Liceo Scientifico Copernico
Spieghiamo le vele
Con la scienza e la letteratura
Francesco Laffi
Corso matematico-informatico V C
Anno scolastico 2007/2008
Sommario
Introduzione ............................................................................................................................................... 3
Navigazione astronomica
La stella polare nell’antichità ..................................................................................................................... 4
Sistemi di coordinate ................................................................................................................................. 5
Cenni di navigazione astronomica ............................................................................................................... 8
Meteorologia
La troposfera ........................................................................................................................................... 12
Temperatura e pressione .......................................................................................................................... 12
Circolazione generale della troposfera ....................................................................................................... 13
Carta delle isobare e caratteristiche dei venti ............................................................................................. 14
Classificazioni dei venti ............................................................................................................................. 15
Giacomo Leopardi
La nautica nella letteratura ....................................................................................................................... 19
Giacomo Leopardi: breve biografia ............................................................................................................ 19
La filosofia di Leopardi: il pessimismo ........................................................................................................ 20
Lo Zibaldone ............................................................................................................................................ 21
Le Operette morali.................................................................................................................................... 22
Il Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez .................................................................................. 23
Samuel Taylor Coleridge
Coleridge biography.................................................................................................................................. 25
Lyrical Ballads .......................................................................................................................................... 25
The Rime of The Ancient Mariner ............................................................................................................... 26
Allegato
Bibliografia e fonti
Introduzione
Uno degli aspetti più emozionanti durante la navigazione a vela è quello di solcare il mare indisturbati
affidandosi solo al vento nelle vele e alle proprie capacità.
Anche se non ho ancora avuto la possibilità di percorrere una traversata atlantica in aliseo dalle
Canarie verso i Caraibi, mantenendo la Stella Polare al traverso di dritta, con la sensazione antica di
affidarsi solo al vento e alle stelle, ho conosciuto le emozioni della navigazione in rotte più modeste.
La patente nautica da diporto, di cui sto preparando l’esame, permette di comandare navi da diporto
fino a 24 metri senza limiti dalle coste.
Frequentando i corsi in preparazione ho scoperto che la tecnica della navigazione, che avevo sempre
visto come una tecnica intuitiva, si basa in realtà sulle più disparate discipline scientifiche. Alcune di
queste sono presenti anche nel programma di V e sono quelle che svolgerò in questa trattazione: si
tratta della navigazione astronomica e della dinamica della troposfera.
Le emozioni della navigazione sono stati d’ispirazione per numerosi autori di tutte le epoche e si
riscontrano nelle numerose opere che affrontano la tematica del viaggio. In questa trattazione
analizzerò un’operetta di Giacomo Leopardi, Dialogo tra Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez, e una
ballata di S.T. Coleridge, The Rime of the Ancient Mariner. 3
Navigazione astronomica
Tecniche e strumenti
La stella polare nell’antichità
Fin dalla preistoria l’uomo volse lo sguardo alle stelle per orientarsi nello spazio e nel tempo,
riconoscendo in esse delle guide stabili e sicure.
Tuttavia, la tecnica e gli strumenti antichi non permettevano di ricavare dall’osservazione della volta
celeste un punto nave stimato, infatti “non esistono elementi in grado di attestare la pratica di una
vera e propria navigazione astronomica nell’antichità, cioè una navigazione condotta con strumenti
che consentissero di stabilire la posizione della nave in mare sulla base dei soli riferimenti
1
astronomici.”
Gli antichi navigatori del Mediterraneo usavano la volta celeste
come una bussola, il cui ago era la Stella Polare, che forniva loro
una direzione di riferimento fissa e facilmente individuabile. Le
costellazioni fondamentali per la ‘ricerca della Polare’ sono l’Orsa
Maggiore e l’Orsa Minore, formate da stelle circumpolari, che
quindi non scendono mai sotto la linea dell’orizzonte: “da questa
constatazione è derivata l’immagine letteraria delle Orse che
≪non si bagnano mai nell’Oceano≫, come ricordano Omero nel
passo riportato sopra (Odissea, V, 273-275) e Virgilio (Georgiche, La Stella Polare appartiene alla costellazione
2 dell’Orsa minore, ma è più facile individuarla
1, 246).” in riferimento all’Orsa Maggiore.
1 Medas S., De rebus nauticis: l’arte della navigazione nel mondo antico, p.155
2 Medas, p. 159 4
Con la definizione dei punti cardinali la Stella Polare acquista ulteriore importanza perché è quasi
coincidente con il polo settentrionale celeste, è quindi un ottimo riferimento per il nord. Se con la
successiva scoperta del campo magnetico terrestre e l’invenzione della bussola, strumento meno
preciso ma più pratico, la Stella Polare non era più l’unico riferimento, parallelamente venivano
sviluppate tecniche e strumenti che permettono una navigazione astronomica completa.
