Il potere del sorriso
“Un giorno senza sorriso è un giorno perso”
Stefania Cerreto VA Anno: 2012/2013
Introduzione
Nella situazione odierna, con tutte le problematiche che viviamo giorno per giorno: crisi economica, mancanza di lavoro, perdita dei valori umanitari, occorre contrapporre a tutto ciò un ottimismo (anche se forzato), per trovare una tranquillità che ci permetta di superare questi momenti, sperando in un domani migliore.
Non bisogna abbattersi e lasciarsi andare al pessimismo, certo pensare positivo è difficile, ma è necessario. Non dobbiamo permettere che questa crisi economica travolga anche il nostro spirito, la nostra serenità e la nostra voglia di vivere.
La mancata tranquillità (a causa della perdita del lavoro e dei debiti accumulati) uccide. Nel 2013 il tasso di morte a causa della crisi economica, politica e sociale ha ucciso ben 32 lavoratori solo a gennaio.
Inoltre, non mi riferisco soltanto ad una morte fisica, ma anche alla morte dello spirito. Difficile trovare genitori sereni che abbiano ancora voglia di sorridere, difficile trovare ragazzi spensierati.
La verità è che nessuno riesce a realizzare i suoi obiettivi, ad affermarsi come meriterebbe e vorrebbe. Tutto questo ci sta portando in un baratro senza fondo fatto di desolazione e smarrimento dello spirito, ed è proprio per questo motivo che bisogna reagire, bisogna riuscire a trovare la felicità nelle cose semplici, nelle piccole cose.
Donare un sorriso oggi è importantissimo, non lo sappiamo, non lo vediamo e quindi non riusciamo neanche lontanamente ad immaginare quanto possa far bene a noi e a tutti coloro che ci stanno intorno.
Perché un sorriso regalato, riesce a smuovere gli animi, ecco il potere del sorriso!
Letteratura
Luigi Pirandello
La vita
Nato ad Agrigento nel 1867, da una famiglia agiata, abbandona presto l’isola per cercare la sua strada ma porterà sempre con sé il ricordo della sua Sicilia, tematica che ritornerà in molte delle sue composizioni.
Si trasferisce a Roma per studiare letteratura e dopo la sua laurea si sposa con una giovane donna benestante siciliana dalla quale avrà tre figli, si trasferisce definitivamente a Roma.
Per poter continuare la sua carriera letteraria il padre mensilmente gli fa recapitare un assegno. Collabora a riviste letterarie e inizia ad insegnare all’Istituto superiore di Magistero, scrisse le prime novelle e pubblica L’esclusa.
Nel 1903 l’allagamento di una miniera di zolfo, in cui il padre aveva investito il proprio capitale e quello della nuora portò la famiglia sul lastrico. La notizia causa nella moglie di Pirandello un gravissimo squilibrio psichico che l’accompagnerà per il resto della sua vita.
Per sedici anni la vita matrimoniale dei due coniugi proseguì tra esplosioni di gelosia morbosa, allontanamenti, numerosi tentativi di cura rifiutati e per questo motivo Luigi Pirandello fu costretto ad internare la moglie in un manicomio.
La grave situazione economica della famiglia, costringe Pirandello a lavorare duramente.
Il fu Mattia Pascal, Arte, Scienza e Pubblica: e nel 1908 escono i saggi Umorismo grazie ai quali vince un posto di professore.
Esordisce come autore teatrale con Lumie di Sicilia, ma continua ad essere legato alla narrativa. In cinque anni pubblica i romanzi:
- Suo marito
- I vecchi e i giovani
- Si gira
- Serafino Gubbio operatore
La situazione familiare di Pirandello si aggrava in quanto oltre alla malattia della moglie, vi si aggiunge la morte della madre e la prigionia del figlio Stefano in Germania.
In quegli anni la sua attività teatrale si intensifica e incomincia a dare i suoi frutti migliori con l’opera teatrale: Così è.
Pirandello diventa l’autore più famoso del momento e parte in giro per il mondo insieme al suo gruppo di attori, tra cui l’attrice Marta Abba che diviene la sua ispiratrice.
Pubblica opera Sei personaggi in cerca d’autore, non molto apprezzata. Continua a scrivere poesie e novelle, pubblica il romanzo Uno, nessuno e centomila.
