2012/2013 1

Indice

1. Memoria e psicologia

1.1. Processi legati alla memoria

1.2. Struttura della memoria

1.2.1. La teoria del multiprocesso

1.2.2. La profondità di elaborazione

1.3. L’oblio

1.4. Le mnemotecniche

1.5. Ricordare secondo Erich Fromm

1.6. Carattere ricostruttivo della memoria

2. La memoria: strumento individuale e sociale

2.1. Memoria storica

2.2. Memoria collettiva e oblio collettivo

2.3. Memoria collettiva ed identità individuale

2.4. Memoria e diritto

3. Alle radici del Decadentismo: riflessioni sulla memoria

3.1. Sigmund Freud: gli elementi rimossi

3.2. Henri Bergson: la memoria pura

4. Memoria e letteratura

4.1. Giacomo Leopardi

4.2. Giovanni Pascoli

4.3. Marcel Proust

4.4. Giuseppe Ungaretti

4.5. Eugenio Montale

4.6. Neorealismo e memoria

5. Memoria e pittura

5.1. Salvator Dalì: La persistenza della memoria

5.2. René Magritte: La mémoire

6. Il cinema e l’elaborazione della memoria collettiva

7. Memoria nella musica 2

La memoria

Ho deciso di elaborare una tesina sulla memoria in quanto si tratta di un tema che riguarda ogni periodo storico, società e cultura. La memoria può assumere diverse forme e definizioni, interessa diversi ambiti, come quello psichico, storico, sociale ed è stato soggetto di riflessione e ispirazione in tutti i campi dell’arte.

1. Memoria e psicologia

1.1. Processi legati alla memoria

La memoria è quella funzione psichica in grado di immagazzinare, ritenere e richiamare informazioni apprese durante l’esperienza.

I tre processi fondamentali legati alla memoria (detta anche funzione mneistica) sono:

  • La codifica: si riferisce al metodo di immagazzinamento dell’informazione nel sistema.
  • La ritenzione: riguarda le modalità di conservazione dell’informazione.
  • Il recupero: corrisponde alla capacità di riconoscere e ricordare un’informazione in un secondo tempo. Esso può avvenire attraverso due processi: il riconoscimento e la rievocazione. Il primo metodo consiste nel recuperare informazioni mediante il riconoscimento di elementi precedentemente codificati. La rievocazione consiste nella ripetizione del materiale memorizzato. Può essere seriale, libera o guidata.

La rievocazione seriale è la più complessa poiché il soggetto deve recuperare le informazioni nell’ordine in cui le ha apprese. Quella libera non pone vincoli al recupero. Nella rievocazione guidata vengono forniti degli indizi utili per recuperare il materiale da ricordare. Gli studi sulla rievocazione hanno evidenziato che le prime e ultime parole di una lista vengono ricordate meglio (effetti di primacy e recency). Elemento chiave per facilitare il recupero è la distribuzione dell’esercizio, cioè il frazionamento dello studio del materiale in più sessioni in modo tale da semplificare la rievocazione e determinare prestazioni migliori rispetto allo studio massivo.

  • Un altro processo, correlato ai precedenti, è il riapprendimento che consiste nel recupero di informazioni che sembravano essere dimenticate. Questa fase è in genere più breve rispetto all’apprendimento generale.

1.2. Struttura della memoria

1.2.1. La teoria del multiprocesso

Secondo la teoria di Atkinson e Shiffrin (1968) del multiprocesso della memoria, essa non è un sistema unico, ma è caratterizzata da molteplici processi, ognuno con le proprie caratteristiche. Vengono distinti tre tipi di memoria: memoria sensoriale, memoria a breve termine e memoria a lungo termine.

Memoria sensoriale: è quella che ci permette di mantenere un’informazione “sensoriale” (visiva, uditiva, olfattiva, tattile) per un breve periodo (uno o due secondi). Il registro sensoriale è suddiviso al suo interno in una parte di memoria iconica, che si riferisce alla capacità di ritenere per periodi molto brevi informazioni codificate in maniera visiva, e una di memoria ecoica, che si riferisce a stimolazioni uditive. Entrambi questi sottosistemi hanno un’elevata capacità (con un “colpo d’occhio”, ad esempio, possiamo cogliere molti particolari) ma anche un rapidissimo decadimento.