Sistemi di coordinate
L’obiettivo della navigazione astronomica è di determinare il punto nave stimato, cioè il punto in cui
l’osservatore si trova sulla superficie terrestre nel sistema di coordinate geografiche. A questo scopo è
necessario mettere in relazione l’osservazione dell’astro e le sue coordinate celesti al sistema di
coordinate terrestri.
Sistema terrestre geografico
Piano fondamentale: piano dell’equatore, cioè il piano
perpendicolare all’asse di rotazione terrestre passante per
il centro della Terra.
Poli: polo nord e polo sud, cioè i punti di intersezione tra
l’asse di rotazione terrestre e la superficie terrestre
rispettivamente nell’emisfero boreale e australe.
Reticolato geografico: paralleli, linee di intersezione tra la
superficie terrestre e piani perpendicolari all’asse di rotazione
terrestre; meridiani, semicircolo massimo di intersezione tra la
superficie terrestre e piani passanti per l’asse di rotazione terrestre.
Coordinate: latitudine (φ), misura angolare dell’arco di meridiano
compreso tra il parallelo passante per il punto e l’equatore;
longitudine (λ), misura angolare dell’arco di equatore compreso tra il
meridiano passante per il punto e il meridiano fondamentale (Greenwich). 5
Sistemi di coordinate celesti
I sistemi di coordinate celesti definiscono un punto sulla superficie della sfera celeste, cioè una sfera
cava di raggio infinito il cui centro coincide con il centro della Terra e sulla cui superficie sono
idealmente proiettati i corpi celesti.
Altazimutale
Il sistema altazimutale è relativo alla posizione
dell’osservatore.
Piano fondamentale: piano dell’orizzonte astronomico,
perpendicolare alla verticale del luogo dell’osservatore e
passante per il centro della Terra.
Poli: zenit e nadir, cioè i punti d’intersezione tra la verticale del luogo dell’osservatore e la sfera
celeste, rispettivamente nella semisfera superiore e inferiore.
Coordinate: altezza (h), misura angolare dell’arco di circolo verticale compreso tra l’astro e l’orizzonte
astronomico; azimut (az), misura angolare dell’arco di orizzonte astronomico compreso tra il circolo
verticale passante per l’astro e l’intersezione meridionale tra il piano dell’orizzonte astronomico e il
meridiano locale dell’osservatore.
Equatoriale uranografico
Il sistema uranografico equatoriale è solidale alla sfera
celeste, quindi le coordinate delle stelle rimangono δ
3
invariate.
Piano fondamentale: piano dell’equatore terrestre, δ = declinazione
l’intersezione tra questo piano e la sfera celeste è detto =
equatore celeste.
3 In realtà variano a causa della parallasse annua e della precessione degli equinozi. Il Sole si intende escluso.
6
Poli: polo nord celeste e polo sud celeste, cioè i punti di intersezione tra la sfera celeste e l’asse del
mondo (prolungamento dell’asse di rotazione terrestre).
Reticolato geografico: analogo al reticolo terrestre, paralleli celesti e meridiani celesti.
Coordinate: declinazione (δ), misura angolare dell’arco di meridiano celeste compreso tra il parallelo
celeste passante per l’astro e l’equatore; ascensione retta (α), misura angolare dell’arco di equatore
celeste compreso tra il meridiano celeste passante per il punto e il meridiano celeste fondamentale
γ,
(quello passante per il punto detto anche punto equinoziale primaverile), si misura in senso
γ.
antiorario dal punto
Equatoriale locale orario
Il sistema locale orario è solidale alla Terra, quindi le
coordinate delle stelle (tranne il Sole) variano con un
periodo equivalente ad un giorno sidereo.
Il sistema di coordinate orarie locali è simile a quello uranografico, infatti, condividono lo stesso piano
fondamentale (piano equatoriale), gli stessi poli (poli celesti) e una delle due coordinate (declinazione).
Coordinate: declinazione ed angolo orario locale (t), la misura angolare dell’arco di equatore celeste
compreso tra il meridiano celeste passante per l’astro e il meridiano superiore, o angolo orario di
Greenwich (T), la misura angolare dell’arco di equatore celeste compreso tra il meridiano celeste
passante per l’astro e la proiezione del meridiano di Greenwich sulla sfera celeste, si misura in senso
orario a partire dal meridiano di riferimento.