Si avvicina al cinema e continua ad essere molto legato al teatro, infatti, pubblica nuove commedie: Ciascuno a suo modo, questa sera si recita a soggetto, Enrico IV.
Rispetto ai riconoscimenti della critica il suo atteggiamento resta ambiguo perché da un lato li cerca e se ne compiace, dall’altro se ne dichiara imbarazzato definendoli “una pagliacciata”.
Il suo atteggiamento è molto ambiguo anche nei confronti della politica in quanto; inizialmente aderisce al Radicalismo Giovanile, fondato sulla denuncia del tradimento degli ideali risorgimentali, ma per molti anni resta indifferente alle questioni politiche perché convinto che la situazione iniziale dell’uomo non può essere cambiata né dalle infrastrutture né dalla società, inoltre, aderisce al fascismo.
Il poeta si ammalò di polmonite e morì nella sua casa.
La poetica
La poetica di Luigi Pirandello si evince in modo particolare dalla sua composizione Sei personaggi in cerca d’autore sintetizzata in tre punti:
- L’inganno della comprensione fondata sulla parola che in sostanza è vuota.
- Le molteplici personalità che ognuno di noi possiede e assume a seconda delle situazioni e delle circostanze.
- Il conflitto tra la vita e il ruolo che si deve assumere.
La poetica di Pirandello è incentrata anche sulla questione delle maschere in quanto, egli crede che tutti gli uomini posseggono molteplici immagini: l’immagine che l’individuo ha di se stesso e le diverse immagini che gli altri si fanno di quel determinato individuo.
Pur volendo l’uomo non può liberarsi di tutte queste maschere perché vi è sempre l’immagine che gli altri hanno di quella persona e per questo motivo non può mostrarsi per quello che è realmente.
Pirandello incentra la sua poetica anche sulla questione della comunicazione, in quanto ritiene che ognuno di noi ha un proprio modo diverso di vedere le cose per cui nel momento in cui vi è una conversazione colui che ascolta potrebbe interpretare diversamente quello che gli è stato detto.
Un altro perno principale della poetica del poeta è anche l’umorismo, molto diverso dal comico, infatti, lo stesso autore sottolinea più volte la differenza fra le due.
Il comico serve esclusivamente a far ridere, mentre l’umorismo oltre a provocare riso serve anche a far riflettere.
L’autore porta in esempio la situazione di una donna che nonostante la sua avanzata età veste ancora in maniera appariscente e si trucca molto forte, questa situazione inizialmente provocherà in noi il riso, ma se si scava a fondo nella vita della donna si scoprirà che la signora non è contenta di vestirsi in quel modo ma lo fa soltanto per tener legato a sé l’amore del marito più giovane e questo provocherà in noi compassione.
Questo è il sentimento del contrario che mette in contrasto due sentimenti opposti come risata e compassione, riso e pianto. Da molte delle sue composizioni si evince la sua poetica del tutto nuova.
Le novelle
Dall’inizio della sua carriera fino a pochi anni prima della sua morte, Pirandello scrisse 225 novelle, raccolte a partire dal 1922 sotto il titolo Novelle per un anno.
La carriola
Questa novella fu pubblicata per la prima volta nel volume E domani, lunedì, del 1916.
In questa composizione l’autore mette in evidenza gli aspetti fondamentali della sua poetica. La novella è incentrata sul protagonista che, una volta arrivato sul pianerottolo di casa, inizia a fare mille riflessioni e si rende conto di non riconoscersi nel “personaggio” che è stato costretto a diventare.
“Spaventosamente d’un tratto mi s’impose la certezza, che l’uomo che stava davanti a quella porta, con la busta di cuojo sotto il braccio, l’uomo che abitava là in quella casa, non ero io, non ero stato mai io. Conobbi d’un tratto d’essere stato sempre come assente da quella casa, dalla vita di quell’uomo, non solo, ma veramente e propriamente da ogni vita. Io non avevo mai vissuto; non ero mai stato nella vita; in una vita, intendo, che potessi riconoscere mia, da me voluta e sentita come mia.”
Questo passo è importante, in quanto viene messo in risalto lo stato d’animo di un uomo che si sente ingabbiato da una vita, che in realtà non sente come sua, addirittura stenta a riconoscersi, infatti, continua:
“Chi lo aveva fatto così quell’uomo? Che figurava me? Chi lo aveva voluto così? Chi così lo vestiva, lo calzava? Chi lo faceva muovere e parlare così? Chi gli aveva imposto tutti quei doveri uno più gravoso e odioso dell’altro? Ero io? Io? Propriamente? Ma quando mai?”