Memoria a breve termine: permette di trattenere l’informazione per un periodo breve (30 secondi circa) ma prolungabile grazie a un processo di rehearsal, reiterazione, o ripetizione silente di ciò che interessa mantenere. La reiterazione è anche la condizione fondamentale che permette il trasferimento dell’informazione dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Un buon esempio del funzionamento della MBT può essere dato dalla memorizzazione dei numeri telefonici: se ci limitiamo a leggere il numero sull’agenda e comporlo sulla tastiera del telefono esso resterà nella nostra memoria solamente per pochi secondi. Se invece, dopo averlo letto, ci troviamo nella necessità di conservarlo in memoria per un maggior lasso di tempo (ad esempio perché il telefono su cui comporlo si trova in un’altra stanza) una maniera efficace per impedire lo svanire dell’informazione è proprio quella di ripetere silenziosamente le cifre che compongono il numero.

Memoria a lungo termine: è invece quella parte del sistema che ci permette di immagazzinare più informazioni e di trattenerle più a lungo, in alcuni casi per sempre. La MLT, a differenza delle altre parti del sistema che abbiamo appena descritto, più che alla forma con cui l’informazione in ingresso è stata codificata, presta attenzione al significato dell’informazione stessa. La memoria a lungo termine è suddivisa in memoria esplicita o dichiarativa e memoria implicita o non dichiarativa.

  • La memoria esplicita o dichiarativa è quella di cui siamo coscienti. Possiamo ricordare il nome delle cose, delle persone, di un luogo che abbiamo visitato. Sono cioè delle informazioni che riguardano fatti o situazioni che ci sono capitati durante la nostra vita, di cui siamo coscienti e che possiamo esplicitare in qualsiasi momento.

La memoria esplicita o dichiarativa comprende tutto ciò che può essere descritto consapevolmente e si divide in: episodica, semantica ed emozionale.

La memoria episodica riguarda il ricordo di fatti della vita personale, la memoria semantica comprende le nostre conoscenze.

La memoria emozionale è data dal ricordo degli eventi che ci hanno colpito emotivamente e che riusciamo a descrivere (la nascita del proprio figlio, un lutto).

Si può quindi dire che la memoria semantica costituisce il nostro biglietto culturale. Quella episodica è invece la memoria autobiografica, quella che ci consente di ricostruire un passato individuale. È l’insieme di tutti i fatti che ci ricordiamo che hanno fatto parte del nostro vivere quotidiano in passato e che formano in un certo senso la nostra personalità.

  • La memoria implicita o non dichiarativa consiste in quella forma di memoria a cui non possiamo accedere consapevolmente. Non siamo in grado di raccontare a qualcun altro un’esperienza sensoriale o motoria che viene immagazzinata in questa forma di memoria. Per esempio, una forma di memoria implicita è quella che viene conservata nel neocerebello nel momento in cui si impara a scrivere o si impara ad eseguire un movimento sofisticato. Al momento di eseguire nuovamente quel movimento non dovremo ripetere tutto l’iter che ci ha portato ad impararlo per poi finalmente eseguirlo, ma automaticamente andiamo a reclutare quei circuiti neuronali, corticali e cerebellari, che ci consentono di eseguire quel determinato movimento.

La memoria implicita si collega ad esperienze non coscienti né verbalizzabili. Essa riguarda la memoria per diversi apprendimenti come:

Priming

a) Il priming inteso come abilità di un soggetto di identificare un oggetto visivamente o uditivamente come il risultato di una precedente esposizione anche se subliminare rispetto al livello di coscienza.

Memoria procedurale

b) La memoria procedurale, che consiste nella memoria per esperienze motorie e cognitive, come ad esempio i movimenti necessari per determinati sport o per suonare degli strumenti e la memoria per numerosi altri eventi quotidiani che vengono compiuti automaticamente senza che essi raggiungano il livello di coscienza. La memoria procedurale, oltre alle abilità motorie, comprende abilità percettive (per esempio riconoscere i volti, le espressioni del viso e il modo di camminare delle persone) e cognitive (per esempio, una persona che conosce bene la sua città, sa percorrere in modo automatico il tragitto, anche se complesso, per tornare a casa).

Memoria emotiva affettiva

c) La memoria emotiva ed affettiva, che comprende la memoria per le prime relazioni del bambino con l’ambiente in cui nasce e in particolare con la madre. In questo tipo di memoria possono essere immagazzinate anche le esperienze sensoriali che provengono dall’ambiente esterno e che il neonato percepisce e memorizza.

