Istituto d’Istruzione Superiore Statale
“Sandro Pertini”
Tesina Esami di Stato
La storia del femminile
“
Come espressione di una originalità senza tempo
Figure di donne, icone del passato per una prospettiva futura
5gf
Classe:
2009/2010
A.S.: Calzavara Jessica
Alunna: 1
Indice
2 Prologo
3 Introduzione
5 Italiano
“Io ho dinanzi a me il futuro, anche se voi non lo credete” S. Aleramo
Io ho dinanzi a me il futuro anche se voi non lo credete
8 Storia
Il femminismo dagli albori ai giorni nostri
11 Storia della moda
Nuovi stili di vita e nuove esigenze
Nuovi stili di vita e nuove esigenze
Il punto di incontro della donna comune
14 Inglese
Western woman’s emancipation through fashion
Western woman’s emancipation through fashion
16 Storia dell’arte
Peggy Guggenheim: Una donna emancipata ed originale, oltre ogni limite
Peggy Guggenheim, una donna emancipata ed originale oltre ogni limite
Conclusioni
18 Conclusioni
Bibliografia
19 Bibliografia 2
Prologo
Alla conclusione del mio percorso di formazione presso l’Istituto I.S.S. Sandro Pertini, in preparazione agli esami di Stato, ho desiderato organizzare la prova finale attraverso una tesina che ripercorresse la storia femminile nella cultura e nel costume con l’intenzione di una ulteriore riflessione sulla dimensione della moda come elemento non di omologazione o di appiattimento, ma come strumento di valorizzazione della specifica originalità della persona.
Pertanto, ho predisposto questa tesi cercando di dare spazio all’interno dello studio disciplinare svolto, a quelle figure femminili che si sono dimostrate delle guide, dei riferimenti ancora oggi ritenuti validi ed ispiranti.
Infatti, ritengo importante, dopo tutti questi anni di formazione, che la moda risulti anche quando può essere un prodotto simile per molti, che tenda a valorizzare la ricchezza di ognuno all’interno di una qualità e con un senso critico costruttivo e di reale buon gusto.
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Introduzione
Un lungo e tortuoso cammino verso la liberazione
Il “Femminismo”, “La Questione Femminile”, l’emancipazione della donna, sono termini e definizioni, che abbiamo sentito molte volte nel corso di questi ultimi anni ed in occasioni diverse: nei discorsi delle persone impegnate politicamente, nei dibattiti di costume, nei commenti di cronaca, nei servizi speciali sui cambiamenti sociali dell’era moderna.
Si può, anzi, affermare che gli anni ’70 furono caratterizzati dalla impetuosa ripresa dei temi cari al Movimento Femminista e che, mai come in questo nostro periodo, hanno avuto tanto peso ed eco, le idee e le battaglie portate avanti dalle donne per la realizzazione di una giustizia sociale. Emancipazione, liberazione, parità.
Che cosa vogliono dire nella realtà delle donne: “emancipazione”, “liberazione”, e “parità dei diritti”?
Per rispondere dobbiamo, doverosamente, ripercorrere a ritroso la storia della donna per rintracciare le ragioni lontane del malessere femminile.
Questo è appunto quanto nella tesi ho cercato di fare per poter meglio inquadrare la storia del costume.
E non attraverso la ricostruzione “ufficiale”, quella che appare sui manuali scolastici, ma passando per la via più sconosciuta, quella che riguarda le donne del popolo, scartando volutamente le figure femminili note a tutti, che sono emerse per ragioni del tutto eccezionali.
Dai documenti che ho raccolto e dalla consultazione dei testi relativi all’argomento, risulta che il Femminismo non fu ed è una moda, né è una questione marginale rispetto all’intera storia dell’umanità.
La posizione della donna nella società, in ogni epoca, ha sempre contraddistinto il tipo di cultura di un determinato popolo.
È, rispetto a lei, al suo posto nella famiglia e nella comunità che si sono accese le più aspre battaglie, che sono state emesse le più drastiche sentenze.
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Rispetto all’antichità, oggi ciò che conta in una donna, oltre che alla bellezza, è l’intelligenza e la cultura.
Tutto ciò, insieme all’entrata massiccia delle donne nel mondo della produzione (fabbriche, uffici, scuola), ha determinato nelle donne una presa di coscienza del loro stato di inferiorità, nel passato ed attuale, rispetto all’uomo.
Ecco perché è nato il “Moderno Femminismo”, e sono stati rimessi in discussione i valori e le teorie filosofiche e scientifiche che riguardano la donna.
Conoscere, capire e saper valutare questa nuova ondata che ci investe tutti, significa dare un senso all’oggi ed una chiave interpretativa al domani … soprattutto al nostro domani, di uomini e donne. 5
Cap. 1 - Riferimenti letterari - narrativi
“Io ho dinanzi a me il futuro, anche se voi non lo credete” S. Aleramo
La donna: creatura debole o forte? Intelligente quanto o meno dell’uomo? Capace di scelte autonome o bisognosa del costante appoggio maschile? Madre accudente o persona libera indipendente? Angelo del paradiso o demoniaca tentatrice? Dolce e innocente o perversa e ingannatrice?
Questo sono i quesiti, che emergono negli autori di ogni tempo e di ogni cultura.
Mentre è riconosciuto ovunque il valore della donna come femminile materno e di concepimento fin dalla notte dei tempi, così non è per le altre dimensioni della femminilità.
Infatti, sul piano culturale e sociale, il problema delle dimensioni agite dalla donna riguardano ogni civiltà con letture interpretative molto diverse sia a favore che a sfavore.
Tuttavia per l’emancipazione femminile si dovranno attendere addirittura gli anni Ottanta e Novanta, con il violento dibattito suscitato in tutta Europa da Una Donna di Sibilla Aleramo.
Una Donna è l’opera prima della Aleramo; il libro è la storia di se stessa cioè di come la protagonista, uscita da una serie di esperienze personali, senta il bisogno di narrare alle altre donne la sua autobiografia.
Il momento storico, gli anni di fine secolo e i primi del Novecento, è un momento di crisi, un momento caldo in cui in Europa si preparano grandi cambiamenti.
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Infatti, la classe operaia nata con la Rivoluzione Industriale ha ormai abbandonato le posizioni utopistiche del socialismo umanitario e degli ideali di fratellanza universale per abbracciare il socialismo scientifico e metodi di lotta più organizzati. Il quarto stato,
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come nel celebre quadro di Pellizza da Volpedo, è diventato un movimento più consapevole che avanza attivo e compatto verso un riconoscimento politico e sociale. Anche nelle campagne, i contadini si organizzano in leghe per ottenere condizioni di lavoro più umane e salari meno miseri.
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Alle lotte degli operai e dei contadini si uniscono, se pure in forma ancora episodica e minoritaria, le donne che rivendicano il voto, l’emancipazione, la parità dei diritti contro la posizione egemone dell’uomo. L’autrice, per quanto concerne la Questione Femminile, non si limita ad indicare l’inferiorità giuridica della donna, che allora non votava ed era soggetta economicamente al marito ma anche, il suo stato di lavoratrice, che non godeva della parità salariale.
L’autrice afferma che: una donna è qualcosa di più rispetto al suo ruolo!
Ella è, innanzitutto, una persona con un valore che va ben oltre allo storico destino di tutte le donne alle quali il costume di secoli ha imposto una sudditanza e le catene di un sacrificio