In questa opera Pirandello risalta molto la differenza tra la natura reale dell’uomo e la visione che hanno gli altri di lui.
“Di quell’uomo, di quell’uomo che il mio spirito in quel momento, se avesse avuto un corpo, il suo vero corpo, la sua vera figura, avrebbe preso a calci o afferrato, dilacerato, distrutto, insieme con tutte quelle brighe, con tutti quei doveri e gli onori e il rispetto e la ricchezza, e anche la moglie, sì, fors’ anche la moglie… Ma i ragazzi?
Mi portai le mani alle tempie e me le strinsi forte. Ormai la mia tragedia è questa. Dico mia, ma chi sa di quanti! Chi vive, quando vive, non si vede: vive… Se uno può vedere la propria vita è segno che non la vive più: la subisce, la trascina. Perché ogni forma è una morte. Il mio caso è anche peggiore. Io vedo non ciò che di me è morto, io vedo che non sono mai stato vivo, vedo la forma che gli altri, non io, mi hanno data, e sento che in questa forma la mia vita, una mia vera vita, non c’è stata mai. Ho nausea, orrore, odio di questo che non sono io, che non sono stato mai io; di questa forma morta, in cui sono prigioniero, e da cui non mi posso liberare.”
Questo sta a significare che pur volendo, l’uomo non può liberarsi da tutte le maschere e mostrarsi nella sua vera natura, in quanto è sempre presente l’immagine che gli altri si fanno di quel determinato individuo.
Ritorna di continuo, il concetto del ruolo che ha il protagonista all’interno della propria vita, che non può essere cambiato anche se realmente non coincide con il proprio modo di essere.
L’uomo, però, confessa che giornalmente, lontano da sguardi indiscreti compie un atto liberatorio.
“Ecco. Ho una vecchia cagna lupetta, da undici anni per casa, bianca e nera, grassa, bassa e pelosa, con gli occhi già appannati dalla vecchiaia. Per sfuggire alla tirannia dei miei ragazzi, aveva preso da un pezzo il partito di rifugiarsi qua nel mio studio da mane a sera.
All’improvviso la tentazione di compiere su di lei la mia vendetta mi sorse, quindici giorni or sono, all’improvviso, nel vedermi guardato così. Non le faccio male, non le faccio nulla.
Appena posso, appena qualche cliente mi lascia libero mi alzo da sul mio seggiolone. In punta di piedi mi reco all’uscio a spiare nel corridoio, chiudo l’uscio a chiave, per un momento solo gli occhi mi sfavillavano di gioia, le mani mi brillavano della voluttà che sto concedermi d’esser pazzo, d’esser pazzo per un attimo solo.
Corro da lei, alla cagnetta che dorme sul tappeto, piano con garbo, le prendo le due zampine di dietro e le faccio fare la carriola.
Questo è tutto, non faccio altro. Comprende la bestia, la terribilità dell’atto che compio. Non sarebbe nulla, se per scherzo glielo facesse uno dei miei ragazzi. Ma sa ch’io non posso scherzare; non le è possibile ammettere che io scherzi.
La narrativa
Soprattutto nei primi racconti dell’autore si sente l’influenza di Verga, Pirandello si dimostra estraneo all’interesse naturalistico, per il tipico è il verosimile.
La sua fantasia si esercita sui casi limite, sulle situazioni estreme nelle quali l’assurdità della vita si mostra in modo particolare.
Lo stesso autore definisce i suoi protagonisti dei personaggi “la gente più scontenta del mondo” che ha dovuto affrontare le ostilità della vita e le avversità del destino, abbandonandosi a comportamenti violenti e incontrollati che spesso sfociano in delitti, suicidi e la pazzia.
Pirandello non risparmia i toni caricaturali: testoni, facce giallicce, spalle aggobbite.
L’autore cerca di coinvolgere il lettore nel racconto introducendo punti di interrogazione ed esclamativi.
Il tono umoristico si evince già dai primi romanzi come L’esclusa:
È la vicenda che ha come protagonista principale Mattia Pascal, il quale fugge di casa e va a Montecarlo dove vince una forte somma alla roulette.