  • Un tipo di memoria che possiamo definire al confine tra esplicita ed implicita è quella legata alle funzioni della corteccia orbito-frontale che costituisce la parte inferiore del lobo frontale in entrambi gli emisferi. Quest’area modula il processo decisionale in base al contesto. Essa infatti inibisce le risposte inappropriate e seleziona le risposte contestualmente ed emotivamente appropriate. Tale area è responsabile quindi del comportamento morale in seguito all’acquisizione delle regole sociali. Le sue funzioni si completano man mano che vengono acquisite le modalità di comportamento che variano da cultura a cultura.

Possiamo definirla al confine poiché noi possiamo valutare coscientemente il nostro comportamento. Ma quasi sempre il nostro modo di porci rispetto agli altri, il nostro modo di interagire si svolge in maniera non cosciente. La corteccia orbito-frontale valuta in ogni momento che il nostro comportamento sia adeguato al contesto.

1.2.2. La profondità di elaborazione (di Craick e Lockhart, 1972)

È un’alternativa alla teoria dei processi multipli, sostiene che la durata del tempo per cui un’informazione è ricordata non dipende tanto dal processo di reiterazione, che permette il passaggio dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, quanto dalla profondità di elaborazione dell’informazione stessa. La qualità e il livello di profondità dell’elaborazione cui viene sottoposta un’informazione in entrata nel “sistema memoria” determinerà il suo essere ricordata o meno.

1.3. L’oblio

I sistemi di memoria possono essere oggetto di una perdita delle informazioni in essi contenuti, per cause diverse. Tale fenomeno è denominato oblio e rappresenta la dimenticanza intesa come fenomeno non temporaneo, non dovuto a distrazione o perdita temporanea di memoria, ma come stato più o meno duraturo, come scomparsa o sospensione del ricordo con un particolare accento sullo stato di abbandono del pensiero e del sentimento. Le possibili cause di questo fenomeno possono essere così riassunte:

  • Effetto del tempo di ritenzione: maggiore è l’intervallo tra apprendimento e rievocazione, minore è la capacità di ricordare.

Eccezionalmente, però, capita di ricordare bene eventi critici, importanti, del passato più lontano; paradossalmente può anche capitare di dimenticare subito il nome di una persona appena conosciuta. Queste eccezioni mostrano che, oltre al tempo di ritenzione di un ricordo, si deve considerare anche l’accuratezza con cui l’informazione è ricordata.

  • Distrazione e problemi di attenzione: la codifica di un’informazione richiede molta attenzione, non solo al momento dell’immagazzinamento dell’evento, ma anche nei momenti immediatamente successivi, altrimenti si produce una perdita di informazione.
  • Interferenze con altri ricordi: la capacità di rievocare un evento viene menomata dai ricordi di episodi simili o logicamente assimilabili. Ricordi affini causano interferenze e confusioni maggiori quanto più forte è la relazione tra gli item.
  • Fattori emozionali: nei flash di memoria sono conservati vividamente tutti i dettagli degli eventi che ci hanno coinvolto molto emotivamente, nel bene o nel male. Tuttavia proprio le nostre emozioni possono, inconsciamente, spingerci a dimenticare qualcosa: citiamo il classico esempio freudiano di chi dimentica le chiavi della macchina, perché in realtà non vuole recarsi in un determinato luogo. Si parla, in questo caso, di rimozione, dimenticanza motivata da necessità psicologiche.
  • Fattori organici: le amnesie organiche sono dovute a danni cerebrali e a malattie degenerative. Tra le patologie più diffuse abbiamo:
  • Morbo di Alzheimer: la ridotta ossigenazione del cervello e la conseguente atrofia riducono le capacità cognitive, tra cui la memoria;
  • Amnesia retrograda: decadimento delle informazioni acquisite prima del danno cerebrale;
  • Amnesia anterograda: decadimento delle informazioni acquisite dopo il danno cerebrale;
  • Psicosi di Korsakoff (alcolismo cronico): danno cerebrale permanente per cui non si riescono a ritenere le nuove informazioni per più di qualche secondo.

1.4. Le mnemotecniche (tecniche di memorizzazione)

Consistono in teorie e pratiche di potenziamento della memoria naturale, alla cui base ci sono due processi fondamentali: l’elaborazione e la riorganizzazione dell’informazione. Una caratteristica comune delle mnemotecniche è l’uso di suggerimenti più facili da ricordare di quanto non lo sia l’informazione che in seguito si dovrà recuperare. I metodi per avere una maggiore capacità di memoria sono le tecniche ed i sistemi, che a loro volta possono essere distinti in verbali e visivi.

Le tecniche permettono l’apprendimento di materiali precisi e non possono essere usate per scopi diversi rispetto a quelli per cui sono state create.