L’angolo orario e l’ascensione retta sono quindi legati tra loro e si può passare da un sistema all’altro
conoscendo il tempo siderale (TS), cioè la misura angolare dell’arco di equatore celeste compreso tra il
meridiano celeste fondamentale e la proiezione del meridiano di Greenwich sulla sfera celeste.
T = TS – α
Tempo siderale, ascensione retta e angolo orario si possono misurare da 0° a 360° o da 00h a 24h.
7
Cenni di navigazione astronomica
Punto sub-astrale (PSA): è il punto d’intersezione tra la
superficie terrestre e una semiretta immaginaria che ha
origine nel centro della Terra e passa per l’astro
interessato.
Distanza zenitale (Dz): è la distanza angolare sulla sfera
celeste tra l’astro e lo zenit o sulla superficie terrestre tra
la posizione dell’osservatore e il punto sub-astrale.
Per le stelle fisse o, con le dovute
correzioni, anche per gli ‘astri
erranti’ si ha che la distanza zenitale
e l’altezza altazimutale sono
complementari.
4
Cerchio d’altezza: è un luogo di posizione i cui punti si trovano
alla stessa distanza zenitale dal punto sub-astrale di un astro.
Esempio di cerchio d’altezza del Sole misurato ad un’altezza azimutale di 39° dal Mar Adriatico durante un
pomeriggio estivo. Risulta infatti una distanza zenitale di 51° (1060mg).
4 È un termine nautico analogo al luogo geometrico in matematica, infatti, un luogo di posizione è l’insieme dei
punti che rispondono a una stessa caratteristica geometrica. 8
Sestante
Strumento principe per la navigazione astronomica, è utilizzato per misurare l’angolo di elevazione di
un oggetto celeste sopra l’orizzonte, deriva dai più antichi ottante e astrolabio.
L’immagine dell’astro è riflessa dallo
specchio mobile sullo specchio fisso
che, essendo semitrasparente,
permette contemporaneamente di
vedere l’orizzonte. Attraverso il
cannocchiale quindi si riescono ad
allineare le due immagini. Questo è
possibile perché lo specchio mobile è
solidale con l’alidada (braccio):
spostando questa e regolando il
micrometro si fanno combaciare le
immagini, poi si legge il valore
dell’angolo sull’arco graduato.
Molte misurazioni si possono effettuare solo durante i crepuscoli nautici, momenti in cui sono visibili
sia l’orizzonte, che di notte non è individuabile, che gli astri, che di giorno non sono visibili.
Effemeridi nautiche
Sono pubblicazioni annuali dell’I.I.M. (Istituto Idrografico della Marina),
contengono almanacchi che forniscono l’ora siderea, il sorgere e il
tramonto del Sole e della Luna, orario di inizio e fine dei crepuscoli
nautici, l’ora del passaggio in meridiano del Sole e della Luna e
posizioni giornaliere sub-astrali di Sole, Luna, Venere, Giove, Marte,
Saturno e le 57 stelle più brillanti, in riferimento all’ora di Greenwich. 9
Calcolo del punto nave
Per ottenere un punto nave affidabile si cerca
l’intersezione fra tre o più cerchi d’altezza.
Il metodo risolutivo è il seguente:
- Ricerca nelle effemeridi degli orari del crepuscolo
- Nautico relativo al punto nave stimato attraverso
- Altri metodi di navigazione.
- Attesa del crepuscolo, misurazione delle
- Coordinate altazimutali di alcuni astri per mezzo
- Del sestante e annotazione dell’orario GMT delle
- Misurazioni.
- Ricerca, nelle effemeridi nautiche, del punto sub astrale degli astri nel momento della
- Misurazione.
- Si usano strumenti elettronici come calcolatrici/computer in grado di effettuare calcoli
- Trigonometrici oppure si usano le tavole di soluzione diretta per trovare un luogo di posizione
- Per ogni misurazione.
- Su carte nautiche di piccola scala si può
- Approssimare un arco di cerchio d’altezza
- Come un segmento, questo prende il nome di
- Retta d’altezza.
- Il punto nave è individuato nella zona
- D’incertezza, cioè il poligono formato dalle
- Rette d’altezza tracciate.
Esempio di calcolo del punto nave attraverso quattro rette
d’altezza: Polare, Vega, Arturo, Regolo.
L’incertezza sulla posizione è di circa 1-2 mg,
un’approssimazione molto buona per un punto nave. 10
Calcolo della latitudine
Un calcolo molto più semplice da effettuare è ricavare la latitudine dall’altezza altazimutale della
Polare o del Sole durante il passaggio in meridiano.