Sulla via del ritorno legge su un giornale la notizia della sua morte e scopre che i suoi congiunti hanno creduto di riconoscerlo nel cadavere di un suicida.
Mattia decide allora di sfruttare la situazione per costruirsi la vita libera che non aveva mai avuto. Cambia identità e si finge Adriano Meis, si innamora e nel momento in cui cerca di sposarsi a causa della sua finta identità questo gli è impedito, per questo motivo finge un secondo suicidio e ritorna a casa sua.
Il protagonista però scopre che la moglie si è risposata e di non essere più ben voluto dai suoi concittadini, per questo è costretto a vivere il resto della sua vita nella sua biblioteca a guardare la vita altrui.
Questo romanzo si divide in tre fasi che coinvolgono la personalità del protagonista: Mattia Pascal iniziale, Adriano Meis e Mattia Pascal “risorto”.
Nel proprio racconto il poeta non segue la cronologia della narrazione.
Di impatto ottocentesco è I vecchi e i giovani, legato ai temi del verismo siciliano.
Il romanzo denuncia il fallimento che accomuna sia la generazione dei vecchi che dei giovani i quali non riescono a riscattarsi, questa è l’opera più politica dell’autore.
Il romanzo poi Si gira, ripubblicato con il titolo Quaderni di Serafino Gubbio operatore, nel quale vi è narrata la vita “lavoratore” di un operatore di macchina, il quale si immedesima così tanto nel suo lavoro da divenire soltanto una mano che gira la manovella della telecamera.
Il suo ultimo romanzo Uno, nessuno e centomila è una vicenda incentrata sulle banali osservazioni della moglie «Hai il naso storto da un lato» che mettono in crisi il marito.
L’uomo non essendosi mai riconosciuto questo difetto cerca di spiegarsi la situazione ed infine arriva alla conclusione che lui non è uno, in quanto deve tener conto dell’immagine che le altre persone si fanno di lui, per questo è centomila ma allo stesso tempo non è nessuno.
La lingua è rapida nervosa, si riducono fortemente le distanze tra scritto e parlato. La sintassi è agile e movimentata, ricca di esclamazioni ed interrogazioni.
Il teatro
L’immagine della vita come “enorme pupazzata” in cui ognuno veste una maschera e recita una parte rende inevitabile l’avvicinamento al teatro da parte di Pirandello, le sue numerosissime commedie raccolte sotto il titolo Maschere nude sono la rielaborazione di motivi, situazioni e vicende.
Le sue prime commedie sono Commedie siciliane che hanno come sfondo la Sicilia.
La commedia che ha determinato il successo internazionale in ambito teatrale del poeta è: È così: vi è una rappresentazione della società; drammi di ambiente borghese centrati su intricanti situazioni familiari e sentimentali.
In questa commedia vi è rappresentata una parabola vertiginosamente astratta sull’impossibilità di conoscere la verità:
“In una cittadina di provincia giungono il Sig. Ponza, impiegato della prefettura, con la moglie e la signora Frola, sua suocera.
Il comportamento strano della signora Ponza che isolata da tutti comunica con la madre soltanto attraverso dei bigliettini scritti a mano che le fa recapitare facendo scendere dalla finestra un paniere, insospettisce i concittadini che chiedono spiegazioni al sig. Ponza e la suocera.
I due espongono versioni contrastanti fra loro in quanto la signora Frola accusa il sig. Ponza di essere molto possessivo nei confronti della figlia a tal punto che le vieta addirittura di parlare con lei.
Il sig. Ponza accusa la suocera di essere pazza spiegando che la moglie è morta molto tempo addietro, ciò nonostante la madre non riesce a capacitarsene per cui l’uomo fa parlare la sua nuova moglie con la suocera dandole l’illusione che sia la figlia.”
La struttura della commedia è data da rilevazioni contraddittorie che si ribaltano, stuzzicano la curiosità degli spettatori, per poi deluderne le attese lasciando aperto l’enigma.
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Percorso interdisciplinare
- Italiano - Luigi Pirandello (umorismo)
- Storia - Il New Deal (sorriso ritrovato dopo la risoluzione della crisi)
- Diritto - La Costituzione (sorriso ritrovato per il riconoscimento dei diritti)
- Scienze delle finanze - Aumento della spesa pubblica negli anni e situazione odierna.
- Ragioneria - I finanziamenti
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