Tra le tecniche verbali ci sono:

La rima:

  • Tra le più note possiamo citare “Trenta giorni a novembre…” che ci aiuta a ricordare il numero dei giorni in ogni mese dell’anno. Il recupero dell’informazione è facilitato dai suggerimenti derivanti dalle parole che rimano fra loro.

L’acronimo:

  • È una parola artificiale, le cui lettere componenti fungono da suggerimento per il recupero di altre parole. Sigle che incontriamo quotidianamente sono acronimi, ad esempio CEE, AVIS, ENEL, S.P.A…

L’acrostico:

  • È una frase in cui le prime lettere di ogni parola che la compone fungono da suggerimento per il recupero di altre informazioni. Ad esempio l’acrostico “Come Quando Fuori Piove” nel gioco del poker indica il vincitore nel caso di parità di punteggio ma di differenza nel colore del seme (Cuori, Quadri, Fiori, Picche).

Tra le tecniche visive ci sono:

La storia:

  • È un racconto inventato dotato di significato in cui le parole da ricordare sono collegate tra di loro per mezzo della trama. Le parole da ricordare devono riferirsi a oggetti concreti, altrimenti risulterà molto difficile immaginarsi la storia. Ad esempio, se le parole da ricordare sono “fanciullo”, “libro”, “latte”, “aereo”, posso pensare ad una storia che inizia: “era tarda sera, il fanciullo ormai stanco stava sfogliando un libro di fiabe sorseggiando il suo latte, quando si udì il frastuono di un aereo da guerra…”

Le associazioni visive:

  • Consistono nel creare delle catene di parole. Nella prima fase si costruisce una vivida immagine di ogni parola da apprendere, poi si lega la prima parola alla seconda, la seconda alla terza… Riprendendo le parole dell’esempio sopra riportato, si può immaginare un fanciullo che legge un libro, poi un libro sporco di latte appena versato, ed infine, un aereo su cui si stanno caricando dei cartoni di latte.

I sistemi sono mnemotecniche elaborate e complesse, possono essere utilizzate per memorizzare dei materiali molto differenti.

Tra i sistemi di tipo verbale si può ricordare:

Il metodo fonetico:

  • È il sistema di memoria più noto e complesso, consente il ricordo di una lunga serie di parole o numeri con molte cifre. Nella prima fase si associano una o più consonanti alle cifre da 0 a 9, nel seguente modo: 1 (T-D), 2 (N), 3 (M), 4 (R), 5 (L), 6 (C-G dolci), 7 (K-C-G dure), 8 (F-V), 9 (P-B), 0 (Z-S, C dolce). Nella seconda fase si deve creare un casellario, di dimensioni variabili a seconda della quantità di materiale da immagazzinare. Il casellario deve essere composto da parole concrete, le consonanti che le contraddistinguono devono corrispondere a quelle relative a ciascun numero, da 0 a 9. Ad esempio, al numero 6 può essere collegata la parola cielo (6-C dolce), al numero 19 topo (1-T, 9-B). In una terza fase, si costruiscono immagini interattive tra le parole da ricordare e quelle presenti sul casellario. Ad esempio, se la diciannovesima parola della lista è “trappola”, e sul vostro casellario al numero 19 corrisponde la parola topo, si può immaginare un topo imprigionato in una trappola e al momento della rievocazione l’immagine interattiva riaffiorerà facilmente.
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Sintesi

Sintesi tesina sulla memoria

“La memoria può cambiare la forma di una stanza, il colore di una macchina. I ricordi possono essere distorti, sono una nostra interpretazione. Essi non sono la realtà, sono irrilevanti rispetto ai fatti.” Queste parole presenti nella mia tesina di maturità sono tratte dal film “Memento” di Christopher Nolan. Ho deciso di elaborare una tesina sulla Memoria in quanto si tratta di un tema che riguarda ogni periodo storico, società e cultura. La memoria può assumere diverse forme e definizioni, interessa diversi ambiti, come quello psichico, storico, sociale ed è stato soggetto di riflessione e ispirazione in tutti i campi dell’arte. Nella mia tesina quindi l'obiettivo è stato quello di analizzare la memoria, effettuando vari collegamenti con più materie di studio.

Collegamenti

Tesina sulla memoria

  • Psicologia: I processi legati alla memoria
  • Storia: La memoria
  • Italiano: Alle radici del Decadentismo: riflessioni sulla memoria.
  • Filosofia: Freud.
  • Storia dell'arte: Memoria e pittura; Salvator Dalì; René Magritte.
  • Musica: La memoria nella musica.
  • Il cinema e l'elaborazione della memoria collettiva.
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