Per la Polare si consideri che il punto sub-astrale è, con una
buona approssimazione, coincidente con il polo Nord, inoltre si
può considerare che i raggi arrivino paralleli sulla superficie
terrestre; il cerchio d’altezza (identificato dalla distanza zenitale
Dz = 90°-h) di questa stella coincide con un parallelo (identificato
da lat = 90°-Dz).
Si ricava quindi che lat = h. Per il Sole bisogna considerare alcuni fattori in più: i raggi
non si possono ritenere paralleli ma va inserito un fattore
di conversione (circa 1° alle medie latitudini), il punto sub-
astrale è sull’equatore solo durante gli equinozi, negli altri
giorni si dovrà anche considerare la declinazione.
Si ricava quindi che lat = 90 – h – 1 + decl.
11
Meteorologia
Dinamica della troposfera
Prevedere lo stato e l’evoluzione del tempo meteorologico ha
sempre rappresentato una risorsa vitale per i marinai, dagli
albori della navigazione ai nostri giorni.
La troposfera
La troposfera è la zona dell’atmosfera a contatto con la superficie terrestre ed ha uno spessore che
varia tra 6 km ai poli e 18 km all’equatore. In questa zona avvengono i fenomeni meteorologici, quindi
la sua dinamica è un argomento di ampio interesse. L’aria della troposfera non è un gas uniforme, ai
fini dello studio della dinamica si considera questa zona formata da masse d’aria, cioè porzioni
dell’atmosfera le cui particelle hanno acquistato caratteristiche fisiche ben definite.
La dinamica della troposfera e i fenomeni meteorologici sono conseguenze di differenze di
temperatura, pressione e umidità tra le masse d’aria che compongono la troposfera.
Temperatura e pressione
Gli squilibri tra le masse d’aria sono dovuti alle differenze di energia emessa sotto forma di calore dalla
superficie (maggiore all’equatore, minori ai poli), in parte dipendente dalla radiazione solare assorbita.
In base alle temperature medie annue ci sono ZP
ZT
cinque zone termiche: una zona equatoriale
torrida; due zone temperate, una boreale e una ZE
australe; due zone polari, artica e antartica. ZT
La pressione dipende invece da temperatura e ZP
umidità: con l’aumento di questi due fattori si ha una diminuzione di pressione, e viceversa.
12
Circolazione generale della troposfera
In base alle differenze di pressione si distinguono:
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Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Spieghiamo le vele con la scienza e la letteratura
Autore: Francesco Laffi
Descrizione: L'idea per questa tesina nasce durante serate di lezioni in preparazione alla patente nautica che ho sostenuto quest'anno. Infatti mi accorsi che molti degli aspetti tecnici della navigazione e dell'imbarcazione si basano su presupposti scientifici che ne
Materie trattate: astronomia, meteorologia, operette morali, S. T. Coleridge
Area: scientifica
Sommario
Fin dalla preistoria l'uomo volse lo sguardo alle stelle per orientarsi nello spazio e nel tempo, riconoscendo in esse delle guide stabili e sicure. Tuttavia, la tecnica e gli strumenti antichi non permettevano di ricavare dall'osservazione della volta celeste un punto nave stimato, infatti "non esistono elementi in grado di attestare la pratica di una vera e propria navigazione astronomica nell'antichità, cioè una navigazione condotta con strumenti che consentissero di stabilire la posizione della nave in mare sulla base dei soli riferimenti astronomici." Gli antichi navigatori del Mediterraneo usavano la volta celeste come una bussola, il cui ago era la Stella Polare, che forniva loro una direzione di riferimento fissa e facilmente individuabile. Le costellazioni fondamentali per la 'ricerca della Polare' sono l'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore, formate da stelle circumpolari, che quindi non scendono mai sotto la linea dell'orizzonte: "da questa constatazione è derivata l'immagine letteraria delle Orse che ?non si bagnano mai nell'Oceano?, come ricordano Omero nel passo riportato sopra (Odissea, V, 273-275) e Virgilio (Georgiche, 1, 246)." Con la definizione dei punti cardinali la Stella Polare acquista ulteriore importanza perché è quasi coincidente con il polo settentrionale celeste, è quindi un ottimo riferimento per il nord. Se con la successiva scoperta del campo magnetico terrestre e l'invenzione della bussola, strumento meno preciso ma più pratico, la Stella Polare non era più l'unico riferimento, parallelamente venivano sviluppate tecniche e strumenti che permettono una navigazione astronomica completa.