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“Non si nasce donna, lo si diventa.”

Jessica Treggiari

Classe V sez. Mhd

Il suffragismo

Nel primo decennio del XX secolo nasce un nuovo movimento, espressione di una nuova soggettività femminile: “Il suffragismo”, così chiamato perché le donne volevano ottenere il diritto di voto.

Esse puntavano a raggiungere l’uguaglianza dei diritti e delle opportunità, diventando così delle cittadine.

A loro non veniva riconosciuta l’autonomia del giudizio e la capacità di scelta; venivano considerate minori rispetto all’uomo.

Le donne di ogni paese erano escluse dall’elettorato, non potevano accedere agli studi universitari, nel campo del lavoro percepivano salari inferiori a quelli maschili.

I mutamenti indotti dalla seconda rivoluzione industriale avevano creato le condizioni per la nascita di un vero e proprio movimento di emancipazione: l’aumento del livello di istruzione, l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro; una diversificazione dell’impiego del tempo delle donne.

La soglia più difficile da superare fu il diritto di voto. Il movimento delle suffragette si dimostrò un’associazione assai attiva e radicale: furono organizzati appelli, campagne di propaganda, marce e manifestazioni che portarono numerosi arresti.

Durante il dopoguerra in tutti i paesi europei si pose il problema del riconoscimento della cittadinanza politica delle donne.

Non tutti gli Stati appoggiarono subito quest’idea: ad esempio in Francia, Italia e Spagna le donne conquistarono più tardi il diritto di voto.

  • 1893: 1920:
  • Nuova Zelanda Ungheria
  • 1901: Stati Uniti
  • Norvegia 1921:
  • 1903: Belgio
  • Australia 1929:
  • 1909: Grecia
  • Islanda 1930:
  • 1915: Turchia
  • Danimarca 1931:
  • 1916: Spagna
  • Canada 1945:
  • 1917: Giappone
  • Russia 1946:
  • 1918: Italia
  • Austria Francia
  • Lussemburgo 1947:
  • Irlanda Cina
  • Gran Bretagna 1948:
  • Polonia Israele
  • 1919: 1971:
  • Olanda Svizzera
  • Cecoslovacchia
  • Germania

Scrittrice e filosofa francese è considerata la madre del femminismo.

Il secondo sesso

Il suo saggio (1949) diventerà la “bibbia” del movimento.

In esso è dibattuto il problema dell’identità femminile e della libertà della donna sul piano sociale e morale.

Vengono colte le differenze con l’uomo: la donna è “naturalmente” diversa dall’uomo perché diverse sono le funzioni biologiche che la specie le assegna.

“Differenza” però, non significa “inferiorità”.

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Sintesi

Storia: movimento femminista;

Italiano: Simone De Beauvoir, Sibilla Aleramo;

Inglese: Virginia Woolf;

Storia dell'arte: Tamara de Lempicka.

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